Intervista a Robert Raths della Erased tapes records

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Robert Raths è il giovane capo tedesco di un’etichetta davvero particolare: la Erased Tapes. Di base inglese e di capo, quindi, tedesco porta nel panorama musicale qualcosa che a primo impatto appare ricercato e innovativo, ma poi estremamente naturale. Erased Tapes è nota per la ricerca di nuovi talentuosi artisti, tra cui Olafur Arnalds, Peter Broderick, Nils Frahm, Rival Consoles, World’s End Girlfriend e tanti altri.

Di seguito l’intervista prima in italiano e poi in inglese a Raths. L’etichetta festeggia il quarto anno di attività con una nuova compilation, disponibile anche in digitale sul sito della stessa etichetta.
1. Cosa ti ha spinto a fondare una etichetta? Ho saputo che i tuoi studi e i lavori passati non
erano esattamente nell’ambito musicale..

Il mio background ha a che fare con architettura e progettazione di set, è in qualche modo
appropriato dato che sono abituato a sviluppare più aspetti in un solo progetto e trattarli con
la stessa attenzione e entusiasmo.
Studiare architettura mi ha portato a Londra, lì ho mostrato molto interesse per la musica dal
momento che mi sono ritrovato coinvolto nell’organizzazione del tour inglese per il mio piccolo
progetto musicale: ho cominciato a cercare dei gruppi di supporto su Myspace.
Ryan West aka Rival Consoles (che all’epoca aveva il nome di Aparatec) era stato il primo a
entrare in contatto con me avendo visto che ero interessato e parecchio creativo nella ricerca
di nuova musica e arte. Ho iniziato quindi a organizzare i suoi tour e uscite discografiche,
all’improvviso tutto si è trasformato in una etichetta, è stato un processo inevitabile.

2. Qual è la musica con cui sei cresciuto e che porti ancora con te?

Sono cresciuto con una collezione musicale piuttosto varia: un sacco di jazz, musica classica,
soul e rock grazie ai miei genitori, e ovviamete anche techno e pop dal momento che sono
cresciuto in Germania.

Amo ancora ascoltare qualcuno di quei dischi old school di Otis Redding, Aretha Franklin o
Wilson Pickett.”I’m in love” di Wilson Pickett è davvero diretta e “pura”, mette molta anima
in quello che fa, per questo lo apprezzo! Ogni tanto ascolto un po’ di Arvo Pärt, Steve Reich
o “Koln concert” di Keith Jarret che mi ricorda sempre di quando vivevo a Colonia. Nick Drake
e Leonard Cohen sono anche grandi influenze perché secondo me la loro musica è immortale.
Credo che alcune cose cambino col tempo ma altre restano uguali: terrò questa musica
sempre vicino al mio cuore.

3. In che maniera la tua vita e i tuoi interessi passati sono coinvolti nel tuo lavoro attuale con
l’etichetta?

Come qualsiasi altra persona, sono sempre stato interessato in più aspetti della vita. Non
vedo davvero dei confini nell’espressione artistica: l’architettura, la musica, le arti, la
fotografia, i film, la danza, etc. hanno tutti dei concetti di base in comune. Quando studiavo
architettura, era la musica ad ispirarmi, dal momento che ora lavoro con la musica ogni
giorno, cerco un sacco di ispirazione nei film e nella danza, che naturalmente sfocia in
collaborazioni dirette con registi e coreografi. E’ meraviglioso avere questa opportunità di
incorporare diversi interessi in quello che faccio e trarne dei benefici.

4. Qual è il tuo compito nell’etichetta?

Ci sono diversi aspetti del portare avanti un’etichetta, a seconda del progetto e di cosa si ha
bisogno. Inizialmente mi occupavo della maggior parte del lavoro ma dopo quattro anni ho
un team dedicato, cerchiamo anche altre fonti per alcuni progetti: recentemente ho assunto
un nuovo assistente così da potermi concentrare sul mio ruolo principale di responsabile
dell’etichetta, talent scout, responsabile dei network e art director.

5. Qual è il ruolo di internet in Erased Tapes? Credo di rilievo e non limitato alla promozione..

Mettiamola in questo modo: non penso che una etichetta di questo tipo non sarebbe mai esistita
senza internet. Scopro la maggior parte degli artisti online e la maggior parte della gente li conosce
nello stesso modo. Mentre gran parte della gente in questa industria è nostalgica del sano clima
degli anni 90, io credo sarebbe stato molto più difficile raggiungere la gente con la nostra musica.

6. Come cerchi quindi nuovi artisti per la tua etichetta?

Non cerco attivamente nuovi artisti, dal momento che c’è sempre abbastanza lavoro da fare già
così; credo nella crescita naturale e nel cambiamento.
In giro per tour o internet incontro spesso artisti interessanti, spesso sotto suggerimento dei miei
artisti, e se non escono dalla testa dopo qualche giorno, allora mi interesso.

7. In altre interviste ho letto che tutti gli artisti su Erased Tapes sembrano essere collegati
dal fatto che la loro musica è senza tempo. Credo invece, che il fattore comune sia la
inconsapevole ricerca di sinestesia, è vero?

