Live Report: Wild Nothing – Santeria Social Club, Milano, 7 marzo 2019

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Concerti come quello di giovedì sera sono un bel tuffo nel passato: l’ondata dream pop degli ultimi dieci anni (tra cui citiamo Beach House, How To Dress Well, Beach Fossils, School of Seven Bells) ha accolto critiche mediamente positive e, negli ultimi anni, si sono susseguiti molti live del genere sopracitato. 

Giovedì è toccato, dopo sette anni di assenza dai palchi italiani, ai Wild Nothing. Capitanati da Jack Tatum, la band è attualmente in tour con l’ultimo lavoro in studio – Indigo – uscito lo scorso agosto. 

Ad aprire la serata c’è Old Fashioned Lover Boy, uno dei musicisti più interessanti del folk attuale. Alessandro suona la sua chitarra acustica per mezzoretta, per poi lasciare spazio a Tatum e alla sua band. Mentre gli spettatori si apprestano a farsi strada tra le prime file della venue, fanno ingresso sul palco i Wild Nothing. Nemmeno un piccolo frangente di tempo per prepararsi che subito si inizia con “Nocturne” – meraviglioso singolo estratto dall’omonimo album del 2012, nonché il disco più apprezzato dai fan. 

“Wheel of Misfortune” ci prepara ad una successiva carrellata di pezzi estratti dall’ultimo disco. “Partners in Motion” e “Canyon on Fire”, per citarne due tra i più riusciti sia su disco che dal vivo, fanno ondeggiare la sala e con una miscela esplosiva di chitarre, tastiere e batteria ci fanno anche un po’ emozionare. La musica dei Wild Nothing è un perfetto espediente per dimenticare i problemi della giornata appena passata e lasciarsi trasportare, anche se soltanto per un’oretta, dalla brezza evocata dai suoni leggeri ma al contempo intensi e decisi degli strumenti. 

La scaletta si adatta in modo abbastanza eterogeneo ai diversi dischi della band grazie ad un’attenta selezione da ognuno di essi, non trascurando i due EP.

Nostalgici del dream pop, quanto è stato bello tornare indietro nel tempo per una sera?

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