Le Strisce – Hanno paura di guardarci dentro Tour

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A tre mesi dall’uscita del loro terzo disco, “Hanno paura di guardarci dentro”, che per diverso tempo è rimasta nella Top Ten della classifica degli album più venduti su Itunes, parte il tour de Le Strisce. Il successo del disco è stato decretato anche da Tg nazionali, Network nazionali e Stampa nazionale, che hanno ospitato e dedicato ampio spazio alla band. La prima data dell’ “Hanno paura di guardarci dentro” Tour sarà a Milano l’11 dicembre, per poi percorrere molte città fino alla fine di febbraio. Queste le prossime date ad oggi confermate:

– 11 Dicembre – Milano – 75 BEAT
– 12 Dicembre – Teramo – DEJAVÙ
– 13 Dicembre – Morrovalle (Macerata) – GELEO ARCI CLUB
– 21 Dicembre – Pompei (Na) – LE LUNE
– 31 Dicembre – Bacoli (Na) – GOODFELLAS
– 09 Gennaio – Bologna –  COVO CLUB
– 10 Gennaio – Roma – BLACKOUT
– 23 Gennaio – Caserta – SMAV
– 06 Febbario – Tolentino (Macerata) – LA STAZIONE LIVE
– 07 Febbario – Fucecchio (Fi) – LA LIMONAIA
– 14 Febbario – Foggia – GROOVE
– 20 Febbario – Pomigliano d’Arco (Na) – FREQUENCY

La band, esplosa nel 2008 grazie a Myspace, sotto contratto per Emi Music per i primi 2 dischi, è tornata a settembre ad essere indipendente e ha pubblicato, per l’etichetta napoletana Suonivisioni un album incentrato sul disagio delle giovani generazioni che faticano ad avere una prospettiva, vivendo una profonda incertezza.
“Siamo la generazione con il futuro più misterioso ed incerto da moltissimi anni a questa parte, e nessuno lo sta raccontando”. Davide Petrella, frontman della band nonché co-autore di diverse canzoni dell’ultimo disco di grande successo di Cesare Cremonini, tra cui Logico #1, racconta così l’album che dalla band è vissuto come un “disco di liberazione”.
“Questo è il primo disco che riusciamo a concepire artisticamente in maniera indipendente e dopo 2 dischi pubblicati con una major, credetemi, essere liberi di creare senza pensare a tutta una serie di stronzate inutili è stato magico.”
Una grande soddisfazione per la band, che considera “Hanno paura di guardarci dentro” il proprio miglior album. “Il compito principale di ogni artista è quello di raccontare i tempi che corrono. Quelli bravi riescono ad illuminarci facendoceli vedere da altri punti di vista. Con questo spirito abbiamo cercato di raccontare alcune delle tante storie di ragazzi tra i 18 e i 35 anni, in moltissimi casi storie di gente meravigliosa, gente che non ha paura di non avere una pensione, che non ha paura di aprire un ristorante se gli studi in giurisprudenza si riveleranno inutili, gente che non ha paura di rischiare tutto andando via in Inghilterra, Germania, Norvegia, America. Quest’epoca è fatta di persone incredibilmente attaccate alla vita.”
In alcuni casi queste storie diventano grandi imprese, in altri casi si trasformano in un gigantesco disagio. “In questo disco non ci sono storie d’amore per ragazzini tristi, non ci sono canzoni sugli spinelli, non ci sono storie su quanto la nostra vita sia stata dura in strada o meno, in questo disco non ci sono giudizi facili, ma solo quel grande caos che questo paese ci sta lasciando dentro e che adesso comincia a fare paura.”

Le Strisce hanno sempre cercato di distinguersi musicalmente dalla musica pop italiana, cercando ispirazione dalla musica europea e in particolare inglese. “Hanno paura di guardarci dentro” è un disco che ha subito il fascino dell’elettronica svedese degli ultimi anni, gli stessi svedesi diventati i migliori melodisti al mondo. Ma il disco si lascia andare anche all’attitudine “pedali e amplificatore a terra nel garage e suonare” degli anni 90, ispirare dai testi semplici come un pugno in faccia di Tom Waits, da Marina Abramovic e la muraglia cinese e sopra tutti da Maurizio Cattelan, fantastico, irreverente e provocatore per eccellenza a cui la band dedica un sonoro “Vai affanculo”, sicura che l’artista padovano capirà la profonda attestazione di stima nascosta dietro a questo “saluto”. La provocazione che usa Cattelan è la stessa che piace maneggiare anche a Le Strisce, e che per esempio ha ispirato il videoclip del brano “Nel Disagio” e da cui nasce la frase nel testo di Comete “se non puoi chiamarla arte allora è do it yourself? Chissà se Cattelan si fa domande?”.

LE STRISCE sono:
Davide Petrella (Voce – Testi); Francesco Zoid Caruso (Basso); Enrico Pizzuti (Chitarre); Andrea Pasqualini (Chitarre); Dario Longobardi (Batteria).

www.facebook.com/lestrisce
www.suonivisioni.com

 

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