Alessandro Sipolo alla XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie lunedì a Brescia

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ALESSANDRO SIPOLO

lunedì 21 marzo a Bresciaper la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

con “LE MANI SULLA CITTA'”

Guarda il video del brano
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(foto Andrea Zampatti)

Ci sarà anche il cantautore bresciano Alessandro Sipolo alla XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata dall’associazione antimafia Libera. La lettura pubblica dei nomi di tutte le persone morte fino ad oggi per mano delle organizzazioni criminali mafiose si svolgerà lunedì 21 marzo in molte città italiane fra cui Brescia, in piazza della Loggia a partire dalle 10.30.Alessandro Sipolo parteciperà a questa importante giornata di ricordo dopo aver pubblicato nel suo ultimo disco “Eresie”, uscito lo scorso novembre, un brano intitolato “Le mani sulla città” che è incentrato proprio sul tema della mafia, e in particolare sulla sua diffusione nel Nord Italia. Una canzone presentata anche con un videoclip realizzato da Luca Rapuzzi che presenta la questione mafia al nord da un punto di vista quotidiano e famigliare.

Citando esplicitamente il celebre film di Rosi – racconta Alessandro Sipolo – “Le mani sulla città” racconta il silenzio con il quale larga parte della politica e dell’opinione pubblica settentrionale ha assistito alla colonizzazione dei propri territori da parte delle organizzazioni mafiose. Proprio approfittando della corruzione e del clientelismo ben radicati anche al nord, le mafie meridionali hanno potuto mettere progressivamente le loro mani sulle città”.

Oltre a essere un cantautore, Alessandro Sipolo lavora per il Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati ed è collaboratore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, fondato e diretto da Nando dalla Chiesa. Questi due impegni lavorativi e formativi si riflettono negli argomenti trattati dalle tracce di “Eresie” – disco prodotto daGiorgio Cordini con la collaborazione di Taketo Gohara – che tratteggia le scelte controcorrente di una serie personaggi che hanno scelto di vivere vite diverse dalla consuetudine, fra renitenti che decidono di aggregarsi a una carovana rom (“Gagiò Romanò”), amici che tornano in Sudamerica per riconquistare le loro origini (“Denoda”) e grandi dissenzienti contemporanei come Piergiorgio Welby, Eluana Englaro e suo padre Giuseppe (“Tra respirare e vivere”).

Ma “Eresie” è anche un disco che si occupa, oltre che di mafia, anche dell’affarismo spirituale di CL nell’abrasiva samba satirica “Comunhão Liberação”. Perché anche approfondire, comprendere e denunciare è oggi,  a suo modo, un’Eresia che rema ostinatamente contro il dominio di chi ha già messo “le mani sulla città”.

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http://www.alessandrosipolo.com

Biografia
Alessandro Sipolo è nato a Iseo nel 1986 e vive a Brescia.
Laureato in Scienze Politiche e Scienze del Lavoro, specializzato in Gestione dell’Immigrazione, oltre  alla sua attività di cantautore, lavora per il Servizio di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati ed è collaboratore dell’ Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, fondato e diretto dal Professor Nando dalla Chiesa.
Nel 2013, dopo un anno di lavoro e viaggio tra Cile, Bolivia, Argentina e Perù, rientra in Italia e pubblica il suo primo album, “Eppur bisogna andare”, prodotto da Giorgio Cordini, storico chitarrista di Fabrizio De André.
Il disco, concept album sul tema della “prosecuzione” ai tempi della crisi, vince il premio Beppe Gentile 2014 come migliore album d’esordio.
Nel novembre 2015 esce il secondo album, “Eresie”, realizzato con la collaborazione di grandi firme del panorama musicale italiano come Taketo Gohara, Giorgio Cordini (co-produttore del disco), Ellade Bandini, Alessandro “Finaz” Finazzo (Bandabardò), Alessandro “Asso” Stefana, Max Gabanizza.
Muovendo sia dall’etimologia della parola “eresia” (dal greco “scelta”) che dal suo significato più comunemente inteso, il cantautore prova, in questa sua seconda opera, a ragionare sulla necessità di approfondimento e disobbedienza, tra presente e passato.
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