ALAN MCGEE al Covo di Bologna per un unico dj set

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Per tutti è il padre del Britpop.
Nell’83 fonda la Creation Records e da quel momento, tra alti e bassi, la sua vita cambia completamente.
Oasis, Primal Scream, Jesus & Mary Chain, My Bloody Valentine,
questi sono solo alcuni tra i nomi più importanti scritturati da Mr Alan McGee,
considerato il più grande talent scout britannico della sua generazione.
Nel maggio 2013 McGee apre una nuova casa discografica, la 359 Music
e a Novembre dello stesso anno esce una sua biografia, Creation Stories.
Di recente Mc Gee ha aperto la Creation Management, non un’etichetta stavolta, ma un’agenzia di management.
Tra i suoi fiori all’occhiello Jesus & Mary Chain e Wilko Johnson.

McGee torna in Italia per un unico e incredibile dj set:

VENERDÌ 4 MARZO 2016
BOLOGNA – COVO CLUB

www.covoclub.it
Viale Zagabria, 1, 40127 Bologna

Nei primi anni ’80 McGee a Londra è l’animatore di oscure serate underground all’insegna della musica tanto amata: punk-rock e psichedelia. Prima un locale, poi l’idea di un’etichetta, pensata insieme all’amico Dan Treacy dei Television Personalities. Nasce la Creation Records, è il 1984.
Il suono grezzo dei primi vinili di Legend!, Jasmine Minks, Television Personalities, Biff Bang Pow! e Primal Scream è un lampo elettrico che proviene dai bassifondi.
Arrivano gli anni ’90 e con essi i successi dei Ride e dei Teenage Fanclub, dei My Bloody Valentine e dei Boo Radleys. Arriva anche la crisi, però. Che investe tutta la discografia britannica. Alan McGee e il suo socio Dick Green sono costretti a vendere il 49% della Creation alla Sony. Quando molti pronosticano la fine della Creation, McGee scopre un gruppo di cinque ragazzi di Manchester in un pub di Glasgow: sono gli Oasis. Con loro la combinazione punk-psichedelia approda ai primi posti delle classifiche di tutto il mondo. Il volo però dura poco, l’atterraggio è brusco: un grave esaurimento nervoso rischia di metterlo fuori gioco e gli impone un periodo di riabilitazione. Quando McGee torna in pista la Creation è cambiata: il business ha preso il sopravvento e a dettare legge ora è la divisione marketing dell’etichetta.
Il post-Oasis regala comunque nuove bands interessanti: Super Furry Animals, Arnold e Trashmonkeys su tutti.
La Creation finisce per vivacchiare tra alti e bassi fino a quando, nel 1999, Alan McGee e il suo socio Dick Green decidono di porre fino alla corsa: la Creation Records chiude i battenti.
Nel 2000 il ritorno all’etica e all’estetica dei tempi che furono si chiama Poptones (nome preso in prestito da una celebre canzone dei P.I.L.): una piccola label indipendente con addosso cucito lo spirito del “do it yourself”. Arriva un florilegio di nuove bands (alcune delle quali statunitensi, come gli Outrageous Cherry) e un pugno di ristampa di dischi anni ’60 di assoluto valore.
Nel 2002 McGee congela la Poptones e riannoda i fili del discorso Creation in collaborazione con il manager Stephen King: non un’etichetta, stavolta, ma un’agenzia di management. La Creation Management ha avuto fra i suoi fiori all’occhiello Mogwai, Libertines, Kills,Beta Band e Kathryn Williams. Nel mentre, la Poptones torna in pista più agguerrita che mai: è il 2004 e l’occhio di McGee stavolta cade sulla nuova e ruggente scena londinese; i nomi sono The Others, The Paddingtons, Thee Unstrung, Special Needs.
McGee continua a far sentire la sua fortissima presenza alle prese con il film documentario sulla Creation Records, UPSIDE DOWN; tra i protagonisti: Bobby Gillespie dei Primal Scream. Dal 2007 ha curato un blog per la versione online del quotidiano The Guardian, e ha continuato a lavorare in ambito musicale sia come DJ (nelle serate Death Disco) sia come manager. E’ sempre attivo e presente sul suo blog, sarcastico e ironico, non perde mai occasione di far sentire la sua voce. Tra le sue tante attività nel 1997, è stato consulente del primo governo Blair per le politiche a sostegno dell’industria musicale.
Alan McGee: passato, presente e futuro della musica indipendente inglese. Perché – ne siamo certi – l’avventura non è certo finita qui. Questo è Alan McGee.

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