Wax Machine live @ Nowhere Club, Modena

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Spesso mi capita di percorrere una strada e di non ricordarmi di preciso dove sia la meta finale, e, quindi, di perdermi e lasciarmi guidare da -altre- persone che, come me, hanno uno scarso senso dell’orientamento: ogni volta che vado verso il posto che non esiste, il NOWHERE CLUB in provincia di Modena, è la stessa identica storia, anche se il navigatore di Google Maps riesce sempre a salvarmi dall’oblio della “Bassa”.
Dopo l’ennesimo e faticoso weekend, lunedì 9 aprile, mi ritrovo dalle parti del Nessun Luogo per assistere al concerto dei giovanissimi WAX MACHINE, band inglese di Brighton, che ha lanciato il primo album-zine dal nome “THE THIS” lo scorso 1 aprile.
La band si presenta sul piccolo palco del locale, faccia a faccia col pubblico, e inizia a comunicare con esso attraverso sonorità variopinte, autentiche e parecchio differenti da quel revival psichedelico che buona parte degli amanti del genere è abituato ad ascoltare: i sette componenti della band, infatti, sembrano usciti da un libro fantasy con druidi, atmosfere dark e forte tinte di esoterismo.
Le tracce, eseguite questa sera, rappresentano le differenti personalità che incontriamo sul palco: le due voci femminili, una più grave e l’altra più sottile, si intrecciano a quella più bassa e marcata di Freddie,che è talmente simile a quella di Lou Reed tanto da far stupire i presenti; oltre a queste tre voci principali, anche se in maniera meno evidente, compare anche quella degli altri componenti della band.
Ogni piccola sonorità è parte essenziale del live suggestivo dei Wax Machine; ogni dettaglio, dall’abbigliamento a un sussurro, è fondamentale per dare vita e forma alle loro canzoni che, come se fossero dei fantasmi fatti di nebbia, avvolgono chi segue il loro live.
Le influenze, date dai Velvet Underground, dal genere psichedelico degli anni ’60-’70 (Jefferson Airplane) e dai Brian Jonestown Massacre, sono niente rispetto alle innovazioni presentate da questa nuova band: oltre alle solite chitarre, basso, batteria, voce e synth, compaiono anche un violino, un mandolino, un sax e un flauto, strumenti che hanno sì il compito di fare da cornice a queste voci evocative e surreali, ma rendono possibili certe “visioni”, a tratti un po’ fosche, al pubblico.
I Wax Machine, quindi, sono un’ottima nuova scoperta e, inoltre, sono capaci di accompagnare i loro “seguaci” in questa lunga sequenza di allucinazioni improvvisate che: o sono date da tutte le canne che la band si è fatta in questi mesi; oppure dal semplice fatto che, sin da quando si inizia ad ascoltare un certo genere degli anni ’70, nessuno riesce più ad uscirne per davvero, dunque il trip in questo mondo dalle tinte fosche, psichedeliche e vibranti, è inevitabile.

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