Raphael Gualazzi in concerto a Padova

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Assistere a un concerto di un artista che conosci poco ha sempre i suoi vantaggi:

1. Scopri nuove canzoni e capisci se quell’artista fa al tuo caso e se, una volta tornata a casa, continuerai ad ascoltarlo.

2. Non ti aspetti nulla, parti con delle aspettative bassissime, quindi se il live ti entusiasma ne esci felicissimo.

I vantaggi di andare a vedere Raphael Gualazzi, del quale conoscevo solo le canzoni più famose, sono stati sia il primo che il secondo, per me. Un concerto al Teatro Geox a Padova intimo, sincero e pieno di quella magia che sono un mix tra jazz e blues sa darti. Una guest star specialissima, di nome Nivienne (se non erro), con una voce da brividi, ad aprire il live e ad accompagnare il cantautore in diversi pezzi durante la sua performance.

Ho chiuso gli occhi in un paio di occasioni: sembrava di essere al Blue Note a New York, è bastato poco per lasciarsi trasportare dalle note di un pianoforte suonato magistralmente dal Maestro Gualazzi, che incanta con le sue dita sui tasti bianchi e neri, incanta davvero, non si riesce a staccargli gli occhi di dosso se non per guardare i virtuosismi dei musicisti polistrumentali che lo accompagnano sul palco.

Gualazzi è un Artista con la A maiuscola, intervalla pezzi recenti del suo repertorio a rivisitazioni di una sinfonia di Giuseppe Verdi, incanta con i suoi racconti, fa ridere con le sue battute. Potrebbe sembrare il bambino prodigio paffutello e goffo che forse era quando era piccolo e invece incanta, incanta e incanta ancora, le sue mani incantano, la sua voce, il suo modo di riempire il palco e di trasportarti altrove con le sue note.

Un live che non delude, un live che fa sognare tutti i presenti. Stand up ovation finale, perché il ragazzo prodigio se lo merita. Se lo merita davvero.

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