Intervista a Joan as Police Woman

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Alcuni artisti recitano una parte, esprimono pensieri e amano nascondersi dietro un linguaggio figurato. D’accordo, ma non è da tutti. Alcuni, come Joan, desiderano comunicare direttamente, dire la verità e condividere l’onestà. Per rendere omaggio a se stessi e al loro pubblico. Può sembrare un clichè all’apparenza, ma è meraviglioso da provare. Perché questa è la vita reale. Questo è il “deep field”.

Joan Wasser, in arte Joan as Police Woman tornerà per alcune date a fine mese in Italia per presentare il suo ultimo disco, The Deep Field. Via mail abbiamo parlato proprio di questo disco, un po’ di lei e delle sue passate esperienze.

Oltre alla traduzione in italiano segue anche l’intervista in inglese, così come l’abbiamo fatta. Formattazione inclusa. Alcune domande sono meno dirette e più volte a un pubblico che non la conosce ancora per poterle utilizzare in un articolo su quotidiano locale che si occuperà della sua tappa a Carpi. Ma era uno spreco non farvi leggere una Joan a tutto campo e la sua scrittura via mail. Spero appreziate, io mi sono sinceramente divertita.

Traduzione in italiano a cura di Tati.

1) La prima volta che ti ho ascoltatata live è stato a Carpi nel 2009 (ehi, questa è una brutta foto scattata da me http://www.flickr.com/photos/franfiorini/3722397476/in/photostream) e ricordo ancora la tua versione vocale della musichetta di una giostra vicina che si sentiva durante le pause tra una canzone e l’altra…finalmente posso dirti che hai una voce pazzesca, anche se hai cominciato come violinista! Come mai hai cominciato a studiare canto?

Grazie!

Dopo aver suonato il violino con passione per molti anni, mi è venuta voglia di cantare. Probabilmente avevo raggiunto il punto di saturazione col violino e volevo trovare un altro modo di esprimermi musicalmente.

Non ho mai preso lezioni di canto a livello professionale ma ho sempre ascoltato alcuni grandi cantanti. Trovarmi tra artisti così straordinari mi ha sia ispirata che terrorizzata e per un po’ mi limitavo a cantare da sola in camera mia. Il mio primo concerto pubblico è stato terrificante all’inizio, però ho continuato e piano piano sto migliorando come cantante.

2)Quindi il violilno è lo strumento con cui hai cominciato e io penso sia uno strumento molto particolare e personale, che si lega in qualche modo a chi lo suona. Come sei poi passata a suonare piano e chitarra?

Con il violino ho imparato per prima gli effetti che la disciplina ha sulla tecnica, sullo stile e sulla propria autostima. Con la chitarra e il piano, mi sento ancora una novellina, ma probabilmente dipende dal livello che avevo raggiunto col violino. In realtà non amo particolarmente studiare formalmente questi strumenti perché preferisco restare libera. Così non ho limitazioni circa il cosa posso e il cosa non posso fare con loro. In pratica mi esercito mentre compongo così poi non devo pensarci più quando arriva il momento del concerto.

3)Hai suonato in diverse bands da quando hai cominciato la tua carriera, suonando con Rufus Wainwright e Antony and the Johnsons, eppure hai creato la tua band solo nel 2004. Come mai così tardi?

Come ho detto, amavo suonare il violino. Mi piaceva suonarlo con la prima band, The Dreambuilders, e con Anthony. Avevo messo insieme un gruppo, i Black Beetle nel 1998 dove ho composto e cantato per la prima volta. Abbiamo anche registrato un album nel 2001/2002 ma ci siamo divisi subito dopo averlo finito. E non c’era motivo di far uscire un album senza una band per portarlo in tournee. E così ho cominciato a lavorare da sola nel 2002. Ho registrato un EP nel 2003 e cominciato un tour con Rufus, creando poi i JAPW solo nel 2004.

4)I musicisti con cui hai collaborato o che hai anche solo conosciuti, come influenzano il tuo lavoro?

