Gli Oplà raccontano la provincia che corre “in Caduta Libera”

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Nati nel cuore della Brianza e cresciuti macinando chilometri tra locali, feste e piccoli palchi lombardi, gli Oplà stanno costruendo il loro percorso partendo proprio dall’energia del live. Dopo l’esordio con Senza Fiato, la band torna con Caduta Libera, un singolo che racconta lo smarrimento lasciato dalla fine di una relazione trasformandolo in immagini notturne, strade percorse senza meta e musica usata come rifugio emotivo. Il brano, pubblicato per La Foresta Urbana e distribuito da Believe Music Italy, conferma la volontà del gruppo di unire un’anima pop rock immediata a una scrittura profondamente legata alla provincia, ai suoi ritmi e alle sue inquietudini generazionali.

In questa intervista gli Oplà raccontano la nascita di Caduta Libera, il rapporto con la Brianza, il peso dei concerti nella loro crescita artistica e il modo in cui cover e inediti hanno contribuito a definire la loro identità sonora.

In “Caduta Libera” il tema della perdita di controllo è centrale: è nato da un episodio preciso o da una somma di situazioni quotidiane vissute insieme come band?

È un tema nato dalle emozioni reali scatenate dalla fine di una relazione, quindi sicuramente da una somma di situazioni vissute dall’autore del testo. Il tema è stato poi interiorizzato dal gruppo per cercare di tirarne fuori il meglio anche da un punto di vista musicale e interpretativo.

Nelle vostre bio emerge molto il legame con la Brianza e la dimensione dei live nei locali: quanto quel contesto continua a influenzare davvero il vostro modo di scrivere oggi?

È un contesto che fa parte di noi e che ha segnato il nostro percorso per tre anni e continua farlo, quindi ha inevitabilmente una grossa influenza sul nostro modo di scrivere, comporre e arrangiare. Tante idee e ispirazioni, sia in ambito autorale che musicale, sono nate proprio suonando insieme dal vivo e continuano a condizionare sia i nostri pezzi che i nostri concerti.

Siete una band che si è formata e cresciuta soprattutto suonando dal vivo: “Caduta Libera” è un brano pensato già in ottica palco o è cambiato proprio grazie ai live?

Rispetto ad altri brani inediti che già suonavamo dal vivo prima di registrarli, questo lo abbiamo costruito da zero e poi registrato direttamente in studio senza mai suonarlo live, quindi ha avuto un percorso un po’ diverso ma l’influenza del palco è sempre una costante per noi visto che è il contesto in cui siamo nati e che rappresenta un po’ l’obiettivo finale di tutti i nostri progetti.

Nel vostro percorso c’è sempre questa doppia anima tra cover e inediti: quanto questa esperienza di reinterpretare altri brani ha inciso sul vostro modo di scrivere pezzi vostri?

Sul piano musicale è stata fondamentale perché come gruppo siamo nati così, prendendo canzoni già esistenti e cercando di farle nostre con arrangiamenti, ritmiche, stacchi e idee creati da noi. Questo è servito per plasmare un sound tutto nostro che inevitabilmente ritorna anche nei nostri pezzi e soprattutto per dar vita ad un approccio che ci permette di avere un metodo di lavoro preciso ed efficace.

In “Caduta Libera” c’è un senso di movimento continuo, quasi di fuga: è una sensazione che associate anche alla vostra generazione o è più legata a una dimensione personale?

Potrebbe essere associata anche alla nostra generazione, ma in realtà, come anticipato nelle risposte precedenti, è una tematica nata da una situazione molto personale. Quello che si può dire è che comunque è una sensazione piuttosto condivisa da tutti i componenti del gruppo e infatti è stata facile da interiorizzare per ognuno di noi, quindi probabilmente è qualcosa che rientra anche nei canoni della nostra generazione.

Guardando alla Brianza di oggi, tra province, spostamenti e scene musicali locali, la sentite ancora come un centro creativo o più come un punto di partenza da cui allargarsi?

La vediamo come punto di partenza, infatti stiamo cercando da un po’ di tempo di allargarci anche ad altre province lombarde come Milano, Bergamo e Como. Amiamo la Brianza e infatti è anche un elemento centrale e di ispirazione nella scrittura dei nostri pezzi, ma purtroppo, soprattutto nella nostra zona, non offre grandissime possibilità di crescita e visibilità ed è per questo che stiamo cercando più opportunità all’esterno.

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