Intervista con i We are Augustines

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Interview with We are AugustinesAbbiamo avuto la fortuna di intervistare i We Are Augustines mentre erano a Milano, poco prima del loro live di supporto ai The Maccabees ai Magazzini Generali di Milano lo scorso Febbraio.

“Rise Ye Sunken Ships” è l’album d’esordio dei We Are Augustines, che stanno portando in tour riscuotendo un certo successo soprattutto nel Regno Unito: uscito ora a Marzo in Europa, è già sul mercato americano dall’estate scorsa.

Un ringraziamento speciale ad Ilaria Ragno che si è sobbarcata sbobinamento e traduzione dell’intervista.

Di seguito le versioni italiana e inglese. Il nastro dell’intervista lo trovate qui su Radiosglaps.

Prima di tutto, è bello vedervi in Italia, ho scoperto il vostro album un po’ di tempo fa e ho pensato.. wow, a quando un tour? è abbastanza difficile avere qui in Italia band indipendenti dall’America..

È vero, già! è difficile anche solo venire qui senza una band! Anche a causa dell’economia..

Voi siete di Brooklyn, non sono tante le band di quella zona, forse sono di più quelle del New Jersey, Ohio.. com’è la scena musicale a Brooklyn?

La città è molto grande quindi non abbiamo modo di vedere tante band proprio perchè è divisa in così tante zone.. viviamo in una parte molto tranquilla, la gente a cui pensi forse vive nella parte più confusionaria di Brooklyn. Noi viviamo con un sacco di anziani e bambini, non è per nulla sexy!
Viviamo in un quartiere italo-americano, hai presente Snooki?

Sfortunatamente sì!

Ecco, viviamo insieme ai suoi simili!

Beh noi siamo diversi da loro!

Beh sì è molto evidente! Ho degli amici italiani, quel tipo di italiano di “saturday night fever”, sono venuti in Italia e non gli è piaciuta! É molto curioso, l’Italia è sicuramente qualcosa di diverso.. Sai, sono un grande fan del vostro calcio, i vostri calciatori sono molto “espressivi”, sono dei bravi attori!

Qualcos’altro della nostra cultura che vi piace?

Beh, moda, storia scrittori, artisti, auto da corsa..

So che sarete da David Letterman tra un po’ di tempo! In Italia lo vedremo con i sottotitoli, è sicuramente un grande traguardo..

é sicuramente un grande traguardo per noi, come musicisti, ma credo anche che sia solo per i media. Sto cominciando a pensare che i media siano molto dannosi, io non ho nemmeno una tv! Siamo onorati ma mi piace pensare al mondo senza una televisione. É bello ma non è tutto..

Forse è più importante per la vostra etichetta..

esatto, per noi è meglio viaggiare e incontrare gente diversa..

Cosa mi potete dire del vostro album? Credo che in pochi in Italia abbiano sentito il vostro album prima di stasera.. qual è stata la vostra ispirazione per la musica?

John Lennon una volta ha detto “non ascolto rock n roll, ascolto jazz”, credo che suonare rock n roll ti porti poi a voler ascoltare cose diverse da quello che fai. Eric ha vissuto in Africa e quando l’ho incontrato dieci anni fa ho scoperto la musica africana grazie a lui, e anche la musica sudamericana. Quando sono stato in Italia c’era una band in tour.. i Manonegra..

Sì me li ricordo, con Manu chao!

Esatto, mi piace il suono di lingue che non conosco perchè non devo pensare.. come il portoghese! Quando abbiamo prodotto il nostro cd è stato come una lezione universitaria, continuavamo a chiederci “a cosa somiglia questa chitarra? Cos’è questo effetto?” sentiamo i classici che ci fanno sentire bene come i Journey o Phil Collins..

I live invece? Sembrate essere nella vostra dimensione quando fate concerti..

Ovviamente, c’è un artista che ci piace molto che si chiama Charles Bradley, è un uomo di colore molto anziano che faceva il cuoco, ha pubblicato il suo primo album ed è fantastico. Molto simile a James Brown e Otis Redding..

Cosa viene dopo? Avete pubblicato un album l’anno scorso e ora siete in tour..

Sì il nostro album è stato pubblicato l’anno scorso in America e uscirà il 5 marzo in Europa, per ora abbiamo in programma un tour, probabilmente in festival!

