Intervista agli Yeasayer: Anand Wilder

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Interview: me and Anand Wilder of Yeasayer.Durante il Frequency Festival 2010 abbiamo avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere con Anand Wilder degli Yeasayer.

Un’intervista abbastanza ricca in rumori di sottofondo, purtroppo, provenienti dal palco maggiore del festival. Il quartetto di polistrumentisti di Brooklin presenta una musica non è un mero puzzle di generi e stili fatto tanto per impressionare, bensì un eccezionale amalgama di suoni e sensazioni che sfiorano diversi generi, mantenendo sempre un’identità a sé stante e sfuggente.

Il loro secondo album, Odd Blood, ha avuto bisogno di molte fasi per arrivare a compimento ma, come era lecito aspettarsi dagli Yeasayer, 
il risultato è spettacolare, pieno fino all’orlo della loro interpretazione dei piaceri del pop e della sperimentazione.

Come per l’album d’esordio, anche in questo caso la band è riuscita ad aprirsi il proprio sentiero nel ghiacciaio spesso immobile del pop rock moderno con originalità e audacia.

Fran: Come vi trovate ai Festival?

Anand: In generale? Beh, dipende, ci sono festival che sono piccoli e più incentrati sugli artisti ma io preferisco quelli con più artisti da vedere e con cui venire in contatto…

F: Magari quelli più affini a voi.

A: Sì, ci sono molti festival che abbiamo fatto al nord che avevano piccoli backstage, ed eravamo tutti lì: i Pavement, gli LCD Soundsytem…

F: E quale è stato il posto più strano dove avete suonato?

A: Non saprei… (pausa lunga di silenzio) posti così strani da restarmi impressi non sono mai capitati, davvero. Diciamo che un paio di giorni fa però abbiamo suonato in Svizzera, ed era bellissimo, sai vicino al lago di Ginevra, un posto splendido, con poche altre band in programma, tutto davvero tranquillo e rilassato. La cosa strana è stata che il festival era quasi interamente costruito su di noi, ma ecco, come non accettare: lì hanno davvero un mucchio di soldi!

F: Ho visto che come band avete prodotto anche l’ultimo lavoro di Bat for Lashes, che è uno di quelli che mi ha impressionato di più nell’ultimo periodo…

A: Sì, specificatamente Chris se ne è occupato, di un paio di sue canzoni che sono finite nell’album, suonando anche la parte di batteria. E credo proprio che siano le due migliori, senza dubbio.

F: Tornando a voi: ho trovato un cambiamento radicale nei testi del vostro album Odd Blood rispetto al precedente. Come è successo?

A: E’ stata una sfidaper noi provare a fare le cose in modo totalmente differente in questo album rispetto al precedente, volevamo prendere un’altra direzione, abbiamo cambiato anche il modo di suonare, ed è una dovuta anche alla nostra peregrinazione in tour intorno al mondo. Questo album è stato più personale, grandioso, abbastanza difficile… il secondo album, sai come succede, abbiamo pensato cerchiamo di essere più personali, cerchiamo di far canzoni d’amore, di metterci anche la parola amore, ma mantenendoci leggeri ed easy come ci fa essere il nostro background. Quindi è stata principalmente una sfida, quella di avere una svolta nel nostro album.

F: Ho visto che c’è anche una canzone come Ambling Alps, che si riferisce al pugile Primo Carnera… come vi ci siete ricollegati?

A: Anche questa è colpa di Chris. Mi pare che abbia letto un libro su John Lewis, e ha letto che aveva combattuto proprio contro Carnera e ne è rimasto affascinato da scriverne una canzone…

F: Perché possiamo considerarlo in qualche modo strano: la vostra musica ha del movimento intrinseco in se stesso… però ecco, non viene il collegamento con lo sport, anche perché non sempre un argomento cantabile o cantato…

A: No, io penso di sì, guarda. Credo che un po’ tutti gli argomenti possano connettersi tra di loro quando fai una musica come la nostra, poi. E’ bello mescolare un po’ tutto assieme, come la tecnologia, le cose nuove… quindi mischiare un po’ tutto, sì. Mi piace tutto ciò che porta ad essere attivi, a muovere il corpo…

F: Anche se muoversi, ballare, è come uno sport, no?

A: assolutamente sì!

F: Dove prendete l’ispirazione per il vostro lavoro?

A: Da cose differenti, dipende dal momento in cui componiamo. Dalla musica che si ascolta, oppure io personalmente trovo molta ispirazione dai film. Credo che una delle più belle e pure esperienze che uno può avere è ascoltare la musica in sottofondo alle immagini dei film… perché quando tu ascolti una canzone, della musica… e stai guardando un film ti amplifica le emozioni di quello che stai vedendo. E quindi quando vedi un film è tutto un insieme di emozioni che si affollano nella tua mente, e se ci metti anche la musica è come una chiave di volta che collega il tutto. E’ pura emozione musicale, ed è quello che cerchiamo di ricreare: emozione cinematografica nella nostra musica.

F: Perché ho visto il vostro video… c’è un’attrice che so che è famosa anche se colpevolmente non ricordo il suo nome! Quindi avete voluto diciamo coniugare la passione personale per il cinema con la vostra musica?

A: Mi piace che i video siano solitamente più astratti, affinché ognuno possa intravedere quello che reputa esprima la nostra musica.Come quello di Ambling Alps che è girato nel deserto con poche cose irreali, dove abbiamo provato a fare anche qualcosa di innovativo, interattivo e così… molto più tipico per noi. Solo che c’era questo concept con la storia per Madder Red di questa donna, che è interpretata dall’attrice famosa, che si preoccupa di una bestia, ed è come se fosse un video sui diritti degli animali infine. Anche se tutto molto strano e surreale, sempre. E ci sembrava una cosa carina da fare. Anche perché poteva arrivare bene alle persone.

F: Grazie mille Anand…

A: Figurati! Spero di tornare in Italia presto…

[original audio]

 

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