Ex-Otago a Milano per Burrasca Acustico Tour [live report]

0

Si intitola Burrasca il nuovo tour degli Ex-Otago, di nuovo sui palchi d’Italia per una serie di spettacoli acustico-narrativi. La band porta in giro il suo ultimo album, In capo al Mondo, passando per alcuni dei locali della penisola non per esibirsi, bensì per raccontarsi, in un concept in cui l’esecuzione in acustico di alcune delle loro tracce più belle è alternata alla lettura.
Burrasca infatti, non è solo il nome di una tournée (e una tournée con questo nome promette comunque molto bene), ma è il titolo del libro autobiografico, scritto a cinque mani, in cui gli Otaghi raccolgono storie e pensieri sulle vicende personali vissute nei tre anni che separano In Capo al Mondo dal precedente Mezze Stagioni. Un periodo denso di cambiamenti, riversatisi e riemersi nel sound della band, che ha abbandonato quasi del tutto suoni elettronici e distorsioni digitali per tornare a timbri armonici e naturali, al legno dell’harmonium indiano, della chitarra classica, del charando.
La location del concerto milanese è l’Ohibò. Qui l’atmosfera che ci accoglie, a dispetto del nome del tour, è densa del tepore della primavera ormai sbocciata, fa presagire anzi i primi scampoli di quella “estate precoce” che pervade In Capo al Mondo. Gli Otaghi sono in quattro: Maurizio Carucci (voce e grancassa) Simone Bertuccini (chitarra e cori), Francesco Bacci (charango, cori e percussioni) e Olmo Martellacci (sax, flauto, tastiere, percussioni). Ad aprire il live è Nuovo Mondo, seguita da Chi la dura l’avventura, L’età della Spesa, L’appuntamento, Amico Bianco, Giovane Estate: ritmi veloci e leggeri, immagini e sensazioni che da sussurrate esplodono in un turbinio potente e in un entusiasmo trascinante. I primi a divertirsi sono proprio loro, i quattro sul palco, in continuo movimento tra cambi di postazione e di strumenti e incursioni tra il pubblico (la prima, di Francesco, sul finale di una intensissima Foglie al Vento). Un impeto che nulla toglie all’esecuzione, impeccabile e senza sbavature, e che in maniera del tutto naturale si condensa nei momenti più intimi e raccolti del live, con la ghost track che chiude In Capo al Mondo e le letture, con i passi dedicati a Mentino (protagonista dell’omonima ballata) e quelli, divertenti e commoventi insieme, sui pensieri reconditi dei cani.
Ex-Otago
Ma nel repertorio degli Ex-Otago ci sono delle vere e proprie perle, che il pubblico chiama a gran voce e che la band non esita a regalarci. Prima tra tutte, la memorabile cover di The Rhythm of the Night (il cui video merita una menzione particolare), insieme a Marco Corre, Costa Rica, Gli Ex-Otago e la Jaguar Gialla, e “la canzone della festa delle medie” (così ce la presenta Maurizio), Patrizia. Ma di Patrizia, Maurizio non ricorda una parola, se non il verso (celeberrimo per i fan) “paura poca e passione tanta”: e allora non importa, e i quattro scendono tutti dal palco, per cantare e ballare con noi, come il gruppo di amici di sempre che ti ha invitato alla sua festa.
Ex-Otago

Share.

About Author

Comments are closed.