Forse ci rivedremo di nuovo!

Sarebbe molto bello! É molto bello poter scrivere un secondo album, è un dono, ma è diverso dal registrare. I live sono molto emotivi ma è curioso che quando si registra si senta molto la mancanza dei live e viceversa! Perchè si cerca sempre di spingersi oltre, è una bella sensazione, può spaventare ma è inevitabile.

We are augustines live at Magazzini Generali, Milano

First of all, it’s nice to see you in Italy! I discovered your record six months ago and I thought “well, when are they coming to Italy?” because it’s quite hard to have indie bands from the US here in Italy.

Yeah it’s difficult.. it’s difficult just to visit without a band, it’s very difficult the economy nowadays!

You are from Brooklyn, there aren’t many bands from that area so how’s the music scene there?

It’s very big.. the size.. the city is very big so we don’t really see that many bands because there’s a lot of parts of Brooklyn. We live in a very quiet part and the people from Brooklyn that maybe you’re thinking of, they’re from another part of Brooklyn. We live with a lot of old people and babies.. grandfathers, something like that. It’s not sexy!
We live in an italian-american neighborood.. do you know Snooki?!

Yeah, unfortunately!

We live in the land of Snooki people!

Well.. we’re different!

That is very apparent! We have some italian friends.. one named Mario, from Brooklyn.. do you know Saturday Night Fever? They’re like this kind of italian-americans.. they came to Italy and they didn’t like it! It’s very funny, they can be Italians in New York.. but then it’s quite different!

Yeah, it’s really different..

You know, I’m really impressed with your football.. it’s very different, it’s very beautiful.. very expressive! Your players.. they’re good actors!

Yes they are, anything else you like from our culture?

Yeah, fashion..history, writers, art, race car driving..

I know that in a few days we’re going to see you on Letterman.. it’s a great thing, isn’t it?

Can I tell you something?

Yeah sure..

I think it’s very important but I think it’s sort of.. it’s an accomplishment, it’s very nice as a musician but I also think, you know, it’s media. Lately I’ve been thinking media is very unhealthy sometimes, like tabloids.. I don’t have a television, Eric doesn’t have a television so.. we’re honoured but I like to think about the world without a television so, it’s nice but it’s not everything.

Maybe it’s nicer for your label..

Yeah it’s true.. for us it’s nicer to travel around the world and meet people .. we like people.

What about your album? I don’t think many italians have listened to any of your songs before.. what about the inspiration for your album?

It’s funny.. John Lennon said “I don’t listen to rock and roll, I listen to jazz!” and it’s funny because i think that when you live everyday playing rock n roll you want to listen to different things. Eric lived in Africa and when I met him, ten years ago, I discovered african music with him ad we really love African music, South American music, we love a lot of different music from the world! When I was in Italy there was this band called.. Manonegra, do you remember them? I really loved them.
I like different languages I don’t understand because I don’t have to think, right? We produced all of our records so when we listen to them it’s a bit like a university class: “what’ is this guitar sound? What is this effect?” We listen to classics that make us laugh like Phil Collins, Journey, you know, that are not serious!
Two nights ago we were in Scotland listening to a band that we really care about, we really like what they do, but it’s difficult to listen to them because it’s so similar.. I don’t know, we like to listen to music that we don’t need to think very much.

Okay.. what about concerts? I think that is your dimension..

Yeah, there’s an artist that we are happy to support, his name is Charles Bradley , he’s an old black man that was a cook. He’s 62 years old, this year he put out his first record ever, he’s like a grandfather, and it’s beautiful. Soul like Otis Redding, James Brown.. like that.

What’s next? You released an album last year, now you’re touring..

But we released the album in the US last year, and it’s coming out in Europe and in the Uk March 5th, so we’ll be touring for the whole year and maybe a little bit more..

Maybe in festivals?

Yeah, that’s the plan! We’re so excited to write our next record, it’s such a gift, the intensity of the feeling of doing this is great but it’s different than recording. Live is very physical, emotional.. it’s funny because when you’re recording you miss very much performing and when you’re performing you miss recording?

Why?

Maybe because if you’re a writer or a dancer or a painter.. honestly you’re always trying to go forward and it makes you feel good! It’s scary and exciting but you go forward. They say the journey is the destination.

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