Photogallery e report: Siberia – OttoBit ArtLab, Montelupo Fiorentino (FI), 17 novembre 2018

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Nello scenario della musica cosiddetta itpop spiccano, un po’ per contrasto, i Siberia, gruppo di Livorno con diverse influenze internazionali. Quella di Sabato 17 a Montelupo, nel locale OttoBit ArtLab, è stata la penultima data del loro tour di questo secondo lavoro, Si vuole scappare, partito a marzo nel The Cage di Livorno e proseguito fra varie tappe in tutta Italia, con anche una partecipazione al sempre più conosciuto e apprezzato Sziget Festival di Budapest.
Tornando alla serata toscana, noi arriviamo con un po’ di anticipo per assaporare meglio l’atmosfera pre-concerto, e vediamo progressivamente il locale riempirsi. Le luci si abbassano verso le 23:15 e lo show, come di consueto, ovvero come le altre date del tour, inizia con il brano Yamamoto. Gli 80 minuti di concerto scorrono velocissimi senza alcuna interruzione, fra brani nuovi e vecchi, alternando momenti di pura energia e attimi di introspezione e riflessione. Quello che si nota, rispetto ai precedenti concerti del quartetto toscano, è una sempre maggiore consapevolezza e sicurezza nella propria musica, non senza una certa nota di sana nostalgia, data dall’imminente conclusione di un lungo tour.
I brani dell’ultimo album sono ormai più che consolidati dal vivo, ma la vera sorpresa avviene con il bis, durante il quale vengono proposti brani mai suonati durante questo tour: parlo di Sospeso, Un milione di giorni, Galahadquest’ultimo pezzo in conclusione del live. Quasi un messaggio di speranza e di consapevolezza di appartenere a un modo di essere, a una tradizione mai rinnegata, ma con la voglia di proporre un progetto proprio, e, seppur nel contesto della realtà attuale, originale.
Il tour di Si vuole scappare si concluderà a Reggio Emilia al Circolo Kessel, l’8 Dicembre.

SCALETTA
YAMAMOTO
TRAMONTO PER SEMPRE
GINEVRA
NUOVO POP ITALIANO
EPICA DEL DOLORE
CHIUSI NELL’HOTEL
GIOIA
STRANGERS (IN THE FIELD OF LOVE)
MARE
UNA SPERANZA
RITORNERÀ L’ESTATE
CUORE DI ROVO

BIS
SOSPESO
UN MILIONE DI GIORNI
GALAHAD

Testo di Elisa Gasparoni, foto di Eleonora Birardi

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