Recensione – “Be Content”, l’album di esordio degli Indoor Pets

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La band inglese si autodefinisce dirty pop, in una singolare definizione, ma a noi ricordano, con una certa piacevole nostalgia, il migliore alternative rock dello scorso decennio.

Gli Indoor Pets nascono circa cinque anni fa a Kent, vicino a Londra, e l’animo british, in effetti, è chiaramente percepibile nella loro musica.

Be Content è il loro album di debutto, uscito l’8 marzo su Wichita Records [PIAS] e l’abbiamo ascoltato, per voi, in anteprima.

La traccia in apertura, Hi, è un incipit energico che ben ci preannuncia un disco che indubbiamente mette di buon umore. Forte è la presenza delle chitarre che conferiscono un ritmo preciso, la voce è particolare, leggermente acuta, e spicca. Teriyaki è un brano di quelli più vecchi della band, infatti su Youtube troviamo un video già risalente a circa tre anni fa. Ma comunque la coerenza nello stile è sempre presente, non c’è un gap tra questo brano e Hi; così anche in Thick troviamo una grinta decisa. Dal ritmo meno incalzante è Spill, ma l’energia, di certo, non manca. Di grande impatto è Pro procrastinatinator, così come di carattere singolare è il video. Le chitarre potenti non mancano anche in Couch e Heavy Thoughts .

Un momento più riflessivo si ha con The Mapping Of Dandruff, in cui la voce, in questo contesto, è più melodica così come le chitarre, offrendo un maggiore momento di rilassatezza. Con Being Strange ritorniamo a una maggiore energia, anche se questa non è mai stata completamente abbandonata; ci avviciniamo, pertanto, agli ultimi brani del disco, in cui, se nella prima parte regnava l’impatto sonoro, si alternano invece melodia (specialmente nella prima parte di Barbiturates) e aggressività nei suoni, che ben si conciliano in Mean Heart, Good Enough, Cutie Pie, I’m Bloated e nell’ultima traccia, My Amnesiac.

I video scelti per questo album hanno come filone conduttore un approccio simpatico e divertente, l’amore verso i colori vivaci e chiassosi, e l’apprezzamento costante verso il mondo del cartoon. Il tutto, nell’insieme, ci offre un’esperienza del tutto piacevole.

In generale, questo gruppo ci ricorda i migliori Vaccines o i primi We Are Scientists e siamo felici che questo tipo di musica legata alle chitarre, che ormai non molti gruppi propongono a favore invece di un approccio più elettronico, in realtà non sia andato a tramontare del tutto, grazie anche a gruppi come gli Indoor Pets.

TRACKLIST

1. Hi
2. Teriyaki
3. Thick
4. Spill (My Guts)
5. Pro Procrastinator
6. Couch
7. Heavy Thoughts
8. The Mapping Of Dandruff
9. Being Strange
10. Mean Heart
11. Good Enough
12. Barbiturates
13. Cutie Pie, I’m Bloated
14. My Amnesiac

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