| Quando invece la musica si suona è chiaro come non manchino le potenzialità di una vera e propria esplosione del settore, sottolineato ad esempio dalle due anteprime mondiali che hanno aperto il festival: OPUS 3000 e Moritz Von Oswald & Gianluca Petrella.
Soprattutto quando, e questo caso lo dimostra, si uniscono linguaggi della nostra tradizione musicale – classica e jazz – alle nuove sonorità elettroniche il pubblico risponde bene e l’Auditorium San Fedele ha registrato un significativo “tutto esaurito” proprio nella giornata inaugurale, con due proposte inedite.
Nei due giorni successivi, nel cuore di Brera, in uno dei gioielli nascosti di Milano, il Circolo Filologico, più di 100 speaker e quasi 1000 addetti ai lavori hanno ragionato di sviluppo della music industry all’interno del comparto più ampio delle industrie creative, hanno raccontato come si evolvono contenuti e forme estetiche, hanno riflettuto conEnbisit (ente bilaterale che raggruppa varie associazioni) sui sistemi di sicurezza, si sono confrontati su come sviluppare manifestazioni musicali ad impatto zero, hanno sottolineato l’effetto positivo nel settore turistico e soprattutto scambiato tra loro buone prassi e contatti, sviluppando quella rete di relazioni che è il vero “sistema” su cui lavorare.
Come ha dimostrato nel suo speech Peter Smidt, a capo del progetto Eurosonic e uno dei protagonisti della evoluzione del sistema olandese: se in un Paese si fa sistema, gli investimenti portano a risultati impensabili, creano sviluppo e aggregazione, pongono le basi per l’attrazione di investimenti internazionali e aiutano l’export dei prodotti nazionali.
Ma Linecheck vuole essere anche un momento di proposta culturale e aggregazione, non solo di confronto sul business.
Così il Music Festival ha presentato un cartellone ricchissimo, con 27 eventi di taglio e caratura diversi, promossi da 30 crew locali: dai live internazionali, alle serate nei club, dagli showcase ai party clandestini, la musica ha invaso tutta la città e Milano ha dimostrato la sua straordinaria vitalità sia in termini di proposta che di partecipazione da parte del pubblico.
Un totale di 15.000 partecipanti hanno affollato i 20 spazi che ospitavano gli eventi del Music Festival, una rete di luoghi gestiti con impegno da imprenditori privati ma anche spazi culturali assegnati dalla pubblica amministrazione e aree temporaneamente occupate con proposte musicali dal basso, ad alto tasso di partecipazione popolare.
Nota a parte merita il progetto Load In, realizzato con il finanziamento di SIAE e in partnership con Rockit.it e Musicraiser: Birthh, Inude, Leland Did It e Nularse sono state le prime band selezionate per questo percorso innovativo, tra esibizioni e formazione, e hanno colpito pubblico ed addetti ai lavori con una proposta di ottimo livello, pronta già oggi a una circuitazione internazionale.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, alla fine della manifestazione, ha dichiarato ottimista: “Linecheck ha aperto una discussione fondamentale sul ruolo culturale ed economico che l’industria dell’intrattenimento in generale e quello musicale in particolare possono svolgere nel nostro Paese. Abbiamo apprezzato in particolare l’invito a costruire reti e relazioni stabili tra i vari protagonisti della music industry. Milano intanto ha dimostrato di essere pronta a raccogliere anche questa sfida grazie a una rete già strutturata di spazi pubblici e privati e a una fitta presenza di operatori del territorio.”
L’appuntamento per tutti sarà nel 2017, per la terza edizione di Linecheck, magari con più approfondimenti e più proposte nazionali ma anche più showcase internazionali sul modello di Hiperson, giunti a Milano grazie al supporto dell’Istituto Confucio.
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