BIKE live report @ NOWHERE

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PREMESSA. Dato che scrivo recensioni da anni, ci tengo a ribadire il concetto: lo faccio per passione, ma, per quanto mi riguarda, è un vero e proprio lavoro che richiede tempo, spazio e riflessione. Specifico questo perché mi è stato impossibile trascrivere o aggiungere il file audio dell’intervista fatta con la band, dato che le voci esterne preferiscono chiedersi perché io sia lì in loro compagnia.

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“Dentro noi stessi”: nell’intervista che avrebbe dovuto seguire il live report di questa band, vista un po’ di tempo  fa al NOWHERE CLUB di Modena, mi resteranno impresse nella mente quelle tre semplici parole.
Lo stesso club, dove spesso sono spettatrice di concerti in cui la musica psichedelica regna sovrana, pare far parte di quel mondo del nostro corpo\della nostra mente non sempre così ben conosciuti, di cui mi parlavano appunto questi cinque ragazzi brasiliani: i BIKE.
Prima del loro live li intervisto, ma queste due chiacchiere (saranno molto brevi, perché tra caos e altro mi sento quasi costretta a velocizzare il tutto) saranno giusto per conoscerli meglio e approfondire al meglio la loro musica.
Tra parlare con una band e vederla suonare su un palco, però, c’è una differenza a dir poco abissale: comprendo, in minuscola parte, quello che intendono realmente portare e comunicare questi 5 artisti, in particolar modo col loro ultimo lavoro discografico “THEIR SHAMANIC MAJESTIES’ THIRD REQUEST”  (il riferimento ai Rolling Stones e al loro album “Their Satanic Majesties Request” mi arriva all’istante).
Con un aspetto stralunato, forse proveniente proprio da quel mondo all’interno di loro\noi stessi, i BIKE si esibiscono al Nowhere in uno show psichedelico e introspettivo, il cui obiettivo principale è quello di andare alla ricerca di qualcosa di nuovo e provare ad esprimerlo attraverso sonorità inaspettate e quasi soprannaturali.
Di band del genere ne abbiamo viste tante, ma credo che questa in particolare cerchi di arrivare\trovare una meta ben precisa, anche se non la si individua mai del tutto: esprimere la parte più nascosta, positiva e -forse sì- anche spirituale fa parte delle sonorità e delle canzoni di questi cinque artisti.
Se molte altre band -del genere o meno- cercano, attraverso la loro musica, di tirare fuori un’ emozione negativa (rabbia, rancore, astio, incomprensione…) o il loro lato oscuro, la band brasiliana mostra il perfetto contrario di questo: i BIKE, difatti, ci mettono tutto loro stessi per regalare e comunicare al loro pubblico un’esibizione dalle tonalità uniche e trascendentali, grazie, soprattutto, alle loro melodie e alle loro voci sparse in un’atmosfera rilassante e piacevole.

Il finale di questa recensione, così come la premessa, vuole quindi essere il più schietto possibile: se vi siete persi una data del Mini-Tour dei BIKE in Italia, avete fatto una “cagata pazzesca”.

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