Photogallery e Report: Maria Antonietta – Galleria San Ludovico, Parma, 11 maggio 2019

0

In una uggiosa e piovosa serata di maggio (no, non sono più pazzissima del solito, ma era esattamente così, quindi diciamo no al cambiamento climatico e ai bruttoni), mi dirigo verso la Galleria San Ludovico, in pieno centro storico parmigiano, per un reading – concerto della cantautrice e scrittrice marchigiana, Maria Antonietta.
La ex chiesa sconsacrata, ora galleria d’arte, ospita in parallelo anche la mostra dell’illustrissimo illustratore Joan Cornellà, baldo giovine ispanico e irriverente, che ci delizia da anni con le sue opere splatter e politically incorrect.
Tra l’altro, i ragazzi super boni e professionali dell’organizzazione L’ABC e Abecedario d’Artista, lo scorso anno mi diedero la possibilità di esporre una fotografia scattata da me, con il mio progetto ‘The Creative Bunny’, per una mostra collettiva molto hipster e intellettualoide nella suddetta galleria.
Momento autocelebrativo e autoreferenziale terminato… forse, può essere, ma anche no.
Ad ogni modo, l’argomento principale resta Maria Antonietta, non la mia antenata francese, ma come già anticipato, la cantante multitasking che si appresta a presentare il suo libro ‘Sette ragazze imperdonabili’, dedicato alle sue ‘sorelle maggiori’ Cristina Campo, Etty Hillesum, Antonia Pozzi, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva e Giovanna d’Arco.
Donne che hanno scelto di non conformarsi, di non adeguarsi o assuefarsi alle richieste della società, culla mediocre e fintamente rassicurante.
Donne impazienti, determinate, senza timore di restare sole, che non hanno paura di incasinarsi e incasinare il prossimo, di essere burrascose e al tempo stesso efficienti come Scarlett O’Hara.
Donne che, semplicemente, amano sentirsi vive, e mostrare senza ritegno i loro ingranaggi imperfetti, per gli altri considerati difettati, per loro segno di straordinarietà.
Al mio arrivo il concerto era già cominciato, abbiate pazienza, sono e resto la vostra svampy del cuore.
Vengo accolta dai brani ‘Pesci’ e ‘Animali’, per niente stupita dai titoli bucolici.
Letizia difatti, questo il vero nome dell’artista, ha una vera e propria passione per tutto ciò che riguarda la natura, la religione e Dio; un amore onnipresente per il mondo animale e vegetale, quasi assente per le persone teste di cippa, che la porta continuamente a scrivere e fare battute sarcastiche su vari casi umani in cui è incappata.
Ci tiene però a precisare che, a scanso di equivoci, spesso e volentieri usa questo metodo per sdrammatizzare alcune situazioni tragiche, sebbene possa renderla antipatica ai meno perspicaci.
Si susseguono due canzoni prodotte da Brunori Sas che di solito non suona dal vivo: ‘Estate ‘93’ scritta nello splendido e malinconico parco parigino di Buttes – Chaumont, a pochi passi dall’appartamentino che avevo affittato quando abitavo a Paris, e ‘Motel’ ricordo di un periodo poco felice, in cui preferiva dormire a casa di altri e non nella sua.
Fa abbassare luci e lì… addio foto!
Questo è il motivo per cui, furbamente, i fotografi di concerti scattano a raffica durante le prime tre canzoni, eh.
Maria Antonietta è un mix tra il punk anni ’90 dei Prozac + e la musica d’autore di Carmen Consoli, con l’aspetto di una bambolina di ceramica dai capelli rossi e tanti tatuaggi.
Parte ‘Saliva’, che cattura per la frase di una veridicità unica “Io mi sento uno schifo e non è la prima volta, no non è la prima volta, e poi tu non sei migliore di me”, da dedicare con tanto amore a qualunque nostro ex.
Non fa per voi se siete presi male, o non sapete cogliere con leggerezza il suo lato sarcastico e beffardo.
Sorride con sguardo malandrino e sadico, mentre presenta ‘Quanto eri bello’, spiegando che i destinatari delle canzoni ignorano di essere tali, ed è proprio questo il privilegio del cantautorato: vendicarsi in prosa all’ennesima potenza.
Il prossimo brano, ‘Ossa’ è un’altra realtà inconfutabile: le donne belle e intelligenti, sono quelle più ripudiate sentimentalmente.
Ma devono aver ben saldo nella testolina, che grazie alle loro innumerevoli doti, sono in gamba e astute, e possono progettare e realizzare tutte le imprese mirabolanti che gli vengono in mente.
Oltre a rispettare sé stesse e farsi valere, specialmente quando hanno a che fare con mentecatti che gli fanno pesare i loro pregi.
Letizia introduce l’unica cover della serata ‘Tout le garçons et les filles’ di Françoise Hardy, specificando che no, purtroppo non è stata scritta da lei, sennò a quest’ora sarebbe miliardaria, e invece è povera come la maggior parte del popolo italico.
Il concerto è molto intimo e piuttosto peculiare, allestito in un’ambientazione tra il sacro e il profano che la rispecchia incredibilmente e casualmente, con un ritmo che lei mantiene costante tra una canzone e l’altra.
Conclude questa originalissima serata ‘Cara’, canzone tratta dall’ultimo album, che è una pura e dolce dedica alle persone belle e importanti della nostra vita.
Perché sì, le persone meschine esistono, ma è fondamentale ricordare che per ogni brutta esperienza, dobbiamo creare nuovi ricordi meravigliosi, con chi ci ama davvero per come siamo.
Persone semplicemente belle, intelligenti, e degne d’amore.

Share.

About Author

Comments are closed.