Recensione: Old Sea Brigade, “Ode To A Friend”

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‘’Ode to a friend” è il titolo dell’album di esordio di Old Sea Brigade, nome d’arte di Ben Cramer, cantautore e polistrumentista che porta radicati nella sua musica influssi pop, indie e ambient, ma influenzati dalla tradizione folk del Tennesee, in cui si è stabilito.
Si tratta di un lavoro pensato, riflessivo, che richiede a sua volta riflessione e tempo per poterne apprezzare al meglio le componenti. Questo disco è un lavoro studiato nei minimi dettagli, tutto è saggiamente pesato e ponderato nelle 11
tracce che lo compongono, merito anche dell’esperienza accumulata da questo artista in poco tempo grazie a un EP di successo edito nel 2016 e a singoli da milioni di streaming come “Hope” e “Feel you”.

Old Sea Brigade, classe ’91, ha pubblicato il suo album di esordio con la prestigiosa etichetta Nettwerk il 4 gennaio scorso, la produzione è di Jeremy Griffith.
Nelle undici tracce Cramer cerca di descrivere un mondo introverso e intimista, invitando verso un paesaggio quasi etereo, senza tempo, fatto di distese americane, probabile eredità della tradizione folk. Al contempo riesce però a spezzare e smussare questa piattezza attraverso un attento uso di testi anche provocatori e sonorità analogiche, che fanno da contraltare ai classici accordi di chitarra.
Questo è il caso del singolo che ha anticipato l’album, dal titolo “Seen a Ghost”, nel quale la sonorità della parte strumentale e della voce di Cramer accompagnano in realtà l’ascoltatore in temi gotici e cupi in cui la presa di coscienza sia della nostalgia che della staticità sono i temi principali: emblematico il passaggio “The colors they go, they’re quiet but conscious. They’re hot and they’re cold and choosing their sides”.
Di rilievo è sicuramente anche il lato autobiografico dato al titolo, in quanto sarebbe da intendersi come una dedica a un amico dell’autore, scomparso durante la produzione del disco, per il quale è presente una traccia omonima che risulta essere un vera dedica interiore ridotta al minimo nella parte strumentale.

Altro elemento portante nel lavoro di Old Sea Brigade è lo studio delle basi, di quei suoni che non sono più di contorno, ma danno coesione alle tracce, riconducendole a quello che, a detta del cantautore, è il concetto della propria musica, ovvero questa commistione di amore e nostalgia. Ecco allora questi temi tipici della musica ambient, che possono essere rimandati alla musica di artisti del calibro di Bon Iver, Allman Brown e Charlie Cunningham.
“Ode to a friend” risulta quindi essere un ottimo esordio: coeso, studiato nella qualità e nella ricercatezza dei suoni che riescono a compattare le tracce, senza però metterne nessuna in risalto. Tutto è preciso e levigato, probabilmente anche con eccessiva meticolosità, ma non possono che risaltare le capacità interpretative di Cramer che hanno contribuito a creare un lavoro organico e di qualità; sicuramente un ascolto piacevole.

testo di Anita Casadei

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