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Intervista con Pasco Pezzillo dei Joycut

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Siamo stati entrambi ad Eurosonic, quest’anno. Tra le varie band c’erano i Joycut, che abbiamo visto esibirsi al News Cafè dopo la mezzanotte: era pieno, nonostante che nei locali vicino suonasse gente che ora è nelle lineup di festival piuttosto pesanti. E soprattutto il social feedback: surfando il tag #esns15 quella sera un buon 20% di foto era proprio da quello showcase (considerando le 18 venue non male, direi)

Chi vi scrive apprezza la band, e ne ricorda una delle prime -forse la terza- interviste fatte via email dopo un live al Covo. Se non sapete chi siano, possiamo riassumere con la bio “Il Progetto prende forma nel 2001. La congiunzione concettuale di Joey – traccia di Time of No Reply di Nick Drake – e Cut – dal lavoro di Roger Waters, The Final Cut – per assonanza metrica diventa JoyCut. Sensibile volontà di dare un Taglio di Gioia all’Esistenza. La matrice sonora affonda le radici nella scena Wave Rock d’oltre manica.”

I Joycut ora sono in buona posizione sulla classifica ETEP. Se non riuscite a rincorrerli ai festival, sappiate che pero’ sicuramente potete vederli live alla Wired Next Fest. Noi abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Pasco, indagando lo “stato dell’arte” in casa Joycut, cosa ci hanno insegnato e insegnano i festival e l’andarci a lavorare, poi un po’ di tutto visto che arriviamo anche a parlare di impronta carbonica.

http://www.joycut.com/

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