Perché  parliamo della musica che amiamo e delle nostre idee e di solito ci consultiamo. E’ una cosa meravigliosa suonare la tua nuova canzone per i tuoi amici e vedere che loro fanno lo stesso. L’appoggio che ci diamo l’un l’altro è la cosa che ci aiuta a seguire la nostra strada. 

5)Il nuovo album, The Deep Field, è spettacolare. Come è nato (anche se ho già letto da qualche parte che tu ti definisci una fissata per la scienza per questo), da dove viene il titolo e cosa rappresentano le canzoni?

Purtroppo non sono una grande esperta di scienze…magari lo fossi! Ma leggo le riviste di scienza ed è lì che ho trovato per la prima volta il deep field E’ una parte di spazio che il telescopio Hubble sta studiando perché pare sia il punto dove si formano le galassie, essendoci una alta concentrazione di giovani galassie. E ho trovato poetico che l’abbiano nominato Deep Field invece che la solita stringa di lettere o numeri.

In generale trovo fantastico che gli esseri umani siano sempre in cerca di cose nuove da scoprire, anche se si tratta di guardare con un telescopio remoti angoli dell’universo. Funziona lo stesso con il microcosmo, ad esempio il cervello…cerchiamo sempre di capire come funziona e anche se troviamo alcune risposte sistematicamente portano ad ulteriori domande. Sento che questo desiderio di scoperta è quello che ci tiene svegli e attivi e desiderosi di vivere. Ed è di questo che parla il disco…delle domande che continuo a pormi e che forse non troveranno mai una risposta. E’ il modo in cui scopro nuove cose di me, ponendomi delle domande e cercando di rispondermi…magari un giorno con una risposta certa e un giorno senza neanche avere voglia di pensarci.

6)Cosa ha ispirato il tuo nuovo disco? Dove trovi l’ispirazione per scrivere la maggioranza delle tue canzoni, in generale?

Trovo ispirazione nella vita quotidiana. Qualsiasi cosa mi passi per la testa probabilmente diventerà una canzone. E ovviamente l’amore. L’amore è una grande ispirazione per tante cose, specialmente per la musica.

7) Come pensi che il tuo stile sia evoluto dai tempi di Real Life e To Survive

Real Life è  stato il mio primo tentativo di creare la mia musica. Ho fatto quel disco per me stessa ma già sapevo che non l’avrebbe ascoltato nessuno se non i miei amici. Quando poi altre persone l’hanno sentito e hanno detto che gli piaceva sono rimasta piacevolmente sorpresa! Alla gente piaceva quello che stavo esprimendo e questo mi faceva sentire meno sola al mondo. Mi ha spinta a continuare a fare musica.

To Survive fu, all’epoca, un album catartico da fare, perché trattava in parte della morte di mia madre. Cerca di capirmi, amo la vita e amo vivere e questa è la pura verità. Ma la vita è così e porta con se tante cose: felicità, dolore, dispiacere, sogni, perdite, amore…tutte queste emozioni ed esperiente prima o poi le facciamo, che ci piaccia o meno. Ero molto giù dopo la morte di mia madre e ad un certo punto ho detto basta col lutto. E’ stato difficile perché fino a che lo portavo lei era con me in qualche modo ed era giunto il momento di lasciarla andare e continuare a vivere.

E’ stato come venire fuori da una caverna, non una sensazione piacevole, ma andava fatta. E dopo questa esperienza ho cambiato il mio modo di vivere. La morte è qualcosa che mi ha in qualche modo appesantita e liberata allo stesso momento, diventa una scelta ad un certo punto. Voglio vivere? O voglio continuare a restare in questo purgatorio. Voglio vivere ovviamente.

Ed è  questo che ha spinto il mio nuovo disco…vivere e vivere felice e liberamente. 

8)Molti critici hanno parlato di un disco più  allegro. La mia opinione è che The Deep Field è un album molto femminile. Molto onesto e pieno dell’essenza di una donna…una che si ama per come è. Dico bene?

