Live Report: Johnny Marr @ Rocca Malatestiana

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A circa otto anni di distanza, martedì 18 giugno, avviene un mio nuovo incontro con Johnny Marr.
Questa sera, difatti, il chitarrista ex The Smiths suonerà in occasione della rassegna A Cielo Aperto, presso l’incantevole e suggestiva venue della Rocca Malatestiana di Cesena.
Johnny entra sul palco accompagnato dalla sua band e stringendo forte a sé la sua inseparabile chitarra.
Il live  sarà segnato da molte tracce di “Call the Comet”, l’ultima uscita discografica del frontman, e canzoni provenienti dalla carriera con gli Smiths.
Il concerto si apre con “The Tracers”, seguita immediatamente dal primo sing along della serata da parte del pubblico dovuta a “Bigmouth Strikes Again”.
Le altre canzoni provenienti dall’epoca Smiths saranno: “Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before”, “Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me”, “This Charming Man”, “How Soon is Now?” e la finale, mai banale e cantata fino all’ultima goccia di sudore, “There is a Light That Never Goes Out”.
In scaletta ci saranno anche un paio di tracce dell’ altra ex band di Marr, gli Electronic, e una cover di “I Fell You” dei Depeche Mode, quest’ultima eseguita, tra l’altro, in maniera molto personale e seducente.


Johnny Marr, insomma, presenta al proprio pubblico uno show variopinto, in crescendo, esplosivo e a tratti a dir poco commovente, vuoi per l’armonia di certe canzoni, ad esempio quelle degli Smiths, o una dolcissima e struggente “Walking into The Sea”.
Marr propone un live marcato da una voglia di rinnovamento, regalatoci soprattutto dalle chitarre e dalla sezione ritmica intensa e accattivante.
Johnny Marr è in grado di far urlare la sua strumentazione, quasi fa l’amore con la sua chitarra divenendo così una cosa sola, mentre la sua voce calda e passionale viene riempita da cori profondi e intriganti, in particolar modo grazie ai vocals del bassista.
Non mancano, nel corso dello show,  riferimenti alle storiche band di Manchester di cui ha fatto parte, in quanto lo stile post-punk e synth-pop sono presenti in alcuni brani da solista.
Il nostro amato frontman è in grado di intrattenere e far divertire, anche quando l’acustica gli e ci fa, a noi del pubblico, qualche dispetto: le sue movenze (beh, si vede che ha condiviso il palco con Morrissey) e le sue espressioni sono parti essenziali della sua esibizione.
Un live, quello di questa sera, che seduce e appassiona i presenti  per la sua teatralità, frutto sia delle canzoni, sia della forte personalità che tiene con estrema sicurezza il palco.
Mi rendo conto che siamo agli sgoccioli del concerto quando inizia “There is a Light that Never Goes Out”, brano che segnerà la fine del concerto: la magia realizzata da Johnny svanisce lentamente, ma gli occhi lucidi e lo sguardo appagato, almeno così è quello della sottoscritta, persisterà ancora a lungo, o almeno fino a un nuovo show di Marr…

 

(… Basterà restare “sintonizzati” su Lost in Groove 😉  )

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