Interviste: Lost

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I Lost, storica band vicentina, dopo circa sette anni di pausa sono tornati ufficialmente sulle scene. Il 28 maggio è uscito un nuovo singolo, Una canzone buona (video a questo link). Abbiamo incontrato il cantante Walter Fontana per chiacchierare assieme a proposito della rinascita dei Lost, ma anche di musica, ambiente e passioni.

 

Siete stati in pausa per diversi anni, ora siete tornati. Cosa vi è mancato di più del fare musica assieme? La vita in studio, oppure i concerti?
Parlo a nome anche degli altri ragazzi (Roberto Visentin alle chitarre e Luca Donazzan al basso, ndr), visto che abbiamo tutti la stessa linea di pensiero su questo. Ci è mancata, più di tutto, la dimensione dei concerti. Salire sul palco, portare la nostra musica e avere il contatto con la gente. Penso che per chi fa questo tipo di lavoro sia la parte più bella, perché poi è quella dove liberi veramente tutto quello che hai dentro. Quando sto quell’ora e mezza sul palco dimentico tutto.

In effetti questo si percepisce anche ai vostri concerti. Sono stata a vedervi sia in passato, sia di recente dopo la reunione si sente e si vede proprio che siete sempre fedeli a voi stessi, comunque, magari più maturi…
E anche più vecchi! (ride, ndr)

Sì, ecco, ma anche nel modo di suonare, di cantare…
Questo periodo di pausa dei Lost, durante il quale abbiamo portato avanti altri progetti, ci ha permesso di crescere molto. Abbiamo anche capito quali erano le cose nelle quali eravamo più bravi, quindi le abbiamo affinate, abbiamo portato questo bagaglio nel nuovo progetto. Dico “il nuovo progetto” perché lo vedo come nuovo, ma in realtà è solo un continuo, perché siamo stati lontani, ma non lo siamo mai stati veramente.

A tal proposito, volevo sapere cosa ci potremmo aspettare dalla nuova musica, se ci sarà un cambio radicale oppure no…
In realtà c’è stato un cambio nel sound, rispetto ai lavori precedenti, ma è una cosa che ci ha sempre caratterizzato, ed è qualcosa che ho sempre apprezzato della musica che facciamo noi: che in ogni disco non ci sia mai un unico genere, ma andiamo dove la musica ci porta. Questo fa proprio parte di noi. Questa canzone è nata pop, la prossima può essere rock, malinconica, oppure felice. Non ci mettiamo barriere e questo è quello che faremo anche in futuro.

Infatti, a tal proposito… ho ascoltato il nuovo brano, Una canzone buona, volevo che mi parlassi della canzone e del video dove la star ovviamente è Diana (un bellissimo cane, ndr)…
Esatto, la star è Diana! Siamo contenti perché Diana, una settimana dopo che avevamo girato il video, già aveva trovato casa. Faccio una piccola parentesi. Nell’ultimo periodo mi sono avvicinato molto al discorso degli animali, sono diventato vegano, sono più attento all’ambiente, cerco di utilizzare la bici e non la macchina, quando posso. Nella stessa associazione che si è occupata di Diana, ovvero I pelosetti di Silvana, io ho preso un gatto, e a mio padre ho fatto prendere un cane grande così (indica una dimensione parecchio consistente). Ci fa piacere aiutare gli indifesi. Abbiamo deciso di prendere per il video questa cagnolina, che adesso è diventata bella grande, e arriva da Caserta. È rimasta due settimane sopra la tomba del padrone e non riuscivano a farla andare via da lì. Questa associazione l’ha portata a Vicenza e poi da lì ha trovato una nuova casa. È una bella storia e speriamo che la gente diventi sempre più sensibile verso gli animali e l’ambiente, come anche il discorso della plastica…

Esatto, molti festival hanno iniziato ad adottare questa misura del no plastic…
Sì, ed è una bella cosa. E penso che il cambiamento debba arrivare dai giovani, soprattutto. Siamo il futuro e dobbiamo costruircelo noi. Ma, tornando al singolo, avevamo tanti brani a cui stavamo lavorando, sono rimasti lì tanti mesi, poi una notte ho iniziato a metter giù lo scheletro iniziale della canzone, e nel giro di due giorni lo abbiamo completato. Devo ringraziare anche la mia ragazza che mi ha aiutato soprattutto per il testo, abbiamo lavorato assieme. Questo mi piace, perché quando trovi una persona che ti sta vicino e ti supporta, è bello. Quindi… è nato davvero velocemente! Diversi brani fra i più importanti dei Lost sono nati anche in un giorno solo, l’ispirazione arriva da sola e non devi andarla a cercare.

