Intervista con i The Parlotones

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The Parlotones in MilanAbbiamo avuto l’autentica occasione di seguire i The Parlotones un mese fa in tour promozionale a Milano. Qualche ora con loro sul van attraverso i vari spostamenti. L’audio completo, con tanto di sampietrini in sottofondo, è su Radiosglaps.

The Parlotones sono il gruppo rock più famoso del Sud Africa composto da Kahn Morbee (voce e chitarra), Paul Hodgson (chitarra), Glen Hodgson (basso), Neil Pauw (batteria) e si caratterizzano per i testi a tematica sociale e un sound ricco di sperimentazioni sonore. L’8 maggio uscirà in Sud Africa, in Europa e, per la prima volta, negli Stati Uniti il loro nuovo album “Journey Through the Shadows”. Hanno ricevuto la consacrazione dai Coldplay che, nel 2011, li hanno scelti per aprire i loro concerti a Johannesburg e Città del Capo. Ora sono reduci dal ruolo di supporter nel tour europeo degli Snow Patrol, dove hanno suonato brani del loro Journey Through The Shadows uscito lo scorso maggio.

Sono nel cast dell’imminente Heineken Jammin Festival, che seguiremo per voi, sabato 7 luglio, prima degli headliner The Cure e New Order.

[grazie ancora a Micro di Spin-go per (la foto e) l’occasione, trascrizione a cura di Ilaria Ragno]

 

-Questa è un’intervista per una web radio, abbiamo tutti blog, siamo molto presenti sui social network e siamo un po’ dei nerd! Anche voi vedo siete molto presenti sul web, parlatemi del vostro progetto..
Beh i cerchiamo di tenere i fans aggiornati su tutto quello che succede alla band, tour e probabilmente inseriremo un sistema di geotagging! Non so precisamente come funzioni la parte tecnica ma stiamo cercando di far interagire i fan il più possibile. Credo che la tecnologia sia qualcosa che abbiamo sempre apprezzato sin dall’inizio, tra registrazioni e video musicali, ci permette di raggiungere obiettivi con molta semplicità.


-Dal momento che siete del sud Africa credo la tecnologia vi aiuti ulteriormente..
Sì credo che nel passato ci fossero due o tre magazines o tv show a cui una band poteva far riferimento per renderla popolare e se non ci riuscivi eri sfortunato, ora internet è per tutti, ti tiene in contatto con i fan!
-Ho sentito un sacco il vostro singolo “push me to the floor” e un sacco di gente lo ha apprezzato, poi avete suonato all’apertura della coppa del mondo.. com’è stato?
É stato fantastico, eravamo entusiasti che un così grande evento sia stato organizzato nella nostra
nazione, credo sia uno dei nostri ricordi preferiti e sarà qualcosa da raccontare ai nostri nipoti se mai
ne avremo!
-Anche se siete molto famosi nella vostra nazione, qui non siete ancora molto famosi.. potete
spiegarci cosa sono i Parlotones e come è iniziata la vostra band?
Beh siamo quattro ragazzi dello stesso quartiere, stesse scuole, stessa università e ci siamo formati
parecchi anni fa, abbiamo fatto molta pratica poi abbiamo iniziato a suonare ovunque si potesse.
Dopo qualche anno abbiamo avuto un singolo in radio, i nostri dischi vendevano, abbiamo iniziato a
uscire fuori dal sud Africa ed eccoci qui. Ci piace quello che facciamo e speriamo di farlo ancora a
lungo!
-Beh è una bella storia! Ho letto che avete alle spalle 500 show in sud Africa..
Di sicuro sembrano di più, forse sono di più!
-Com’è la situazione della musica in Sud Africa?
Ci sono molti ottimi artisti e alcuni di loro si alternano tra il lavoro e la vita da musicista, non c’è
un grande circuito di musica live ma abbiamo dei bei festival! Credo il problema sia che abbiamo
troppe lingue, è difficile riunire 50milioni di persone in sud africa con un solo gruppo, molti non si
riconoscono in quella lingua o in quella cultura.. Ma è una industria musicale viva e molti album
sono venduti, forse la mancanza di internet non ha influito sulle vendite fisiche della musica.
-Parliamo del vostro album, il vostro promo è molto bello… è molto particolare, è molto vario..
Beh sì siamo cresciuti ascoltando tutta la musica, non un solo stile, questi elementi di blues e hard
rock, indie rock si mescolano con il pop.. credo siamo un prodotto delle nostre influenze, non
siamo degli snob! In studio possiamo lavorare su queste influenze ma non scegliamo come le nostre
canzoni devono suonare.

-C’è uan canzone con una storia particolare di cui ci volete parlare?
Quella che mi piace di più non è necessariamente quella più “commerciale”, è “two cases for
home”, eravamo in Germania su un bus e qualcuno ha detto “mi sembra di dormire in una bara”
perchè i letti sono molto piccoli e ho iniziato a scrivere il pezzo su questa frase e a riflettere sui
temi della vita in tour! É abbastanza country, abbiamo avuto influenze da Bright eyes, Wilco.. forse
perchè abbiamo passato così tanto tempo in America! É diverso da quello che abbiamo fatto fino ad
ora e potrebbe non piacere a tutti ma è la mia preferita!
Suonerete all’Heineken Jammin Festival quest’estate, il più grande festival italiano.. preferite i
festival o piccoli locali?
Beh nei festival possiamo vedere i gruppi con cui siamo cresciuti, negli show singoli ci si sente
molto più concentrati perchè tutta la gente è la per vedere te e perchè il pubblico è più piccolo.. ma
ci piacciono entrambe le situazioni!
-I giornalisti dicono che suonate “rock da stadio” come i coldplay, io non sono d’accordo, credo
suonereste meglio in locali piccoli..

Beh quando scriviamo una canzone lo facciamo come se dovessimo suonare in uno stadio e lo
abbiamo già fatto in precedenza! Ma abbiamo anche canzoni più intime che non andrebbero bene in stadi!

-Che ne pensate dell’Italia?
Beh il poco tempo che ci abbiamo passato ci è piaciuto molto, abbiamo passato del tempo
soprattutto a Milano e ci piace molto la cultura e il lifestyle italiano!

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