Intervista con i The Last Internationale

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Che dire: che bomba i The Last Internationale. Se ero rimasta piacevolmente sorpresa dal buon album di debutto del duo americano. Carichi come i Black Keys, politicamente impegnati come i RATM, esteticamente fighi come i The Kills, e con numeri artistici maggiori di come erano i The White Stripes.

Unendo la colntrocultura politica al folk, rock, punk e blues, i The Last Internationale sferrano un attacco che Tom Morello definisce “un mix tra suggestioni rock dell’East Village e potenza della corazzata Potëmkin”. Il trio newyorkese formato da Delila Paz (basso/voce), Edgey (chitarra) e Brad Wilk (ex Rage Against The Machine, batteria) dà vita a un sound potente e crudo con testi che affrontano tematiche sociali… per mettere in discussione lo status quo a colpi di rock’n’roll.

Abbiamo avuto 15 minuti prima del loro slot di supporto agli Incubus per parlare un po’ di tutto, dall’essere band, al disco: a come è stato lavorarci e come sono nate alcune loro canzoni. Che dire, nell’intervista c’è anche una news per cui avevamo promesso l’embargo di alcuni giorni… ma il diretto interessato già il giorno dopo aveva annunciato la cosa su twitter e instagram. La band registerà assieme a Tom Morello per la sua neonata etichetta, proprio a breve qui in Italia.

(Interview with audio in english)

(tnx to Sony Music Italy)

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