Di quando i Blind Guardian tornarono in Italia

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Blind Guardian @ Alcatraz (Milan), 5/05/2015

Se c’è una cosa che posso affermare con certezza del mondo dei concerti é che quelli metal sono ben più colloquiali degli altri. Cosa intendo? Ve lo spiego.

Martedì 4 Maggio l’Alcatraz di Milano era un raduno di magliette nere di tour vari e catene pronte ad accogliere calorosamente i Blind Guardian, che mancavano dalla scena italiana da ben troppo tempo.
Ci voleva un nuovo album, Beyond the Red Mirror, per portarli prima a Milano poi a Roma in una forma pressoché smagliante – e qui mi riferisco in particolare ad Hansi, cantante e frontman che negli anni è diventato sempre più magro – e la solita straordinaria carica.

In 31 anni di attività hanno imparato a gestire il palco ma anche ad ascoltare il pubblico, e capito che quei momenti di scambio di parole e grida è essenziale per catturare e trascinare. Così si parte da The Ninth Wave e si procede velocemente tra i capisaldi del loro repertorio e della cultura metallara, Banished from Sanctuary e la corale Nightfall.
Tra il pubblico c’è chi ha studiato la scaletta a memoria e precede Hansi nel racconto e nell’annuncio, ma è la grande richiesta di Majesty a diventare leitmotiv della nottata: insistente, unito, appassionato, il pubblico ha continuato a domandarla a voce spiegata.

Blind Guardian @ Alcatraz (Milan), 5/05/2015
Si è passati a Fly, uno dei maggiori successi del gruppo, seguita da Tanelorn, Prophecies e The Last Candle. Non c’è il minimo accenno di indecisione o errore, solo voglia di suonare ad alti livelli e divertimento generale.

Si finisce così nella fase acustica con Miracle Machine e l’attesissimo Lord of the Rings, cantata da centinaia di voci all’unisono. Che non si dica che i metallari non c’hanno cuore.

Ve la faccio breve: Majesty è arrivata, e ai primi accordi ho visto gente scoppiare a piangere e abbracciarsi. Inutile sottolineare l’emozione e la felicità generale.

Dopo un’ora e un quarto i Tedeschi escono e tornano per un corposo bis, terminato in grande stile con la bellissima Valhalla, famosa anche per il coro finale che, se fosse per il pubblico e per Hansi, durerebbe anche due ore.

Però alla scaletta mancano almeno due pezzi imperdibili, quindi all’ennesima uscita nessuno ci crede: non si può andare via senza The Bard Song e Mirror Mirror, altrimenti non è un concerto dei Blind Guardian.

Blind Guardian @ Alcatraz (Milan), 5/05/2015
Provare per credere: sono una soluzione a cattivo umore e stanchezza. Due ore di concerto e sono uscita carica della loro devastante energia, regalata a noi a piene mani, senza riserva, sperando in un loro ritorno solerte.
Consigliato anche a chi non ha mai ascoltato metal: è un’esperienza musicale di alto livello che occorre provare.

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