Recensioni: “Lilac For People”, il disco d’esordio di Francesca Gaza

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Francesca Gaza è una giovane cantante e compositrice dalle svariate sfaccettature, come ricche di sfumature sono le sue origini; cresciuta a Monaco di Baviera, ma con madre toscana e padre di origine rumena. La Gaza inoltre ha studiato alla Siena Jazz University e da settembre in Svizzera per frequentare il master in composizione al conservatorio di Basilea, elementi che non potrebbero che aver avuto una grossa influenza sul genere di musica ideato per il suo album di esordio, uscito lo scorso aprile (Auand Records/ Pirames International Distribution), con il titolo di “Lilac for People “. Si tratta di un disco complesso completamente scritto e arrangiato dalla giovane ventiquattrenne per un ottetto di musicisti che oltre a Francesca sono: Jacopo Fagioli (tromba e flicorno), Francesco Paconesi  (sax tenore), Federico D’Angelo (sax baritono, clarinetto basso), Lorenzo Pellegrini (chitarra), Luca Sguera (tastiere, elettronica), Alessandro Mazzieri (basso, elettronica ) e Mattia Galeotti (batteria). La varietà degli strumenti considerati ricalca la complessità e l’eterogeneità dei generi toccati, che spaziano dal pop all’elettronica fino a influenze di musica jazz che hanno incontrato  gli apprezzamenti di musicisti di spicco della scena italiana e internazionale, come quello di Paolo Fresu che definisce il “gruppo” come un ‘’collettivo; una formazione ampia che costruisce musica attraverso un respiro condiviso capace di intrecciare suoni acustici ed elettrici con coraggio”.
Il disco di Francesca  Gaza già dal titolo si presenta come una gemma, un regalo che in modo inaspettato mixa in modo sapiente il lavoro di tanti musicisti in modo da creare un’opera di un’armonia unica, in grado di convincere i più diversi ascoltatori  in 8 tracce.
Il disco si apre con il titolo “Strange Poet” in cui la voce avvolgente e chiara di Francesca Gaza è intervallato a sezioni di sax tenore su cui si inseriscono parti di ritmiche di batteria che strizzano l’occhio alla scena pop.
La seconda traccia è “Almond Tree”, uno dei due singoli che ha anticipato il disco, un pezzo forte in cui si ha una notevole componente elettronica e di chitarra intervallata a frammenti jazz.
Ma è con “Red Box” e “Lilac”, tracce che personalmente preferisco, che siamo catapultati in un altro mondo. La prima si apre infatti con un beat elettronico e incalzante, che prende l’ascoltatore in modo più viscerale. È un pezzo ricco di dettagli, piccoli tocchi che fanno di una canzone un quadro in cui si susseguono praticamente  tutti i generi musicali.
“Lilac” invece, altro singolo estratto dall’album, è stata secondo quanto dichiarato dalla Gaza la prima canzone scritta per l’ottetto. È un pezzo ritmato, dolce e preciso in cui la voce della cantante rivela un’estensione vocale enorme.
Altra traccia interessante è “Purity”, che si apre con un intro di tastiera, elemento il pianoforte che ha introdotto Francesca alla musica. È un testo che si basa su metafore e lascia quindi alla mente la facoltà di interpretare e di viaggiare attraverso la melodia è l’armonia che si crea nella base.
Riassumendo, si tratta di un disco efficace, complesso e denso di sapere musicale, che rivela l’anima di una musicista in grado di sperimentare, toccare e convincere le più diverse varietà di pubblico.

Tracklist:
Strange poet
Almond tree
Red box
Teach to sing
Lilac
I get along without you very well
Purity
I have heard

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