Carlo “Skizzo” Biglioli e il suo “La Scomparsa Dell’Uomo Invisibile”

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Poesia, ironia e giochi di parole per il disco solista del cantante della combat band Famiglia Rossi.
Sul palco l’album diventa una pièce teatrale a quattro mani con il pianista e compositore Valerio Baggio,
Su un tessuto sonoro dove folk-rock, convive con sonorità jazzy,
Biglioli canta un mondo pop-surreale abitato da cercatori d’oro e super eroi più vero del vero.

«Vogliamo dire che è un disco di umorismo colto? Diciamolo!
In fondo chi non è un bastardo disumano è uno sporco radical chic».

Trentatré anni di carriera tra pochi mesi e nel 2019 Carlo Skizzo Biglioli festeggerà portando in tour il suo nuovo disco “La scomparsa dell’uomo invisibile”, un album solista che arriva dopo centinaia di date e chilometri macinati su e giù per l’Italia con il combat ska folk rock targato La Famiglia Rossi e il più recente Freakantoniano, un esilarante omaggio a Freak Antoni, condiviso dall’artista bergamasco con numerosi special guest tra cui Antonello Cassinotti, Punkreas e Ricky Gianco.

“La scomparsa dell’uomo invisibile” per Carlo Skizzo Biglioli è un’occasione per tornare nel suo ambiente naturale, il palco, dove regala al pubblico una vera pièce teatrale cantata perfetta per il teatro, un piccolo club o perfino per la strada. Uno show leggero, dove musica, parole e umorismo aprono spazi di interazione con il pubblico e momenti di improvvisazione, in cui Biglioli è in scena con Valerio Baggio, pianista, compositore e arrangiatore, che ha scritto per teatro, cinema, tv, che ha collaborato fra gli altri con i Maestri Peppe Vessicchio e Bruno Santori accompagnando artisti come Morris Albert, Andrea Bocelli, Claudio Baglioni, Renato Zero, Gianni Morandi e Tiziano Ferro. Terzo protagonista sul palco è il disegno: una lavagna con i lavori di Luca Baroni insieme a musica e parole svela i giochi linguistici più complessi, come palindromi, sciarade, bisensi, omofonie, allitterazioni accompagnando il pubblico dentro i mondi evocati dalle canzoni stesse.

Carlo Skizzo Biglioli, artista poetico, ironico e autoironico, maestro dei giochi di parole e musica, in questo suo disco surreale chiama a raccolta un universo pop ricchissimo, abitato da super eroi Marvel, latin lover, cercatori d’oro, donne dall’identità curiosa e ribaltata come Enza Fantascì, oltre all’uomo invisibile a cui dedica l’album.

“La scomparsa dell’uomo invisibile” è un disco anomalo ed eclettico, con una base folk-rock su cui si innestano sonorità anni Settanta, prog e jazzy, dove il sound dell’artista incontra la sperimentazione di Valerio Baggio, che lo affianca in un viaggio sonoro tra rhythm and blues, acid jazz, valzer viennesi, squarci barocchi.

Le stratificazioni sonore nel disco La scomparsa dell’uomo invisibile accolgono testi ironici e intelligenti, giochi di parole con cui Carlo Skizzo Biglioli diverte e si diverte da sempre, capace di manipolare le strutture della musica e del linguaggio e combinarle con risultati inaspettati e acuti: la sfida è farli funzionare all’interno di canzoni che abbiano verve e uno o più sensi, facendo sorridere, coinvolgendo chi ascolta in un gioco divertente, mai stupido.

Nel disco fanno capolino anche alcuni ospiti, come il bluesman Robi Zonca che presta la sua chitarra solista ai super eroi di Marvel Rush e all’acid jazz seventies di Il Superpoliziotto o Paolo P-Lyon Pelandi, una gloria della dance italiana anni ’80 che ha registrato la traccia pop-funk Tubando. Avviandoci verso la fine del disco incontriamo Billy Sieve, un cercatore d’oro le cui gesta sono scandite dalle percussioni di Matteo Milesi e in chiusa protagonista è un magnate dei DVD con “Vivi dei dividendi dei dvd dei divi!:” inaspettato cantarla senza inciampare, tanto quanto inaspettata è la deriva sonora della canzone verso un elegante valzer viennese.

«Dopo l’esperienza della Famiglia Rossi, conscious e più impegnata, ma sempre irriverente – spiega Carlo Skizzo Biglioli – adesso lavorare sulla decostruzione del linguaggio mi sembrava un’alternativa percorribile recuperare il gioco della parola senza per forza legarla a un senso sull’attuale, soprattutto in una situazione sociale e politica un po’ asfittica come quella in cui ci troviamo. Voglio che questo disco sia una vacanza della mente, uno svago, alcune cose le lascio suggerite, accennate, non c’è nessun messaggio, niente da insegnare a qualcuno, è un invito a giocare con la lingua, con i significati, le parole. “La scomparsa dell’uomo invisibile” ha un intento poetico».

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