Intervista telefonica con Fabrizio Paterlini

0

Circa una settimana fa abbiamo raggiunto al telefono per una breve intervista Fabrizio Paterlini.

Musicista e compositore mantovano, Fabrizio Paterlini suona il piano dall’età di sei anni ma è dal 2006 che si avvicina maggiormente alla musica classica, quando comincia a comporre per pianoforte solo. Nel 2007 pubblica con l’etichetta Music Center il suo primo album, Viaggi In Aeromobile. Accolto favorevolmente dalla critica l’opera prima di Paterlini abbraccia quel filone neo-classico a cui appartengono artisti riconosciuti in tutto il mondo come Dustin O’Halloran, Max Richter, Olafur Arnalds e Nils Frahm. Grazie al passaparola Viaggi In Aeromobile ha una buona diffusione sul web ed è grazie a tali consensi e al fundraising chePaterlini pubblica, sempre nel 2006, il secondo disco per pianoforte solo,Viandanze.

Poco dopo inizia una collaborazione con l’artista, polistrumentista e produttore inglese Thom Carter, che ne rielabora alcuni brani attraverso l’inserimento di linee melodiche e suoni elettronici, dando un’impronta tipicamente British al pianoforte di Paterlini. Il risultato è l’EP Viandanze Re-Imagined, pubblicato nel 2010 dall’etichetta portoghese Test Tube.

Tra le tante collaborazioni dell’artista mantovano, spicca il documentarioControvento, Senz’Olio, realizzato dalla Fondazione Berrero che vede la partecipazione di artisti di primo piano, tra cui Alda Merini, Mauro Corona, Pino Insegno e tanti altri. La musica di Paterlini avvolge le parole dei protagonisti e ne diventa una suggestiva colonna sonora.

Sempre nel 2010 esce Fragments Found, che ottiene ottimi riscontri dalla stampa specializzata, soprattutto a livello internazionale: “sin dal primo ascolto, il tocco e il timbro di Paterlini è immediatamente riconoscibile, così come lo è la capacità di comprendere quando lasciare spazio alle note e quando incedere con maggiore decisione” (Lionel Mint, Fluid- Radio, Inghilterra). Nel 2011 esce in esclusiva per il mercato giapponese il doppio CD Fragments Found + Viandanze. Pubblicato dall’etichetta nipponica Inpartmaint/PDIS (che distribuisce in Giappone Dustin O’Halloran, Max Richter ed Olafur Arnalds), l’album va esaurito in soli due mesi dalla pubblicazione.

L’anno successivo è la volta di Autums Stories, una raccolta di 14 branni scritti, registrati e messi online uno a settimana nel precedente autunno. Nel dicembre 2012 pubblica il brano There’s A Light We Might See, all’interno di una compilation benefica a favore delle vittime dell’uragano Sandy che include il meglio della scena neo-classica mondiale. La compilation ottiene un successo notevole, raccogliendo solo nel primo mese 20mila dollari.

Nel 2013 esce il quinto album, Now, che vede la partecipazione di Davide Costa all’elettronica e di un quartetto d’archi. Nello stesso anno Paterlini si esibisce al Piano Anders Festival in Belgio, a PianoCity Milano ed intraprende un tour in Russia insieme a Roberto Cacciapaglia. A febbraio del 2014 esce The Art Of The Piano, il sesto lavoro di Fabrizio Paterlini, un ritorno e un tributo al pianoforte solo, dopo le sperimentazioni di Now. Successivamente all’uscita del disco, l’artista intraprende un lungo tour in Giappone, Russia ed Europa dell’Est.

Il 4 dicembre 2015 esce Live In Bratislava interamente autoprodotto, come i precedenti lavori.

Registrato il 30 giugno 2015 presso la National Radio Hall, “Live In Bratislava” esprime il talento di Paterlini in veste live e contiene, oltre a brani già noti, molti inediti che rivelano la nuova direzione avviata dall’artista, che si discosta dall’impostazione classica a favore di una sperimentazione che spazia dalla neo-classica all’elettronica, a dimostrazione del nuovo percorso di ricerca intrapreso.

www.fabriziopaterlini.comwww.facebook.com/fabriziopaterlini

Share.

About Author

Comments are closed.