Note di Jazz fra teatri, malghe e rifugi: fino al 5 luglio il SUDTIROL JAZZ FESTIVAL ALTOADIGE farà suonare le montagne

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NOTE DI JAZZ FRA TEATRI, MALGHE E RIFUGI: FINO AL 5 LUGLIO IL SUDTIROL JAZZ FESTIVAL ALTOADIGE FARA’ SUONARE LE MONTAGNE
NOTE DI JAZZ FRA TEATRI, MALGHE E RIFUGI: FINO AL 5 LUGLIO IL SUDTIROL JAZZ FESTIVAL ALTOADIGE FARA’ SUONARE LE MONTAGNE

E’ iniziata venerdì scorso e proseguirà fino a domenica 5 luglio, la trentatresima edizione del Sudtirol Jazzfestival Altoadige. Quest’anno la kermesse ha come ospite d’onore il giovane jazz d’oltremanica e i suoi principali esponenti nella rassegna intitolata “UK Sounds”. Oltre 150 artisti provenienti da tutto il mondo, giovani promesse insieme a grandi interpreti, incontri fra musicisti, progetti speciali e più di 80 concerti sparsi in tutta la provincia di Bolzano: nei teatri, nelle piazze, nei rifugi e sulle vette. Seguendo il fil rouge dei concerti sarà possibile esplorare un territorio e le sue ricchezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche

Archiviata la straordinaria serata d’apertura di venerdì, che ha ancora una volta dimostrato come sotto la direzione di Klaus Widmann il Sudtirol Jazzfestival Altoadige sia diventato un’occasione per ascoltare nuovi talenti e un’opportunità per musicisti internazionali di conoscersi e mettere in piedi nuove collaborazioni artistiche, la kermesse proseguirà con oltre 80 appuntamenti fino a domenica 5 luglio.
Sarà un crescendo di emozioni e musica e non si potrà mancare una delle tappe fondamentali di questo percorso musicale, la serata chiamata “London Underground” prevista per sabato 4 luglio a partire dalle 20,30 a Varna allo stabilimento Beton Eisak dove si produce ghiaia: un gruppo di giovani ma già affermati artisti dell’avanguardia jazzistica inglese, fra cui ricordiamo Alex Bonney, Brass Mask, Melt Yourself Down, Strobes e Troyka, si alterneranno su vari palcoscenici allestiti nello scenario futuristico del gigantesco impianto con giochi di luce e visual a creare un’atmosfera davvero unica. Al termine delle esibizioni dal vivo i musicisti abbandoneranno i loro strumenti per indossare i panni dei dj e dare vita a una festa che si annuncia memorabile.
All’insegna del british jazz anche il progetto “Jazz at Rosengarten” grazie al quale  botanica, alpinismo “british” del passato e jazz dei giorni nostri si fonderanno in una iniziativa davvero interessante. La prima ascensione in cima al Catinaccio fu effettuata nel 1874 dagli inglesi Charles Comyns Tucker e T. H. Carson, che salirono dal versante occidentale attraverso la cresta settentrionale. Nel 1886 invece gli scalatori britannici John Swinnerton Phillimore e Arthur Guy Sandars Raynor raggiunsero la vetta scalando la parete orientale alta ben 600 metri. Il Jazzfestival intende rendere onore a questi pionieri e al contempo far conoscere la straordinaria vegetazione che caratterizza le Dolomiti e che fa del parco naturale Sciliar-Catinaccio una area incredibilmente ricca di biodiversità: basti pensare che lo studio “Habitat Sciliar”, elaborato nel biennio 2006-07, ha accertato l’esistenza di 4.900 specie vegetali e animali.?L’evento, che inizierà alle 13:00 di domenica 5 luglio, si svolgerà inizialmente in due diversi rifugi, Paolina e Fronza alle Coronelle, dove esperti di botanica e alpinisti parleranno della flora alpina e delle scalate nel Gruppo del Catinaccio. Dopo la pausa pranzo, i musicisti della formazione britannica “Perhaps Contraption”, “divisi” tra le due location, proporranno un primo assaggio musicale, dopodiché si sposteranno sotto la Roda de Vael per ricompattare il gruppo e dare vita al concerto finale in uno spettacolare palcoscenico roccioso.
Montagna e jazz anche nel progetto “Jazz at Dush and Dawn”. Ecco allora che una camminata di cinque ore, con pernottamento in quota, sarà il biglietto da pagare per assistere a uno spettacolo della natura e della musica. Amanti del jazz e musicisti – locali e internazionali – partiranno nel pomeriggio di venerdì 3 luglio da Castelrotto, Siusi, Compaccio, Tires e Fiè e, attraverso sentieri differenti, convergeranno tutti nello stesso punto: il Rifugio Bolzano. L’ascensione sarà interrotta da pause musicali e comunque la fatica sarà ripagata da due eccezionali concerti a quota 2.475 metri. Il guru della fisarmonica Vincent Peirani e il suo storico partner François Salque suoneranno al tramonto di venerdì (ore 19) e all’alba di sabato (alle 6) sullo sfondo di un panorama unico al mondo.
 “Il Sudtirol Jazzfestival Altoadige – spiega Klaus Widmann, direttore artistico della manifestazione – ha ormai assunto il ruolo di evento internazionale che offre musica di qualità altissima in luoghi davvero unici. Questa edizione, ancora di più di quelle passate, si annuncia come una sorta di esplorazione, musicale ma anche di un territorio. Seguendo il fil rouge dei concerti si potrà andare alla scoperta del nostro territorio, conoscere le città, immergersi nella natura, scoprire incantevoli vallate e rifugi, magari assaggiando, tra un concerto e un altro, specialità gastronomiche. La programmazione artistica è ancora una volta all’insegna della varietà musicale, alla ricerca delle sonorità più nuove, dei gruppi emergenti, del nuovo jazz;  con un’attenzione particolare a incontri inediti fra artisti di diverse parti del mondo, fra giovani promesse e star già consolidate. Quest’anno ospite d’onore del festival, sarà il giovane jazz inglese che sta davvero attraversando un momento di grazia. A darci un quadro di come si sta evolvendo il jazz in Gran Bretagna ci saranno decine di band”. 

Il programma del Festival, scaricabile dal sito ufficiale (www.suedtiroljazzfestival.com), prevede circa 80 concerti ai quali bisogna aggiungere la consueta serie di eventi organizzati a margine della rassegna principale.
Anche l’edizione 2015 del Jazzfestival Alto Adige invaderà pacificamente l’intero territorio provinciale: i comuni che ospiteranno almeno un evento sono infatti ben 22, per un totale di oltre 40 diverse location. Oltre a Bolzano si terrano concerti a Selva presso il Rifugio Comici, sullo Scilliar al Rifugio Bolzano, a Carezza al rifugio Fronza e Paolina, al Sasso Roda, all’Abbazia di Novacella, a Bressanone, a Plose, a Sesto, a San Candido ma anche un salto a Innsbruck in territorio austriaco e a Luserna, l’isola linguistica tedesca del Trentino.
Le band ospitate al festival saranno una cinquantina per un totale di oltre 150 artisti. La nazione più rappresentata è senza dubbio la Gran Bretagna, ma ci sono artisti provenienti da tutto il mondo. Le donne costituiscono quasi la metà degli artisti e molte di loro sono alla testa di gruppi e progetti.
Anche quest’anno, come di consueto, la maggior parte dei concerti sarà gratuita. Per i 14 spettacoli a pagamento i biglietti costano tra i 15 e i 25 euro (solo per il concerto d’apertura)
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