Live Report: A Perfect Circle + Chelsea Wolfe – Mediolanum Forum, Assago, 18 dicembre 2018

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Il concerto di martedì sera è stato uno dei più attesi dell’anno, soprattutto da quella fetta di pubblico amante dell’alt rock e dell’alt metal e nostalgico degli anni ’90.
In una Milano fredda e piovosa rallentata dai disagi provocati dalla metro, mi presento al Mediolanum Forum verso le 19:30, un quarto d’ora prima dell’inizio dell’opening act. Trattasi di un’apertura di notevole spessore e perfettamente in linea con ciò che si sarebbe presentato agli occhi – e alle orecchie – circa mezzora dopo.

Parlo di Chelsea Wolfe, cantautrice cresciuta a Sacramento, il cui stile è definito “doom folk” vista l’evidente mescolanza dei due generi nelle sue canzoni. La setlist è abbastanza breve ma ben curata nella selezione dei brani degli ultimi tre album della cantautrice, incluso naturalmente l’ultimo “Hiss Spun”, uscito lo scorso anno. Il pubblico pare poco coinvolto dalle suggestive atmosfere create dalle luci e dagli strumenti della Wolfe e della sua band, forse per semplice scarsa conoscenza dell’artista. L’inserimento dell’incredibile “House of Metal” nella scaletta mi rende molto felice data la sua assenza al concerto di luglio al Circolo Magnolia.

Chelsea s’accomiata con qualche parola di ringraziamento per la band e, dopo circa 30 minuti di attesa con le luci accese, torna di nuovo il buio. Nel frattempo il parterre si è riempito quasi interamente – nonostante le tribune mezze vuote – e fanno ingresso sul palco gli A Perfect Circle. Lo spettacolo si apre con “Eat the Elephant”, traccia d’apertura dell’ultimo, omonimo disco. Ed è proprio sulle prime note del pezzo che si fa strada verso la sua piattaforma Maynard James Keenan.

Il minimalismo e l’essenzialità nell’allestimento del palco sono accompagnate da alcuni pannelli luminosi e dall’inconfondibile logo centrale della band alle spalle di Maynard. Ciò che impressiona fin da subito è la quasi maniacale pulizia nei suoni e nella voce, soprattutto nei pezzi dell’ultimo album. Keenan sostiene che gli A Perfect Circle siano il risultato dell’elaborazione della parte destra del cervello, dove spiccano i lati più intuitivi, emotivi e femminili della persona: ed è proprio “Eat the Elephant” a darne piena conferma, un disco sicuramente più pastoso e melodico dei precedenti, grazie alla presenza di piano e tinte elettroniche. Tuttavia nella setlist non mancano le intramontabili “Weak and Powerless”, “Rose” -di una resa live immensa- e “The Package”, tanto per citarne tre.

Maynard rimane nella penombra per tutto il concerto, presentando il resto della band verso la fine , ringraziando il pubblico e rassicurandolo di tornare presto – sicuramente riferendosi ai Tool. Tornare sui palchi con un nuovo lavoro dopo quattordici anni di assenza non è da tutti, ma Keenan e i suoi A Perfect Circle hanno dimostrato di riuscirci a pieni voti.

Testo di Alessio Petralia

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