Live Report: The Blaze – Fabrique, Milano, 6 marzo 2019

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Non ho assistito a molti concerti di musica elettronica/dance, ma mercoledì è stata una di quelle serate dove ballare è d’obbligo.
Arriviamo al Fabrique molto presto e notiamo una scarsissima quantità di persone: le previsioni vengono però ribaltate un’oretta dopo, fino ad arrivare ad un locale pieno zeppo poco prima dell’inizio del live. A padroneggiare il palco del Fabrique sono i The Blaze, duo francese nato nel 2016 grazie alle menti dei cugini Guillaume e Jonathan Alric. Dalle arti della cinematografia e della musica nasce il loro progetto, ricco di sonorità dub – genere originario di Guillaume – french house ed elettronica.
Il punto forte della scenografia è sicuramente il cubo illuminato di visual che seguono in modo fluido e continuo i pezzi suonati ed estratti dall’EP “Territory” e dal debutto “Dancehall”.
“Heaven” e “Territory” sono i singoli dove più si percepisce la stretta correlazione tra il video e il sound, capace di smuovere l’immaginazione di tutti i presenti nella sala. Il linguaggio dei The Blaze non è parlato ed è proprio questo il motivo per cui non esiste un vero e proprio messaggio intriso nei pezzi, ma solo una libera interpretazione delle emozioni provocate.
I The Blaze fanno musica da soli tre anni ma hanno già calcato i palchi di Coachella e Primavera Sound, per poi intraprendere due tour, uno americano ed uno europeo. Non ci vorrà molto tempo prima di arrivare ad essere definiti i Daft Punk della seconda decade degli anni zero.

Testo e foto di Alessio Petralia

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