Half Moon Run: annunciata una data a Marzo

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Il successo dell’album di debutto Dark Eyes (2012) – disco d’oro in Canada –
li ha portati in tour per due anni di fila senza interruzione.
Ora gli HALF MOON RUN tornano con un nuovo lavoro Sun Leads Me On.
In uscita il 23 ottobre 2015 per Glassnote/Caroline (distribuzione Universal),
il nuovo album rifugge in gran parte quella malinconia alt-folk del precedente Dark Eyes.
Scritto e composto prevalentemente a Montreal con qualche tappa in California
è stato poi registrato nei mitici Bathouse Studios in Ontario con Jim Abbiss,
produttore molto stimato e al lavoro già con Arctic Monkeys e Adele.
Trust e Turn your love sono i primi singoli estratti dall’album.
“Trust è una canzone strana e non tipicamente nostra” ci dice il polistrumentista Dylan Phillips.
“É l’ultima canzone che abbiamo registrato ed è stata composta mettendo insieme frammenti di
idee in una situazione quasi caotica. É come iniziare dalla fine ma lasciando spazio per tornare da dove sei partito”.

Gli HALF MOON RUN annunciano il loro ritorno in Italia:

MARTEDÌ 1 MARZO
MILANO – MAGNOLIA

www.circolomagnolia.it
via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate (MI)
Biglietto: 15 euro + d.p.
Prevendite disponibili da Venerdì 16 Ottobre alle ore 10.00 su
ww.mailticket.it, www.ticketone.it

É raro trovare una band con uno straordinario senso di comunione come gli Half Moon Run.
Ascoltare la loro musica, vederli suonare significa origliare una conversazione musicale, si tratta di una convocazione, una sorta di cerimonia.
Quando si formarono a Montreal nel 2009, i poli-strumentisti Devon Portielje, Conner Molander e Dylan Phillips non intrapresero questo cammino con l’unico obiettivo del successo:
l’istinto e la fede li portarono a creare il loro album di debutto Dark Eyes.  Pubblicato nel 2012, Dark Eyes è un album vivo, con canzoni dolci, un album pieno di invitanti armonie,
linee di chitarra tranquille e delicate, a volte miscelate ad un pizzico di elettronica sempre molto calda.
Il nuovo album, Sun Leads Me On, segue la loro ricerca di bellezza e onestà. Per i tre membri fondatori e per il compagno polistrumentista Isaac Symonds,
che si unì alla band durante il tour di Dark Eyes – l’idea dell’album si è manifestata solo dopo mesi di frustrazione creativa.
Dopo due anni di concerti ininterrotti, la band si è riunita a Montreal a fine 2014 per progettare il nuovo lavoro.
“Sun Leads Me On è nato in un momento in cui sembrava di essere sott’acqua! spiega Dylan Philips, “ma abbiamo continuato a darci dentro perché sapevamo che avrebbe avuto un senso. Avevamo una grande opportunità ma allo stesso tempo stavamo vivendo momenti duri, in famiglia, lontano da casa, perdendo diversi amici.
Cercavamo di farci comandare dalla musica e di andare avanti ma all’inizio è stata durissima. Poi continuando a lottare abbiamo scoperto tanta bellezza”.
Il sole li ha portati in California. Lì è nato il nuovo Sun Leads Me On. “Penso sia un album più onesto” ammette il  frontman Devon Portielje.
“Eravamo in California e facevamo surf tutti I giorni. Molte delle melodie che abbiamo scritto sono nate li in modo spontaneo. Per Dark Eyes abbiamo lavorato per oltre
7 mesi e ri-registrato + volte le stesse cose quindi alla fine si è un po’ persa l’atmosfera iniziale delle canzoni”.
Sun Leads Me On evita la melanconia alt-folk del suo predecessore a favore di un viaggio collettivo di auto-scoperta personale: è un album più vario, ampio ed equilibrato.
La band è nata quasi per caso. Il loro primo demo è venuto grazie ad un loro amico: iscritto ad un corso di produzione musicale,
doveva portare un gruppo in studio per registrare un pezzo. Così nacque Full Circle.
La band si costruiva inizialmente su mezze promesse, uno schema basato semplicemente su riferimenti musicali,
ma che ben presto divenne qualcosa molto più di una semplice circostanza e convenienza.
Lentamente si piantavano le radici di una relazione tra i quattro musicisti. Un matrimonio, lo chiamarono.
Per tutti loro, la band ha offerto una nuova forma di espressione, per Devon è stata la qualità terapeutica del canto; per Dylan,
era la possibilità di esplorare nuovi territori al di là del mondo classico.
Come lo sguardo perpetuo del sole, Half Moon Run è una forza sempre presente nella vita della band, anche quando non stanno scrivendo, registrando o sono in tour.
Questo nuovo album è il suono di una band che non ha più bisogno di dimostrare ma che ha qualcosa da dire.
Muniti di una solida formazione musicale e dotati di un naturale talento, mescolano e combinano il loro diversi background musicali. I loro complessi arrangiamenti, ispirati da compositori sia classici che moderni, sono particolarmente impressionanti da ascoltare e da vedere duranti i loro concerti. Le vocalità di Devon Portielje sono di un livello ormai raro nella scena musicale indie, supportate superbamente da Connor Molander e Dylan Phillips. Phillips spesso suona la batteria e la tastiera contemporaneamente,
così come Molander e Portielje si mescolano tra chitarra, tastiere, sampler e batteria.
Forse il vecchio cliché sui difficili secondi album è vero per un sacco di band, forse perché le forze creative che lo guidano sono spesso innaturali, esterne e frustranti.
Questo non vale però per gli Half Moon Run che non hanno timore di allontanarsi dai sentieri battuti per ritrovare la bellezza.

 

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