E, per mia curiosità, quali altri brani del passato sono nati velocemente?
Ad esempio Stand-by, che è nata dopo il primo viaggio in aereo per Bari, stavamo andando ai TRL. Ma anche Sopra il mondo, e molti altri.

Comunque è molto bella questa cosa che hai detto, cioè che collaborando con la tua ragazza è uscito un bel lavoro, e anche nel video si percepisce un messaggio d’amore, in tante forme…
Sì, il brano è una canzone d’amore, che non è una fotografia mia di ora, perché oggi sono felice, ma è generale di quello che ho vissuto un paio di anni fa, oppure di quello che possono vivere le persone quando c’è una storia che è finita e rimangono i bei ricordi. Infatti si parla di amore non come avremmo fatto da ventenni, ora da trentenni si pensa un po’ alla casa, ai piatti da lavare… è una crescita inevitabile.

Poi mi interessava anche la dimensione dei concerti. Avete calcato diversi palchi, ma adesso qual è il vostro sogno?
Adesso il nostro sogno è fare tanti concerti. Ci saranno dei concerti di presentazione a luglio, che annunceremo a breve. Poi ce ne saranno sicuramente in autunno, un mini tour nei club. Stiamo controllando meglio anche il discorso della scenografia, in passato era più minimal. Ci stiamo costruendo qualcosa noi, tutti assieme, e questo aspetto ci ha uniti ancora di più. La scaletta dei prossimi concerti sarà più ampia, magari ci saranno anche delle cover dei brani che ci piacciono.

Ecco, se vuoi anche approfondire questo aspetto, ovvero: quali altri artisti ti piacciono?
Dal punto di vista internazionale, mi piacciono moltissimo i 1975, per quanto riguarda il panorama italiano, ce ne sono diversi, su tutti probabilmente Cremonini, una figura da prendere come esempio perché lui, per arrivare dove è ora, il successo se l’è davvero sudato. Poi mi piacciono anche Calcutta, Thegiornalisti… c’è questa bella ondata indie-pop che ha dato una nuova linfa al mercato musicale.

Qual è invece il concerto che hai apprezzato di più da spettatore?
Soprattutto dal punto di vista scenico, oltre chiaramente alla musica, probabilmente i Coldplay che ho visto diversi anni fa. Hanno creato un tutt’uno con il pubblico, non c’era un distacco fra loro e le persone. Più di recente, invece, i 1975 mi hanno colpito molto. Prima avevo ascoltato qualcosa, ma dal vivo mi hanno davvero stravolto.

Capisco, anche a me è successo, soprattutto con i miei gruppi preferiti. Vedere un artista o un gruppo dal vivo è tutt’altra cosa che da disco.
Se sei bravo a suonare dal vivo e se riesci a trasmettere quel messaggio che vuoi far trasparire, vale molto di più di mille canzoni ascoltate dall’album. Ho anche visto purtroppo il processo inverso… (ridiamo)
È un peccato quando la dimensione live è deludente. Siamo musicisti e il nostro lavoro non è solo fare dischi, anzi, la parte live è anche più importante. Molti ci hanno chiesto se uscirà un disco, ma al momento è ancora presto. Preferiamo far uscire altri singoli, anche perché le persone tendono ad ascoltare meno dischi interi, e più pezzi singoli. Poi per noi che abbiamo sempre fatto canzoni un po’ diverse fra loro, questa modalità di fare ascoltare dei brani a distanza di 2-3 mesi, è la modalità ideale.

Grazie mille Walter, allora ci vediamo presto con nuovi concerti live!

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