Io direi che avete ragione entrambi. Mi sento molto meglio con me stessa come persona e come donna e questo mi rende felice. Ho lavorato per togliermi i pensieri negativi dalla testa. Non è stato un passaggio istantaneo ma è avvenuto lungo gli anni. Più tempo passo in questo mondo più mi rendo conto che non c’è da sprecarne a preoccuparsi di quello che la gente pensa di me. Non è che abbia cancellato del tutto il mio interesse nelle persone come me, è solo che l’ho molto diluito. La libertà è una sensazione bellissima…esse liberi da qualsiasi tipo di costrizione.

9) Non posso fare una recensione traccia per traccia perché  potrei annoiare e non è una cosa che voglio. Quindi ti chiedo solo tre cose: a) come sei arrivata al duetto con Joseph Arthur? b) ok che siete fissati ma come mai usi spesso la frase “elementi chimici” e la chimica in generale nelle tue canzoni? c) hai usato suoni tipo l’acqua, come mai questa scelta?

a) ti riferisci a Run For Love? Se si amo lavorare con Joseph e lui cantò anche nel mio primo album e negli album di cover, e ora anche in questo. Ho scritto quella canzone con il ritornello visto dal punto di vista maschile. Quando è venuto per incidere sul mio disco gli ho detto di provare a cantare quella parte ed era fantastico. Lui è una delle mie voci preferite.

b) trovo che la scienza sia sexy. E anche gli scienziati sono sexy. E studiare è  sexy, devo aggiungere altro?

c) Sono attratta dagli elementi: terra, aria, acqua e cielo…li condividiamo e ci tengono in vita. Sono cresciuta vicino all’oceano e andavo a nuotare tutti i giorni in estate sin da che ero piccola. E’ una parte importante della mia vita.

10) Preferisci suonare live o incidere in studio? E perché?

Onestamente non ho preferenze, amo entrambi. Ora sono in tour e suonare ogni sera è pazzesco. Inoltre mi mantiene umile e con i piedi per terra. Succede sempre qualcosa e io non posso tornare indietro e farla meglio…questo mi spinge avanti. Se mi fermo a rimuginare su come ho cantato qualcosa mi blocco e non mi permette di vivere il presente come meriterebbe di essere vissuto.

Ma anche lavorare in studio è favoloso. C’è sempre molta creatività. Io mi preparo a lungo prima di entrare in studio così non devo pensare se ho scordato qualcosa. E’ tutto lì nelle mie dita e nella mia voce. Devo solo lasciami andare e farmi prendere dalla musica.

   

11) Vedo che sei su Twitter. Qual è il tuo rapporto con la rete e cosa ne pensi di internet come strumento diretto per gli artisti?

Chiaramente internet è un metodo fantastico per contattare i miei fans. Ho informazioni immediate…è esattamente come immaginavo il futuro.

12) Ultima domanda per i lettori di giornali sulla 50ina: per quelli che non sono mai andati ad un concerto di Joan As a Police Woman, cosa possono aspettarsi?

Prima di tutto, ho spesso avuto spettatori sulla 50ina, 60ina, 70ina e pure 80ina!

Ma ti dirò  che sono un trio potente! Ho un batterista, Parker Kindred che suona la batteria e fa i cori e ha suonato sia in questo che nel disco precedente. E’ uno dei migliori musicisti che io conosca. In questo tour ho anche uno straordinario tastierista che suona anche il basso e canta…e fa TUTTO INSIEME! Io suono il wurlizter , la chitarra e canto. Riusciamo a tirar fuori un bel suono ricco pur essendo solo in tre. Venite a toccare con mano! E non vi farà male alle orecchie anzi, le accarezza!

