Intervista a Verano

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Verano è il moniker dietro cui si cela Anna Viganò, già una vecchia conoscenza per i fan di Intercity e Officina della Camomilla.
Dopo l’esperienza con le band, Anna si è presentata al pubblico con il suo esordio solista, uscito questa settimana per Garrincha Dischi. Una miscela di dream pop, cantautorato ed elettronica che ci siamo fatti raccontare da Anna in persona.

 © Sami Oliver Nakari


© Sami Oliver Nakari

Con alle spalle due progetti importanti e significativi, Intercity e L’Officina della Camomilla, la domanda è d’obbligo, cosa ti ha portato ad avviare un progetto solista, e perché Verano?
Chiusa l’esperienza con L’Officina ho sentito che era arrivato il momento di fare ciò a cui pensavo da qualche tempo, e cioè di misurarmi con quello che sentivo. Verano, come nome, ce l’ho in testa da un bel po’. Per qualche mese ho anche valutato di chiamarmi Nevada, ma non reggeva il confronto. Mi piace il suono della parola, mi evoca dei contrasti.

Le cinque tracce dell’ep si discostano un bel po’ dalle tue esperienze precedenti, da quanto le custodivi prima che venissero incise?
Nello specifico, queste 5 tracce sono state scritte tra ottobre e novembre, quindi un tempo di gestazione molto compresso. Avevo scritto altro in passato, ma ho perso tutto quanto in un hard disk bruciato. Penso che qualche amico abbia qualche traccia ma quando mi sono seduta davanti a Verano non ci ho pensato un secondo: era giusto ripartire da zero.

Tra le sonorità traspaiono richiami a St. Vincent e Beach House, sono anche i tuoi artisti preferiti?
Sono certamente tra i miei artisti cardine, più la prima che i secondi. Io credo che St. Vincent abbia proprio riscritto un paradigma, mi impressiona sapere che ha solo qualche anno più di me.

Nelle tue tracce parli anche di addii e distacchi, ci vuoi raccontare come sono nate?
Sono nate da quello che ho vissuto, a più livelli e con più temperature. Non mi impongo mai a priori di scrivere di questo o di quello, di solito c’è una frase o un gancio che ho in testa e da lì comincio anche io a capire di cosa sto scrivendo, incanalando la narrazione.

Milano e il Nevada, due riferimenti all’apparenza molto distanti, come si riavvicinano nella tua esperienza?
Sono iper attratta dalla decadenza, dalle foto sfocate, dalla poetica di fotografi come Eggleston. E il Nevada è grande fonte di ispirazione. Ci sono capitata qualche tempo fa e a suo modo mi ha affascinato. Nel video ho cercato un posto di Milano che di fatto non è riconducibile a Milano, e a nessuna città d’Italia, proprio per tornare in un luogo quasi paradossale come il Nevada.

© Sami Oliver Nakari

© Sami Oliver Nakari

Nell’album troviamo la voce di Pietro Paletti, che ha anche prodotto l’album, com’è nata la vostra collaborazione?
Io e Pietro siamo amici da un po’ di tempo. A settembre dell’anno scorso l’ho raggiunto assieme a Gae e Ila, con me nella band, per festeggiare il suo compleanno. In maniera totalmente non programmata gli ho detto di Verano, lui mi ha buttato lì l’idea di produrmi e mi è piaciuta da subito. Sono molto felice di aver lavorato con Pietro, mi ha dato una chiave di lettura fondamentale su alcune cose.

Insieme a te ci sono Riccardo Della Casa (Wemen), Gaetano Polignano e Ilaria Baia Curioni, entrambi già con L’Officina della Camomilla: squadra che vince non si cambia?
Mettere in piedi un tour e una band che ti segua è una cosa complicatissima, che a mio avviso va fatta con persone con cui riesci ad avere un’intimità e una comunione d’intenti massima. Verano è un progetto in cui da subito ho voluto coinvolgere persone con cui ci fosse un’enorme connessione umana, prima che professionale.

Cosa ascoltate tra una tappa e l’altra?
Ascoltiamo davvero di tutto. Da John Lennon a Ariel Pink, da Cosmo ai Fleet Foxes a mille altre cose.

Verano è l’inizio di una nuova pagina e noi non vediamo l’ora di leggere il resto, sei pronta a scriverlo?
Sono pronta, ho davvero voglia di rimettermi in gioco e di preparare il prossimo disco. Per questo mi fermerò a fine estate, per poi riprendere i live in autunno e pensare al prossimo capitolo.

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