Interviste: Kovacs, Eurosonic Noorderslag 2019

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Sharon Kovacs abita a Eindhoven, quindi ho il privilegio di conoscerla da anni, sin dai suoi primi concerti. In occasione di Eurosonic Noorderslag ho avuto modo di poterla brevemente intervistare a Oosterpoort in occasione della sua esibizione. Kovacs spera di poter suonare presto in Italia. Qualche anno fa infatti il suo brano “My Love” ebbe successo nel nostro Paese, dopo che lo spot di una casa automobilistica l’aveva reso celebre.

Ciao Kovacs, grazie per aver trovato del tempo per l’intervista per Lost in Groove.
Certo, ci mancherebbe.

Non ho domande specifiche sul nuovo album, perché avrai già risposto a molto quesiti sull’argomento, ma ho domande di contorno. Oggi siamo qui, a Noordenslag, ma nei giorni passati abbiamo fatto cose di respiro più internazionale a Eurosonic. Credi che la musica ci aiuti a connetterci, a farci più europei?
Beh, sì, la musica connette, unisce, con la musica mandi un messaggio… ci si capisce l’un l’altro, si è allo stesso livello. Per me è sempre interessante vedere, soprattutto lo era quando ho iniziato, che non si è soli, che altre persone hanno avuto le tue stesse esperienze.

So che è uscito un nuovo album, so anche che sei presa con il nuovo tour, ma cosa fai questi giorni?
Beh, scrivo nuove canzoni, suono, vedo gli amici, la famiglia, al momento diciamo che ho del tempo libero… per i prossimi tre mesi, dunque, cercherò di scrivere il più possibile.

Non vai in vacanza? Magari in un bel posto al caldo.
No, non proprio, ho sempre da fare, posso andare in vacanza per quattro giorni ma poi, no…

Probabilmente conosco già la risposta, ma te lo chiedo comunque: chi sono i tuoi eroi musicali?
Ellen Nora, Janis Jopling, Nina Simone, Billy Holiday. Mi piacciono i cantanti, mi piace Benjamin Clementine.

Quali sono i ricordi migliori della tua carriera? So che sei stata in tanti posti.
Ho tanti ottimi ricordi, ma credo sia stato Glastonbury e quando ho fatto da support band a Robbie Williams. È stato incredibile, 80mila persone in Grecia e in Olanda, ma è stato bello anche andare in Messico e a Cuba.

Per l’ultima domanda, cosa ti aspetti dal 2019? Per la tua carriera o a livello personale.
Sarò in tour come una matta in Est Europa, Ucraina, Russia, poi suonerò a molti festival perché la scorsa estate non ne ho fatti molti dato che l’album è uscito ad agosto. Spero di fare tante cose, scrivere nuove canzoni, nuova musica. Smettere di fumare…

Smettere di fumare?
Sì, dai, sto già fumando di meno, lo faccio per la voce.

Ho un’ultimissima domanda, ma puoi non rispondermi se è troppo personale. Come mai non porti più il cappello?
(Sorride) Credo sia ora di crescere. Nel periodo del primo album mi nascondevo, questo secondo album è molto onesto, non mi devo più nascondere.

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