Live report: Lily Allen @ Circolo Magnolia, Milano

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Domenica 2 dicembre, il Circolo Magnolia di Segrate (MI) ha ospitato l’unica data italiana della cantautrice londinese Lily Allen. L’ultimo concerto della Allen nella nostra penisola risale all’ottobre del 2009: di tempo n’è passato e i cambiamenti sono palpabili.

Dalla ventunenne spensierata di “Alright,Still”, ora Lily è una donna con due figli e un passato abbastanza complicato. Il tutto si riflette al meglio nel suo ultimo lavoro in studio – “No Shame” – nel quale i temi principali sono la relazione coi figli (Three), il crollo del matrimonio (Family Man) e l’abuso di sostanze stupefacenti (Trigger Bang).

La setlist del live di domenica è perlopiù composta da pezzi di No Shame, insieme alle hit dei dischi precedenti. La cosa interessante è la totale assenza di Sheezus – penultimo disco della cantante – dalla scaletta. La scelta di escluderlo è piuttosto comprensibile: nel libro di recente pubblicazione “My Thoughts Exactly”, la Allen rivela di aver fatto sesso con delle escort durante il tour di promozione dell’album, a causa di una crisi d’identitàe della depressione post-partum. Si parla però indirettamente del disco: “Everything to feel something” è incentrata su quel periodo e dal vivo risulta uno dei pezzi migliori.

Sul palco sono presenti tre componenti, inclusa Lily, come a voler esprimere la più totale apertura al pubblico. Buona parte dei pezzi inclusi nell’ultimo album è, per l’appunto, minimale dal punto di vista strumentale, basti pensare alle ballate Three, Family Man e Apples.

Una nota di merito va anche alla cover di “deep end” della collega Lykke Li, nella quale Lily si rispecchia per analogia di tematiche e vissuto personale.

Dopo l’entusiasmo generale del pubblico su The Fear e Not Fair – prima della quale Lily invita tutti i maschi a girarsi di spalle –  la Allen si congeda per poi tornare sul palco per una tripletta finale che si conclude con “Fuck You”, hit memorabile del 2009.

Foto e testo di Alessio Petralia

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