É uscito venerdì 10 maggio 2024 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il primo album del progetto Clio M dal titolo “Tabula“, il definitivo capitolo per la songwriter di stanza a Milano, già anticipato dai precedenti singoli “Fight“, “A good day” e il più recente “Earth“, militando anche nella playlist Fresh Finds di Spotify.
Clio M, il progetto musicale di Clio Colombo che nasce dalle ceneri del duo Clio & Maurice, si rivela finalmente in un disco dalle venature elettroniche, intenso personale, che vanta una voce morbida e disillusa, quella di Clio, riconoscibile tra le molte della scena indipendente.
E noi l’abbiamo intervistata, facendoci raccontare che fine avesse fato il suo compagno (nel duo Clio&Maurice) e come fosse nato questo nuovo album.

Come hai deciso di avviare il tuo progetto solista dopo l’esperienza nel duo Clio & Maurice?
La dimensione del duo cominciava a starci stretta, sia a livello di immaginario ma anche di possibile organico musicale (che con questo disco ho cominciato ad ampliare piano piano). C’era bisogno di un cambiamento e questa è stata la direzione giusta, anche perché i temi trattati sono sempre più personali e mi rappresentano come persona e come artista.
Il focus del tuo disco “Tabula” è sia politico che esistenziale. Come sei riuscita a fondere questi due aspetti?
Avevo l’esigenza di parlare di temi che mi stanno a cuore (il cambiamento climatico, la violenza sulle donne, gli scontri intergenerazionali) senza rinunciare a brani più intimi e a momenti più astratti. Credo comunque che le due dimensioni siano correlate: vita e politica sono due facce della stessa medaglia ed entrambi i temi coesistono all’interno dei brani.
Ci racconti qualcosa sul concept visivo di copertina? Come è stata concepita l’idea e cosa vuole rappresentare?
Mi piaceva moltissimo l’idea del collage e lo scorso anno ho conosciuto Cheryl, una ragazza inglese che vive a Berlino e che è diventata un’amica, che con il suo progetto Scissor Revolt Collage crea dei collage bellissimi e le ho chiesto di aiutarmi nella realizzazione dell’artwork di copertina. Siamo partite da una foto scattata da Veronica Viacava, bravissima fotografa con cui lavoro dall’inizio, ho dato diverse reference visive a Cheryl ma le ho lasciato tanta libertà. Il risultato mi è piaciuto molto e la spigolosità degli elementi che mi circondano, il senso anche di desolazione dato dallo sfondo rispecchiano molto ciò di cui parla l’album.
C’è una persona, in particolare, a cui vorresti dedicare questo disco?
Ce ne sono diverse, chi in maniera più affettuosa e chi no ahah quindi faccio fatica a sceglierne una in particolare: amici, persone appartenenti a un’altra generazione con cui invece c’è stata incomprensione, il mio compagno… ci sono tanti interlocutori, insomma.
C’è, invece, una traccia a cui ti senti più legata? Perché?
Direi “Arpeggi”, che è la traccia che chiude il disco ed è il brano che secondo me è più “dolce”: parla del ritrovare la speranza nella quotidianità, una speranza che ci dà la forza di andare avanti e non rinunciare a ciò che già abbiamo. Mi sono anche divertita a unire diverse influenze nel brano, jazz e pop, unendo un breve riff del solo di sassofono di Cannonball Adderley in “Flamenco Sketches” (Kind Of Blue) e parti della melodia di “Everytime” di Britney Spears.