Interviste: Jessica Einaudi

0

A qualche mese di distanza dall’uscita di “Black and Gold”, il suo secondo disco, la nostra Elisa Gasparoni ha raggiunto via e-mail Jessica Einaudi per farle qualche domanda.

“Black and Gold” mi è sembrato un disco elegante e soprattutto intimo. Quanto le tue canzoni possono definirsi autobiografiche?
Completamente. Vedo la musica come un veicolo per raccontare me stessa, non posso farne a meno. E’chiaro che a volte lo faccio in modo piu’trasparente di altre, ma il mio vissuto e le mie emozioni restano sempre la colonna portante del mio lavoro.

Durante l’ascolto, molti brani mi sembrano anche delle visioni oniriche. Quanto questo effetto, legato al sogno, è stato ricercato? Oppure il risultato èspontaneo?
La creatività è un processo molto complesso in cui si lavora su tanti livelli. C’èil sogno, sì, ma c’èanche il puro inconscio che se riesce a svelarsi e noi siamo pronti a codificarne i messaggi diventa davvero interessante.

Mentre scrivevi il tuo album, quali sono stati gli ascolti italiani e stranieri che ti sono piaciuti e/o serviti di più?
Direi Sharon Van Etten e Lana Del Rey.

Quanto l’arte, in senso lato, influenza la tua musica?
Io penso che tutto influenzi la musica. Io di solito quando mi sento pronta a scrivere entro in uno stato di apertura totale agli stimoli esterni, che poi processo a mio modo in una seconda fase piu’introspettiva.

Ascoltando la tua musica, la prima associazione che mi èvenuta in mente è Rachel Goswell (Slowdive, Minor Victories); a quali voci ti piace ispirarti?
Non credo di ispirarmi a nessuno per scelta, anche se, tornando a prima, tutti gli stimoli esterni interessanti vanno in un modo o nell’altro a contribuire a quello che èla propria forma creativa. Mi piacciono molte le voci di Kazu Makino dei Blonde Redhead, Marika Hackman, Angel Olsen, Sharon Van Etten, Thom Yorke e Lou Reed.

Anche se mi rendo conto che una scelta sia difficile, ma c’è un brano a cui ti senti particolarmente legata, in questo disco? Se sì, per quale motivo?
Forse Golden Head, che èuno dei primi che ho scritto. Per le parole ho preso vagamente ispirazione dal poeta T. S. Eliot. Il testo parla del conflitto fra il volere una vita semplice e la ricerca continua di elevazione. Entrambe le scelte comportano dei sacrifici e il dramma purtroppo non si risolve mai.

————————————————————–

Milanese di nascita ma berlinese di adozione, Jessica Einaudi, cantante e songwriter già nota nel progetto La Blanche Alchimie, torna sulle scene musicali con “Black and Gold”, un delicato e intimo album uscito il 21 settembreper Overheard Records (via !K7 Label Service). Interamente scritto da Jessica Einaudi, prodotto con la collaborazione di Federico Albanese e mixato ai Vox Ton Studios di Berlino da Francesco Donadello, “Black and Gold” arriva a quattro anni di distanza da “Melt”, il disco che ha segnato il debutto solista di Jessica Einaudi dietro pseudonimo di J Moon.
Metà al femminile del progetto La Blanche Alchimie, duo dream pop fondato nel 2007 con il collaboratore di lunga data Federico Albanese – musicista, produttore e raffinato compositore e pianista neo-classico – con soli due album hanno conquistato i favori di critica e pubblico, esibendosi in un lungo tour che li ha portati in Europa, Russia ed USA. Con il loro sound delicato, melanconico e sognante, sono stati nominati nel 2012 ai German Critic Award nella categoria miglior album indipendente. Nello stesso anno Jessica si trasferisce a Berlino, dove intraprende una carriera solista come J Moon. Il disco di debutto, “Melt”, prodotto da Federico Albanese e pubblicato nel 2014, è un album intimo, elegante e sognante, attraversato dall’inconfondibile voce di Jessica Einaudi. Nel frattempo, Jessica prende parte a numerose esibizioni d’arte e visual art a Berlino e Milano. Nel 2015 collabora con il musicista americano Brian Pyle aka Ensamble Economique nel singolo “You by Candelight”, brano che Pitchfork descrive come “a perfect setting for the mellifluous vocals of Jessica Einaudi. Singing short phrases surrounded by pregnant pauses, she conjures an atmosphere somewhere between the best Mimi Parker­sung Low songs and the work of Julee Cruise and Angelo Badalamenti on David Lynch’s soundtracks”.
Il 21 settembre 2018 è la volta di “Black and Gold”, il nuovo capitolo discografico di Jessica Einaudi, un disco intimo, melodie sognanti ed improvvisazioni elettroniche guidate dall’inconfondibile voce di Jessica, il cui angelico timbro vocale sembra sussurrare al cuore. I dieci brani che compongono il nuovo lavoro di studio parlano di dolori e perdite, vittorie e sconfitte, amore ed odio, ombra e luce. Fluttuano in uno spazio etereo, senza nome, senza tempo.

https://www.facebook.com/jessicaeinaudimusic/

Share.

About Author

Comments are closed.