Nicolò Carnesi con Selton, Dente e Vasco Brondi live al Biko – Milano [live report]

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Qualche sera fa al Biko di Milano c’è stata una festa. E chiunque ami la “nuova leva cantautorale italiana”, come qualcuno l’ha definita tempo fa, era invitato. Padrone di casa Nicolò Carnesi, giovane talento siciliano che la scorsa primavera ci ha conquistato e definitivamente convinto con Ho una galassia nell’armadio, il suo secondo album dopo Gli eroi non escono il sabato.
Ospiti d’onore in questa serata milanese, parte di un mini tour di tre date che toccherà anche Palermo e Catania e chiuderà, almeno per ora, la stagione live di Nicolò, Dente, Vasco Brondi e i Selton. Artisti con cui Carnesi ha condiviso esperienze, palchi e baretti, e che ora si ritrovano una volta ancora a suonare insieme, a divertirsi (come si legge chiaramente sulle loro facce) e a divertire un pubblico folto, forse anche più folto di quanto ci si aspettasse.
Nicolò e la sua band ci accolgono sullo stesso fondale di stelline luminose che ha accompagnato il tour sin dalla prima data, e partono subito in quarta con Ho una galassia nell’armadio, riempiendo immediatamente il locale delle loro atmosfere miste tra cantautorato e elettro-pop, con tratti new wave che esplodono ne Il disegno.
I brani sono quelli che conosciamo ormai a memoria e non ci stanchiamo di cantare all’unisono: L’ultima fermata, Mi sono perso a Zanzibar, Kinder cereali all’amianto, Moleskine, Illuminati, Penelope, spara!,
Ho poca fantasiaNumeri, proposti stavolta con un piglio più rock rispetto ai live precedenti e che i nostri sul palco reggono alla grande. Un brevissimo salto negli anni ’80, con la cover di Please, Please, Please, Let Me Get What I Want, suonata voce e chitarra dal solo Nicolò, fa spazio alla serie di “duetti”. I primi a irrompere sul palco sono i Selton: la dolcezza, quel pizzico di malinconia (non per nulla il loro ultimo album si intitola Saudade) e la freschezza di Eu Nasci No Meio De Um Monte De Gente, e la rivisitazione de La grande fuga di Alberto. La sequenza è la stessa anche per i due ospiti successivi: se Dente ci regala la sua Settimana enigmatica e una personale versione di Levati, Vasco Brondi ci ipnotizza con Punk sentimentale e reinterpreta Il colpo, forse il brano più “radiofonico” di Carnesi.
La rotazione resta il momento più emozionante e intenso nei live del siciliano, mentre la chiusura è affidata al ritmo serrato di Medusa. Poi, tutti sul palco, e Dente annuncia un brano ‘che ho scritto io qualche anno fa’. Ma le note che partono sono quelle, mitiche, di Alan Sorrenti e della sua Figli delle Stelle: voci, chitarre, batteria, tamburelli, c’è di tutto sul palco che a stento riesce a contenere i protagonisti e animatori di una serata tra amici tutta da ricordare.

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