Intervista con gli Endrigo

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Abbiamo raggiunto via mail gli Endrigo, giovane band bresciana, per alcune domande conoscitive. Lo scorso 6 Aprile 2018 è uscito per Ammonia Records il secondo disco “GIOVANI LEONI registrato da Davide Lasala (Giorgieness, Edda, Dell’Era) e Andrea Fognini all’Edac Studio.

Endrigo sono:
Gabriele Tura – Voce, chitarra // Matteo Tura -Voce, basso // Simone Arrighi – chitarra // Ludovico Gandellini – batteria

 

1. Purtroppo credo che sia la domanda che vi hanno fatto tutti: il nome della band. Ok, era per il suono chiamarsi Endrigo. Ma come è capitato l’averlo messo in lista: ascolti in famiglia?

In realtà ascolti personali. Tutto lo squadrone Tenco, De Andrè, Ciampi e appunto Endrigo ci ha influenzato tanto quanto il punk e l’hardcore. Adesso però ci è un pochino passata, non so perché ma non mi capita quasi mai di riascoltare cantautori.

2. Come è stato lavorare sul vostro disco di debutto?

In realtà questo è il nostro secondo disco, e come il primo è stato molto naturale e quasi sempre divertente. Quasi, perché lo studio è per definizione una situazione abbastanza stressante. Ma siamo riusciti entrambe le volte a circondarci di amici bravissimi nel loro lavoro e con cui ci piace passare il tempo anche slegato alle
registrazioni.

3. A livello testi mi sembra un disco abbastanza autobiografico. Come gestirete quindi l’uscita dei singoli? E perché ad esempio avete scelto il ritordo dello J**i come primo singolo.

Sì, il disco è completamente autobiografico, dettaglio più dettaglio meno. Per il primo singolo abbiamo chiesto un parere a amici, sia addetti ai lavori sia completamente esterni alla musica, facendo una media delle loro preferite. Il prossimo invece ce lo scegliamo semplicemente perché ci piace più di tutti gli altri pezzi, stiamo giusto
montando il video in questi giorni.

4. L’EDAC studio sta vedendo la nascita e la collaborazione di diversi ottimi giovani musicisti. Come è far parte, se così possiamo definirla, di questa factory?

Bello proprio perché come ti dicevo si tratta principalmente di amici. Molti gruppi che hanno registrato lì sono stati spesso compagni di serate e concerti, e in generale praticamente tutti i lavori che abbiamo ascoltato suonano da paura. Su tutti cito Giorgieness, Gli Occhi degli Altri e Gecofish che sono pezzi di cuore, Edda che è il disco con i suoni che ci hanno convinto a andare all’Edac e i Labradors che sono una colonna sonora fissa dei nostri viaggi.

5. Brescia ha avuto negli anni una buona scena musicale, dagli Annie Hall agli Aucan. Voi come vi sentite inseriti? C’è una sorta di scambio-collaborazione negli ultimi anni o ognuno va per se?

A Brescia dopo qualche anno possiamo dire con una certa serenità di avere trovato il nostro spazio. Suoniamo poco in città perché ogni volta sia una grande festa. Si sono creati tantissimi rapporti di amicizia con svariati gruppi, altri li ammiriamo molto pur non avendo un legame personale. Mentirei però se ti dicessi che è stato facile
trovare questo spazio nel quadro generale della città; c’è una creatività artistica da metropoli accompagnata, a volte, da atteggiamenti da paesello. Ma in fondo credo sia così un po’ ovunque.

6. Come vi approcciate ai live?

Come la cosa migliore delle nostre vite. Viviamo letteralmente in funzione dei minuti che passiamo sul palco, sono il motivo per cui scriviamo dischi e passiamo giorni interi in autostrada. Da sempre e oggi più che mai è la cosa che ci rende più felici.

7. Avete già avuto modo di fare alcuni opening molto fighi. Avete episodi memorabili da ricordarci?

Già il fatto di aver potuto scaldare il palco ad alcuni dei nostri gruppi preferiti è una cosa memorabile e soprattutto impensabile fino a qualche tempo fa. Tra le cose che ci hanno fatto più piacere recentemente è essere stati contattati di Fede per aprire il concerto dei Ministri, per noi è stato chiudere un cerchio e farlo in questo modo è
stato doppiamente bello.

8. Propositi per l’estate che viene 🙂

 

Continuare a suonare ovunque (e per fortuna succederà), fare una settimana di vacanza senza stare appiccicati in un’auto e soprattutto tirare insieme una cosa particolare nelle strade di tutta Italia. Ci stiamo lavorando.

 

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