Live report: Maluma – Altice arena, Lisbona – 21.06.2019

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Live report a cura di Marco Marsili

Sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci: qui, la musica, non c’entra niente.

Sì, perchè Maluma al secolo Juan Luis Londoño Arias — è un fenomeno sociale; è il prodotto della generazione dei selfie e dei talent show televisivi.

Il pubblico è lo stesso che circa 60 anni fa impazziva per i Beatles, e che successivamente ha pianto per i Duran Duran, con la differenza che questi, dopo 40 anni, sono ancora lì.

Maluma, probabilmente, sarà un ricordo sbiadito, prima ancora l’usura consumi i reggiseni che le sue fans tirano sul palco. Poco male; il ragazzo funziona alla grande, nonostante l’inconsistenza della proposta musicale, e la staticità pari a quella di un bidone di benzina. Scordatevi le sfolgoranti esibizioni di Ricky Martin o di Enrique Iglesias: Maluma non suda.

Il colombiano è in carne, e ha una bella faccia, pulita, a tratti sorniona, accattivante; funziona sia con le figlie, che con le madri l’Altice Arena di Lisbona è affollata di adolescenti sovrappeso e di milf con il volto segnato dalle rughe, e appesantito dal trucco. Il successo è un mix di musica reggaeton, una coreografia a base di laser, video e vampate di fuoco tutto ciò che Jean Michel Jarre, Kraftwerk, i Kiss e i loro emuli fanno da oltre 40 anni, e meglio e una dozzina di ballerine in carne e un po’ agè. Il resto dello spettacolo, lo fa il pubblico ululante, composto per oltre il 90% da femmine di ogni età, in stato di sovreccitazione ormonale.

Il Gruppo Chiado, ha portato Maluma a Lisbona, si frega le mani, facendo i conti: l’Altice Arena è gremita quasi in ogni ordine di posti, fatta eccezione per il costoso Golden Circle, quello che dà diritto a stare davanti al palco, entrando prima, ed evitando la calca vociante che si accalca dietro le transenne. Ma lui, Maluma, si ricorda anche delle meno ‘fortunate’; e così, a metà spettacolo, eccolo precipitarsi in mezzo all’Arena, e salire su una pedana, sulla quale invita un gruppo di fans in delirio. Il resto, è un crepitare di urla e sospiri di piacere per un’ora e mezza, tanto dura lo show. Il cantante di Medellín è sicuramente ‘tanta roba’, anche se è vestito come un dipendente Anas, con giubbotto, pantaloni, cintura e scarpe giallo e arancio fluo, con tanto di catarifrangenti, manco fosse sulla Milano-Bologna in pieno inverno.

Questo mix tra un tamarro sudamericano e un rapper afro-napoletano, sapientemente pompato dalla macchina promozionale della Sony, la stessa casa discografica di Ricky Martin e Julio Iglesias, probabilmente non sfonderà a latitudini più a nord, per l’inconsistenza dell’offerta musicale, ma funziona benissimo nei paesi del Mediterraneo, tant’è che il 1° luglio Maluma si esibirà all’Arena Fiera di Cagliari.

Quest’estate, è sua; per la prossima, si vedrà.

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