Fine Before You Came: il tour acustico a Milano [live report]

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Pensavano di fare un nuovo album, i Fine Before You Came. Ma poi hanno temuto di ripetersi, di fare qualcosa di troppo simile a quanto già fatto. E allora si sono chiesti, cosa potremmo fare di diverso? Cantare in inglese? L’abbiamo fatto, ma non padroneggiamo poi bene la lingua. Il rap? L’hip hop? Oppure, si sono detti, perché non proviamo a sederci, sederci ed ascoltarci. E così hanno deciso, e sono partiti per il loro primo tour acustico.
Il silenzio, a un concerto dei Fine Before You Came, si avverte, si percepisce. Sono emozionati, Jacopo, voce del gruppo, dichiara di essere più teso di quando gli è toccato presentare la recita di terza media. In un’atmosfera intima, raccolta, inusuale per chi su palco li ha visti urlare, scontrarsi e farsi male, si siedono composti e portano la loro scaletta acustica, accompagnati, per l’occasione, anche dalla melodia di un violoncello. Lista, Discutibile, Dublino, Magone, Fede, Alcune Certezze, tutti i loro pezzi più forti e sofferti risuonano in una dimensione nuova, eppure non meno potente: nascono piano, le note sembrano arrivare da lontano e caricarsi di un’intensità crescente, in un impeto urlato e rabbioso. I brani sono una manciata, il live dura poco più di un’ora (con sommo dispiacere della sottoscritta e del suo gruppetto di amici che li avrebbero ascoltati per tutta la notte). Sasso e Distanze, due pezzi a cui la band tiene particolarmente, chiudono un concerto che non solo conferma quanto i Fine Before You Came sappiano suonare bene, ma ci regala un po’ più di loro, del loro quotidiano, nella normalità di due chiacchiere “da seduti”.

(foto di Daniela Odri Mazza)

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