 

1.    First time that I saw you live was in Carpi, in 2009 [ehy, this is an awaful photo taken by me: http://www.flickr.com/photos/franfiorini/3722397476/in/photostream/ ] and I still remember your voice repeating the alarm of a near carousel that we listen during the pauses between the songs and… wow -that finally what I wanna say- your voice is amazing even if you’re started as a violinist! How did you approach your vocal training?

thank you!

after playing the violin for many years and really loving it, i had the compulsion to sing.  i had probably just reached a point of saturation with the violin and needed another way to express myself musically.

i never had professional vocal training but had been listening to a good many astounding vocalists in my life.

being around so many incredible singers both inspired me and terrified me. i sang for a while in my bedroom alone

before i ever played a public show.  it was terrifying at first. i just kept doing it and doing it over and over makes a better singer.

 

2.    So, violin is your first instrument, and I think that is a very special instrument, very personal involved with the one who play it. How did you shift in playing piano and guitar?

with the violin, i learned first hand what discipline does for one’s playing,

for one’s technique and one’s self-esteem. this is priceless experience.

with guitar and piano, i still feel like a novice, but will probably always feel this way

because of the level i studied the violin.  in truth, i enjoy not formally studying these instruments

because it allows me to feel very free.  there is nothing i am supposed to or not supposed to do on either of them.

that being said, i do practice what i compose so that i don’t have to think about it when performing.

 

3.    You’ve been in several bands since you started out as a musician, including playing with Rufus Wainwright and Antony and the Johnsons, yet it as only in 2004 that you decided to front your own band. Why was there this delay?

as i mentioned earlier, i enjoyed playing the violin. i enjoyed playing with my first band, the dambuilders, i enjoyed playing with antony. i had put together a band called BLACK BEETLE in 1998 where i began writing and singing for the first time. we recorded an album in 2001-2002 but promptly broke up directly after we finished it. we saw no point in releasing a record with no band to tour.  this is when i began my solo work- in the middle of 2002. i recorded an EP in 2003 and began touring with rufus, opening with JAPW solo in the beginning of 2004.

4.    How have the musicians you have collaborated with or just been close to influenced your own work?

we all share ideas and music we love and generally have a running dialogue.  it’s a wonderful thing to play your new song for your friends and have them do the same.  it’s the support we give each other, mostly, that helps us all continue to follow our own paths.

5.    The new album,The Deep Field, is stunning. How did you come up [even if  I already read somewhere that you define yourself a “science geek” for this choice, isn’t it?]with the title and what does it reflect about the songs on the album?

i am not really a science geek.

i more wish i was a science geek!

i DO read the science magazines and

this is where i first saw the image of the deep field.

 

it is a part of the sky that Hubble studies

to learn about how galaxies are formed

as many young galaxies are found there.

i found it beautiful that they named it

something as poetic as “the deep field”

rather than some string of letters and numbers.

 

in general, i think it is fascinating that human beings

are always on the quest for more understanding,

even if they have to look into massive telescopes

into the remotest part of the sky.

it’s the same with the microcosm- the brain-

we are always trying to understand

how it works and we certainly find some

answers but they undoubtedly raise more questions.

i feel like this yearning to understand is ultimately what

keeps us alive and vibrant and fueled for more life and more living.

 

that’s what this record is about.

i raise all sorts of questions for myself

but will probably never glean “answers”.

it’s just the way i learn about who i am-

by the way i ask the question, or by the way i will

answer it resolutely one day and then not have an

answer or even care to find one the next.

 

6.    What were some of the inspirations for your new record? Where do you find the majority of your inspiration for the songs you write, in general?

i find inspiration in the human experience.

whatever is rattling around in my head will most likely become the next song.

and love, of course.  love is a great inspiration in many many ways, especially for my music.

 

 

7.    How do you think your sound has evolved since Real Life and To Survive?

my first full length, “real life”, was

my first attempt at making my own music.

i had to make this record for myself

but knew it was very possible that

no one would hear it besides me and my friends.

when people actually heard it and took liking to it,

i was very pleasantly surprised.

i was almost shocked!

the fact that folks were liking what i was expressing,

made me feel less alone in the world.

it gave me confidence to make more music.

