Recensione: “Figurati l’amore”, l’esordio-non esordio di Mox

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Le aspettative verso il cantautore romano Mox, ovvero Marco Santoro, classe ’86, erano davvero elevate. Dato che l’artista era già noto per il suo vecchio progetto con i Jonny Blitz, il pubblico si è fin da subito dimostrato interessato alla nuova proposta musicale. Importante l’attenzione che ha accompagnato l’uscita di questo suo primo disco sotto il progetto solista di Mox, già fin dai primi singoli. Anche per questo motivo, nel titolo dell’articolo si parla di “esordio-non esordio”: per questa attesa meritata, ma non consueta per un disco d’esordio, e anche perché si tratta di un prodotto caratterizzato da una forte consapevolezza e maturità artistica. Figurati l’amore è uscito il 7 Dicembre per Maciste Dischi / Universal Music Italia, da tanti annunciato come possibile disco fra i più interessanti di questo 2018 che sta per volgere al termine. E in effetti, si può affermare che senza alcun dubbio si tratta di un lavoro che merita di essere ascoltato.

Le premesse erano già buonissime con il primo singolo, San Lorenzo, che già solo dal titolo, ci fa sognare; una canzone d’amore che parla di perdita, distanza, brividi dati dal pensiero di rivedere la persona amata. Una melodia coinvolgente, ballabile, avvolta da un testo romantico. Un pezzo, a dir poco memorabile. Sono usciti poi due altri brani su Spotify prima dell’uscita del disco: Lacci, canzone orecchiabile, potenzialmente molto forte per le radio, come in effetti è successo con il primo singolo; e poi Ad Maiora, accompagnata anche da un videoclip. Anche questo pezzo sembra essere potenzialmente molto forte, ma non ci si può limitare solo a queste tracce; infatti, tutto quanto l’album ci è sembrato degno di nota, già a partire dal brano che apre l’album, ovvero Super Fantastica, una canzone diretta ma allo stesso tempo non banale, dove, un po’ com’è il fil rouge di tutto quanto il disco, spiccano la voce particolare di Marco e l’accompagnamento di chitarra. Se volessimo trovare un’associazione con altri progetti musicali, potremmo pensare a Giuseppe Peveri in arte Dente, dal quale Mox però si differenzia in quanto senza alcun dubbio utilizza un linguaggio più diretto. Ma, a livello vocale e di suoni, è quasi immediato trovare alcune piacevoli similitudini.

Non mancano le note più malinconiche, anche se mai pesanti; una su tutte, Mara, è particolarmente intimistica, e nel suo testo è presente anche il sintagma che dà il titolo al disco ([…] anche il mare finisce, prima o poi, figurati l’amore). Va ricordata anche Qualcosa di speciale che ha un sound molto accattivante, e che racchiude un po’ tutte le anime del disco: l’attenzione verso i sentimenti, soprattutto quelli che caratterizzano i rapporti di coppia; un retrogusto amaro; un certo senso di inadeguatezza, e infine il modo, nonostante tutto, abbastanza spensierato nell’affrontare le cose.  Prendendo spunto da questo stesso brano, possiamo affermare con certezza che questo album di Mox è veramente qualcosa di speciale, perché è diverso da tanti altri progetti presenti oggi nel mondo della musica, ma allo stesso tempo si tratta di qualcosa di immediato e non troppo difficile all’ascolto.

Figurati l’amore è stato presentato dal vivo al Monk di Roma il 7 Dicembre; i prossimi due appuntamenti sono fissati per il 14 Dicembre al Circolo Ohibò di Milano e il 20 Dicembre al Club La Limonaia di Fucecchio (FI).

TRACKLIST

1- Super Fantastica
2- San Lorenzo
3- Ad Maiora
4- Mara
5- Luglio
6- Lacci
7- Qualcosa Di Speciale
8- Puttana (Alabama)
9- Brava

Testo di Elisa Gasparoni

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