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Cadori

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Cadori è il nome scelto da Giacomo Giunchedi, abruzzese di nascita ma bolognese d’adozione, per presentare la sua attuale identità artistica, la stessa che lo ha portato a dare alla luce questo suo primo disco in cui ha suonato tutti gli strumenti da solo, tranne batteria e violino (suonato dalla sorella).

I lavori di registrazioni sono iniziati ad Agosto 2013 e ultimati a Marzo 2014 ed hanno visto la collaborazione in fase di produzione di Francesco Cardillo prima e di Michele Postpischl (OfeliaDorme) dopo, infine di Roberto Rettura de Lo Studio Spaziale (già al lavoro con Calibro 35, Mariposa, Iosonouncane, Junkfood).
L’album è uscito a novembre 2014 con il titolo omonimo di “Cadori”, parola che al nostro “suscita il ricordo di qualcosa di lontano, legato all’infanzia, alle corse nel cortile della scuola tra la polvere e gli alberi”.

L’album omonimo è un lavoro pieno di nostalgia e malinconia, ma non rompe quell’argine sottile che porta alla tristezza.
Le nove tracce prese singolarmente hanno un loro potenziale, che in alcune però non è del tutto espresso, ma nell’insieme danno l’idea di una raccolta più che un album che abbia una sua storia dall’inizio alla fine.
In questo disco si trovano strumenti suonati con dolcezza, come la chitarra acustica e il piano, affiancati a suoni più duri, artificiali ed elettronici. Questo accostamento non stona e non dispiace.
La cosa che lega tutte le canzoni è la voce sussurrata… a volte fin troppo.

Con questo suo lavoro Cadori ci ha dato un assaggio, un “antipasto” della sua musica. Rimaniamo pazienti ad aspettare la sua portata principale.

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