 

“to survive” was, at times, a cathartic album to make

because it partially dealt with the death of my mother.

understand, i love life and living it and that has always been true.

fact is that life and all the things that come with it.

joy, pain, sorrow, hope, dreams, loss, love- all these emotions

and experiences are there whether i like it or not.

i felt pretty down after my mom passed and at a certain point

i had to decide to be done with the mourning.

this was difficult because as long as i stayed with the mourning,

i stayed with her, in a way, so i had to let her go and live.

 

it felt like clawing myself out of a cave- not the most pleasant feeling,

but i knew i had to do it.

since then, this experience has challenged the way that i live daily life.

death is really something- it has weighed me down and it has also freed me,

but it’s a choice at a certain point;

do i want to live?

or i you want to stay in this place of purgatory?

live, clearly.

 

this is what drove my new record;

living and living with joy and freedom.

 

8.    Lots of critics wrote about an happier album. My opinion is that The deep field is a  extremely feminine work. Very honest, and deal with the total essence of how is a woman… one who is comfortable with who she is. Is there some truth to this?

i would say that both of you are correct.  i do feel much more comfortable with who i am as a person and as a woman and that makes me a happier human being. i worked on getting rid of the negative voices in my head.  this was not an instant transition but one that happened over many years.  the more time i spend on this earth, the more i realize that there is no time to be wasted on worrying about what other people think of me.  it’s not that i have erased my interest in having people like me, i just tempered it a lot. this is a wonderful feeling, freedom. freedom from one’s own constraints.

9.    I cannot make a track-by-track review because I might be boring and I don’t want to. Only three tips about the tracks: a) how did the duet with Joseph Arthur come up? b) ok, you’re geeks but why you often use the “chemical elements” and the chemistry in your songs? c) you used sounds such as water, why this choice?

a) are you referring to “run for love’?

if so, i love working with joseph and he sings on my first album, my covers album and now this album.

i wrote that song with the chorus being sung from the male perspective. when he came to sing on my record,

i had him try out singing that part and it sounded great. he’s got one of my favorite voices.

b) i find science sexy. i find scientists sexy. i find learning sexy.  do i need to say more?

c) i am attracted to the elements- earth, air, sky and water- everyone shares them and they keep us alive and vital.

i grew up on the ocean and swam everyday in the summer since i was very young. it’s an important part of my life.

 

10.  Do you prefer playing live or in studio? And why?

honestly, i don’t prefer either. i love them both.

i am on tour now and playing live every night is a blast. it also keeps me on my toes and humble.  live music is live. it happens in the moment and i can’t go back and fix something i felt i could do better. it keeps me moving.  if i am stuck in some regret about how i sang something, it will keep me from being in the present moment and making THAT moment worth it.

the studio is great too. so much creativity is unleashed there. i prepare thoroughly before i go into the studio so that i don’t have to be thinking about remembering something.  it’s just there, in my fingers or in my voice already.  then i can just let go and let the  music take me.

 

11.  I see you’re on twitter. Also: how do you relate with the Net and what do you think about internet as a direct media for the artist?

clearly, the internet is an amazing way of contacting my fans.  i can get info to folks instantly. it’s just like i imagined the future.

 

12.  Last question, for newspaper-50something-readers: For those who have never been to a live Joan As Police Woman show, what can the people expect from?

first of all, many 50-something, 60-something, 70-something and 80-something folks have attended my concerts!

but i will tell you that we are a 3-piece, a power trio.  i’ve got a drummer, Parker Kindred, on the drums and vocals.  he has played on this and last record.  he is one of the greatest musicians i know.  on this tour, i’ve got a wonderful keyboard player who plays moog bass and keys and sings.  he does it all AT THE SAME TIME!  and i play wurlizter, guitar and sing.  we are able to get a pretty lush sound out of 3 people.  come and check it out! it doesn’t hurt your ears.  it caresses them.

Thank you!!

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