Intervista con i Pete and the Pirates

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Interview with Pete and the PiratesAbbiamo incontrato a Parma, il 28 ottobre dell’anno scorso, poco prima del loro concerto a Le Male i Pete and the Pirates.

O meglio due di loro: il cantante Thomas Sanders e il bassista Peter Cattermoul.

Al solito, la registrazione completa della chiacchierata la potete trovare su Radiosglaps (for non-italian speakers here’s the tape of the interview)

I Pete and the Pirates sono una band indie rock britannica, i cui membri provengono da Reading. Il loro secondo album, One Thousand Pictures, è stato prodotto da Brendan Lynch e pubblicato nel Regno Unito il 23 maggio 2011.

[Traduzione e rendering dell’intervista a cura di Ilaria Ragno. Foto di Graziella Mattei.]

 

Prima di tutto grazie per l’intervista, non molti gruppi suonano nella mia città, Parma, cosa conoscete di Parma?
– Il prosciutto..
Forse qualcosa sulla squadra di calcio?
-No non sappiamo nulla di calcio!


Ok, voi siete di reading, un mio collega mi ha detto della vostra perfomance al Reading&Leeds l’anno scorso, perchè eravate in contemporanea a my chemical romance e beady eye, lui era tra il vostro pubblico e mi ha detto che è stato fantastico, com’è stata quest’esperienza?
– Beh non eravamo su un grande palco ovviamente, ma è stato molto bello, il pubblico si è divertito molto, sono venuti a vedere noi e ci ha fatto sentire molto bene!Qualche volta è difficile ricordarsi cosa succede durante i concerti perchè se ne accavallano troppi, durante il periodo di leeds abbiamo fatto circa 30/40 concerti..

Introduciamo la band per tutti quelli che non vi conoscono.. classica domanda: come vi siete conosicuti?
– Andavamo alla stessa scuola, due di noi sono fratelli, abbiamo iniziato a scrivere canzoni e siamo diventati amici grazie alla musica, dopo un po’di mesi abbiamo deciso di iniziare a suonare come una band..
Perchè questo nome?
– Beh, semplicemente suonava bene e lo abbiamo scelto! Non siamo riusciti a pensare a nulla di meglio
Nessuna connessione con Jack Sparrow e affini?
– No il nome è venuto prima di Jack Sparrow!
Siete degli ottimi bloggers, molto divertenti..
– Beh grazie, spesso ci chiediamo se la gente controlli il nostro sito, abbiamo paura che la gente se lo dimentichi con twitter e facebook.. cerchiamo di mandarlo avanti con qualcosa di nuovo!
Come usate il web?
– é molto bello essere in contatto con i nostri fan, è divertente.. Lo facciamo perchè sappiamo che è quello che dobbiamo fare, la gente assume persone per prendersi cura dei social media, sarebbe stupido non utilizzarlo! Io credo sia importante parlare ai propri fans, quindici anni fa sarebbe stato molto più difficile. la gente avrebbe usato una mailing list… è difficile capire se abbia un impatto sulla carriera oppure sia solo un contatto per i fan. Ad ogni modo, non può far male, è divertente la maggior parte del tempo ed è bello anche solo guardare all’elenco dei concerti. Molte band sono interessate a sapere chi sono i propri fans e vogliono avere un dialogo, generalmente noi andiamo sempre d’accordo con i nostri fans..
Interview with Pete and the PiratesIl vostro video United è stato creato con filmati di gatti dei vostri fans, è un ottima prova a favore del web data la grande presenza di gatti!
– é stato il nostro commento, spero ti sia piaciuto! Potremmo cambiarlo in “united on the internet”
Cosa è cambiato dal primo al secondo album? Alcuni critici hanno cambiato idea su di voi.. credo i critici abbiano una maggiore importanza in uk..
– Hai ragione ma non lasciamo che ci influenzi, vogliamo solo che il sound si evolva naturalmente, non ha senso cercare di accontentare una persona, pensiamo più ai fan perchè ci piace suonare per i fan!
Alcune band cambiano letteralmente genere da un album all’altro, è difficile stare al passo con loro, cambiano immagine e alla fine perdono la loro identità.
Siete stati molto in tour supportando parecchie band come i Kaiser Chiefs, quanto ha influenzato il vostro album?
– Suonare con una band maggiore è una chance per raggiungere altri fans, o per riflettere sulle loro azioni, spesso li guardo e penso “non avrei fatto quello al posto loro” oppure “fantastico!”. Abbiamo solo avuto meno tempo per scrivere.
Cosa succederà dopo? siete giovani, al secondo album..
– Beh sì ci sarà un terzo album speriamo presto, abbiamo lavorato su delle canzoni e siamo abbastanza produttivi. Abbiamo bisogno di tempo soli, non essere in tour e concentrarci, é un ciclo “album-tour-scrivi-registra”, abbastanza stressante, non deve mai esserci un periodo di vuoto, c’è troppa competizione per permettersi di non fare nulla. Non è una vita facile, è una bella vita però, spesso la gente lo scorda.

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