Teleman live @ Covo Club, Bologna

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Ci sono alcune band che mi ispirano giusto perché hanno fatto da opening a band come Suede o Franz Ferdinand, oppure perché buona parte dei componenti faceva parte di una band indie-rock (Pete and the Pirates) che ti faceva ballare ininterrottamente per tutta la durata del live: questo sabato 31 gennaio si è al Covo Club di Bologna per la nuova band il cui debutto “Breakfast” è stato firmato da un certo Bernard Butler, ovvero Teleman.

Con la mente annebbiata si arriva al Covo al punto giusto: la saletta è abbastanza piena, il pubblico reagisce bene ai sound psichedelici-e-non della band di Londra e siamo già al secondo brano della setlist (accidenti).
Si resta quasi paralizzati ad ascoltarli, dato che questa nuova band ha un gusto più romantico e indie-pop rispetto a quella indie rock decisamente più vivace e danzereccia di qualche anno fa.
I Teleman propongono sonorità più sottili, delicate e quasi riflessive rispetto alle sonorità dei Pete and the Pirates: se prima c’era più movimento, sia sotto che sopra al palco, ora c’è questa sorta di ondeggiamento lieve che cattura i presenti.
La band londinese esegue canzoni costanti e piacevoli, un pochetto influenzate dai Belle & Sebastian; tracce marcate da lievi synth, che ricordano vagamente i Metronomy; impalpabili tratti post-punk che servono a riempire un’atmosfera più “vaporosa” e sognante: un concerto che cattura per la sua costanza, semplicità e continuità.

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