Thegiornalisti al Circolo Magnolia – Milano [live report]

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Un giovedì di settembre. L’aria che inizia a farsi più fresca, le prime gocce di pioggia e canzoni che, se non fosse per i testi che citano film in streaming e Google Maps, sembrerebbero provenire da un piano bar anni ’80. È questo il modo in cui, al Circolo Magnolia a Milano, abbiamo dato il primo (speriamo non definitivo) saluto all’estate. Sul palco, Thegiornalisti, la band romana che nell’ultimo anno ha registrato un susseguirsi di tutto esaurito per il suo Fuoricampo tour e che ha deciso di chiuderlo con due date speciali, una nella natia Roma e l’altra nella nordica Milano.
Tre album all’attivo per la band composta da Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella, Marco Primavera (e accompagnata dal vivo da Gabriele Blandamura al basso), un successo crescente e un’impronta che nell’ultimo lavoro, uscito nel 2014 per Foolica, si fa più pop e al tempo stesso retrò, una dichiaratissima ispirazione a Lucio Dalla e un incrocio tra gli Stadio, i ritornelli di Rino Gaetano e le melodie di Antonello Venditti.
Ed è proprio con il grande Antonello, con le note di Ricordati di me che invadono un palco ancora buio, che i Thegiornalisti annunciano il loro arrivo. Un’introduzione così non può che commuovere, e il pubblico canta già tutto all’unisono quando la band si palesa e apre il live con Per Lei, seguita a ruota da Insonnia e Balla. Facciamo una premessa: i Thegiornalisti non sono impeccabili dal vivo, la voce ogni tanto non regge e la band qualcosina da farsi perdonare ce l’ha. Ma quello che le loro canzoni riescono a fare è trasportare chi le ascolta, farsi cantare a squarciagola dipingendo ricordi, ricordi che sembrano essere di tutti, o perlomeno di tutti i trentenni che almeno una volta hanno pedalato un’Atala rossa.
A questa festa di fine estate la band romana ha portato anche degli amici: ecco allora salire sul palco Massaroni Pianoforti, che si unisce a loro su Proteggi questo tuo ragazzo, seguito da Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, amico di vecchia data dei Thegiornalisti (che dopo E menomale, pezzo tratto dal primo album della band, si lancia in un crowd surfing), e Francesco Maria Mandelli con la sua chitarra.
I brani in questa prima parte, ad eccezione di Autostrade Umane, sono tutti tratti da Fuoricampo: Aspetto che, Socializzare, Fine dell’estate, su cui, per ironia della sorte, arrivano le prime gocce di pioggia. L’ultimo amico a salire sul palco è Dente, che si unisce alla band per Mare Balotelli, mentre L’Importanza Del Cielo (Myazaki) è il brano con cui i Thegiornalisti ci salutano prima della pausa. Un saluto sognante e uno stacco brevissimo, dopo pochissimi minuti sono già di nuovo sul palco, con un altro brano tratto da Vol 1, la struggente Io non esisto: anche l’esecuzione è appassionata, e i ragazzi si ritrovano a suonare l’uno accanto all’altro. La chiusura del live non poteva che essere affidata a Promiscuità: è su queste note nostalgiche, quasi sospese, che la band ci saluta, non prima che il frontman, Tommaso Paradiso, si sia lanciato anche lui in un crowd surfing. Ma lasciano che sia qualcun altro a darci la buonanotte, e così, a palco ormai vuoto, parte una quantomeno inaspettata e azzeccatissima Lamerica di Daniele Groff, che forse non ascoltavamo (a torto) dal 1999.
Il tempo di avviarsi verso l’uscita, e la pioggia comincia a cadere a dirotto: neppure se l’avessero chiesto, i Thegiornalisti avrebbero potuto avere un finale più cinematografico di questo per la loro festa di fine estate.

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