Live Report: Hooverphonic @ VOX, Nonantola

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Gli HOOVERPHONIC si presentano in Italia, sul palco del Vox di Nonantola (MO), lo scorso 22 marzo per eseguire, almeno in buona parte, il nuovo e ultimo lavoro in studio “Looking for Stars” uscito a novembre 2018.
Questo venerdì, gli Hooverphonic hanno la possibilità di presentare un nuovo libro, in cui ogni canzone è un capitolo, che fa parte di un’opera ben più completa e imponente: infatti, basta osservare e ascoltare la loro carriera musicale.
Come affermerà più volte nel corso del live uno dei membri fondatori della band, ovvero Alex Callier (tastiere e basso), al suo numeroso pubblico, questi, tra l’altro, coerente proprio con l’età della band – vocalist a parte-, l’ultimo album rappresenterà proprio ciò che riguarda “la prima volta”: 
il primo giorno d liceo; la prima esibizione davanti a una vera audience, il primo lavoro della band…
Un altro aggettivo, proposto dallo stesso Alex sarà “eclettico“, termine per nulla sconosciuto nel mondo degli Hooverphonic: le sonorità della band, del resto, vagano tra numerose sub-culture musicali, tra TRIP-HOP, Rock e, ovviamente, tantissima musica POP; la stessa messa in scena di “Looking for Stars” la si può ritenere consona a tale aggettivo.
La combinazione di generi proposti questo venerdì sera dalla band mettono in luce la versatilità della voce della nuova e giovane voce di Luka, ex vincitrice di “The Voice” in Belgio, che varia tra delicate note morbide a tonalità più seducenti; da vocalizzi più freddi a melodie più retrò.
Canzoni come “Romantic” e “Anger never Dies” hanno carattere decisamente più vintage; “Sleepless”, anche questa tratta dall’ultimo lavoro discografico, ha elementi Trip-Hop con dettagli psichedelici grazie a un arrangiamento più vicino alla musica elettronica.
Lo show di questa sera, insomma, è una vera e propria celebrazione della band che rivive e ci ricorda il loro presente, passato e futuro musicale.
Il rapporto degli artisti con il pubblico è ridotto ali vari cambi d’abito della vocalist e delle battute amichevoli, tra cui alcuni ricordi passati e trattati con massima autoironia, del bassista Alex.
La nuova voce, la numero “Luka”, al contrario, esegue giusto il suo compito e resta piuttosto fredda nei confronti di chi rimane comunque affascinato dalla versatilità di questa voce così giovane e da questi cambi, gli unici a parte le luci, scenografici: da una lunga veste elfica a un vestito rosso brillante, fino a un abito nero che rivela, ancora di più, la evidenzia la sua età e la sua poca esperienza (per ora).
Luka limita a stringersi il più possibile all’asta del suo microfono, come se, nel momento in cui cantasse, fosse il suo unico e solo amore-spettatore: peccato, poiché questa sua freddezza non aiuta a comprendere a pieno il nuovo album che, tra l’altro, è multiforme ed è un ritorno alle radici della band.
In generale, questo degli Hooverphonic resta un live che intende spiegare al proprio pubblico la lunga storia della band che, almeno per il momento, non sembra volersi fermare a quest’ennesimo capitolo.

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