Ieri sera al Bonsai, nell’ambito di Oltre Festival, Giorgio Poi ha portato sul palco il suo universo fatto di immagini sfocate, melodie che sembrano arrivare da lontano e canzoni che non hanno fretta di rivelarsi. Fin dalle prime note si è creato un clima di attenzione spontanea, con il pubblico che ha seguito il concerto lasciandosi trasportare da un repertorio capace di attraversare momenti diversi della sua produzione senza perdere coerenza. Tra chitarre avvolgenti e arrangiamenti essenziali, i brani hanno preso forma uno dopo l’altro con naturalezza. A tratti sembrava che il tempo rallentasse, sospeso tra le luci del palco e il buio del parco, mentre le canzoni disegnavano paesaggi mutevoli fatti di ricordi, sogni e dettagli quotidiani trasformati in qualcosa di inatteso. Nel contesto raccolto del Bonsai, la musica di Giorgio Poi ha trovato il suo habitat ideale: un luogo dove la leggerezza convive con la profondità e dove ogni canzone apre una piccola finestra su mondi possibili.
Un concerto delicato e ipnotico, capace di lasciare una scia sottile anche dopo l’ultima nota.
Oltre Festival, Giorgio Poi firma uno dei live più suggestivi del weekend: le foto
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