Live Report: Foals – Fabrique, Milano, 16 maggio 2019

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Una delle band sopravvissute all’ondata indie di una decina di anni fa sono sicuramente i Foals. La band di Oxford si è sempre contraddistinta per la coerenza del sound dei loro dischi, descritto da una compresenza di indie rock, math rock e dance punk. 

Giovedì il tour promozionale dell’ultimo disco – Everything Not Saved Will Be Lost pt.1. – ha toccato il Fabrique di Milano per un’unica data italiana. Il locale si riempie molto rapidamente e i fan sono in trepidazione fin da subito, dal momento in cui gli Yak – la band di supporto – fa ingresso sul palco. La giovane band inglese regala un set energico e pieno di psichedelia e rock & roll, pescando i pezzi più coinvolgenti da entrambi i dischi.

Dopo un set da circa 45 minuti, le luci si riaccendono e i fan attendono impazientemente l’inizio del live principale della serata: è difficile trovare un piccolo spazio vitale in cui rimanere comodi, ma questa è la norma ad un concerto dei Foals. 

 

Alle 21:30 tutto è pronto, Yannis sale sul palco dopo tutti i suoi compagni e, con le prime note di On The Luna, i fan vanno subito in visibilio. La resa live del pezzo non è delle migliori, abbastanza minimale, ma è un buon punto di partenza per un live esplosivo. Si prosegue con alcuni pezzi estratti da tutti e cinque i dischi, tra cui il ritorno in setlist di Providence, durante cui il pogo si fa quasi invivibile. Due note di merito vanno assolutamente a Syrups e White Onions, entrambe estratte dall’ultimo lavoro. L’ultima è una granata di rock & roll e post punk e, quasi certamente, il punto più alto del concerto. A seguire Inhaler è, come sempre, un continuo sballottare da un punto all’altro del locale, dove non mancano gomitate e piedi pestati. Come se il sudore complessivo evaporato non fosse abbastanza, la band torna per l’encore con due dei picchi della propria carriera: What Went Down e Two Steps, Twice – una tradizione rispettata dagli albori. 

I Foals sono maturati molto e il lavoro di tutti questi anni li ha portati a produrre un sound sempre meno sporco, soprattutto in questo tour. Il rischio di delusione da parte della band è molto basso e il nostro consiglio è quello di andare a sentirli con l’intento di saltare e headbangare senza limiti.

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