Sì, è molto interessante che tu lo dica, leggo sempre la musica tramite forme e colori.
Credo abbia molto a che fare col fatto che sono stato sempre interessato alle arti visive, dal
dipingere in giovane età all’architettura più avnti. Questa è la ragione per cui le copertine che ho
disegnato per la nostra Erased Tapes Collection II consistono di forme gialle, rosse e blu una sopra
l’altra: è per mostrare che c’è una certa sinergia nell’eufonia, una sinestesia che unisce i nostri
artisti e trascende ogni tipo di classica categorizzazione,

8. Sembra che tu sia riuscito a combinare la classica tradizione dei compositori tedeschi con
l’avant-garde tedesca nella musica elettronica. È qualcosa di davvero tedesco o no?

Certamente trovo l’idea di combinare elementi tradizionali con tecnologie moderne molto
tentatrice, tendere ad un equilibrio perfetto tra contrasto e armonia per creare nuovi colori, non
solo nella musica ma in qualsiasi forma di arte.

La storia della musica tedesca, dai compositori classici ai pionieri dell’elettronica come
Stockhausen, che viene dalla stessa città di mia nonna, hanno certamente influenzato tutti noi,
consciamente o inconsciamente, ma questo non rende l’etichetta meno tedesca di altre etichette.
Se mai, Erased Tapes è nata in GB e prende la stessa ispirazione da compositori britannici come
Elgar e da cose nel mondo.

9. Com’è lavorare coi tuoi artisti? Il tuo lavoro influenza il loro?

Tendo a lavorare solo con artisti che impiegano la stessa quantità di tempo a promuovere la loro
musica, usare i network, andare in tour, comporre, registrare, etc. è molto produttivo, nel senso
che riusciamo a conoscere i nostri punti forti, riusciamo ad aiutarci, riprendere qualcosa quando

qualcuno la lascia, unire i nostri poteri per fare in modo che qualcosa succeda. Naturalmente
ci influenziamo a vicenda, nel senso che ci ispiriamo, scambiamo idee e creiamo nuovi concetti
insieme.

10. Qual è la cosa più difficile e la più bella successa in quattro anni?

Le cose difficili non sono necessariamente le più brutte. Molte delle cose belle che sono successe
sono le più difficili da organizzare. Non so da dove cominciare..

Andare in Cina lo scorso anno è stato sicuramente uno dei momenti migliori. La Cina si sta
espandendo, soprattutto Shangai, credo una delle ragioni per cui si identificano così facilmente
nella nostra musica è la loro tradzione nell’imparare strumenti classici come il violino o il piano.
Allo stesso tempo c’è un elemento contemporaneo e di musica pop che crea un contrasto molto
attuale.

Il nostro evento con l’orchestra con la RNCM alla Bridgewater Hall a Manchester, la scorsa estate,
è stato un altro bel momento. È stato molto bello vedere il mio caro amico André de Ridder
condurre per Ólafur Arnalds per la prima volta insieme a lavori di Jonny Greenwood e
Stravinsky.

Poi, ovviamente, c’è stato il grande momento dell’Autumn Falls Festival a Bruxelles a
Novembre. Ho amato che tre diversi artisti di Erased Tapes suonassero in tre stanze
differenti nello stesso palazzo durante l’improvvisazione al piano di Nil Frahm, Peter
Broderick e Ólafur Arnalds si sono poi aggiunti per quello che chiamo il polipo Erased
Tapes a sei mani. È stato magico.

Per fortuna sono riuscito a catturare questo momento: http://vimeo.com/18305350

11. che mi dici del futuro dell’industria della musica? Qual è la tua relazione con il suo
sviluppo?

Tendo a non insistere troppo su quello che sta succedendo attorno a me nell’industria della
musica, nonostante io ne sia consapevole. Semplicemente uso tutti i pezzi migliori dai mezzi
tradizionali combinandoli con tecnologie moderne che aiutano a sviluppare i miei artisti.
L’industria è in continua evoluzione ma la musica è la costante, e credo sia sempre stato così.

12. Ultima domanda difficile: qual è il futuro della musica per te?

È difficile per me spiegarlo meglio che in questa intervista che ho fatto per il Sunday Times:

“La musica è diventata così comune in tutto quello che facciamo che molte delle canzoni che
consumiamo alla radio, sulle nostre TV sono in un certo senso diventate “sterilizzate”. Le ascolti,
forse ti rimangono in testa, ma mancano il fascino viscerale e l’immaginazione. Crdo Che la gente
abbia iniziato a cercare un posto calmo che permetta loro di riflettere e sognare, qualcosa che
provochi il pensiero, invece che bombardarlo. La rottura delle convenzioni può essere meno ovvia
della rottura delle finestre e del “two-fingered salute”, nonostante ciò, riesco a percepire un
debole inizio di cambiamento che credo sia proprio di questo tempo.“

Alla fine della musica, la felicità sarà eliminata.

More info: www.erasedtapes.com

 

 

1. What prompted you to found a label? because I read that your
studies and your past work were not specific involved in music…

My background lies in architecture and set design. It somehow works as I’m
used to developing many aspects within one project – treating every single
one of them with the same attention and enthusiasm.

Studying architecture led me to London where I showed a lot of interest in
music as I got involved in booking a UK tour for my own little musical project.
So I started looking for support acts on MySpace. Ryan West aka Rival
Consoles (back then he went by the name ‘Aparatec’) was the first who got
in touch with me as he saw that I was being creative and forward thinking in
finding new currents for music and art. So I started organising his tours and
releases. All of a sudden this whole thing turned into a label. It was more of a
subconscious development.

2. what is the music with whom you grew up and which still takes with
you?

I grew up with a very diverse music collection – a lot of jazz, classical, soul
and rock music thanks to my parents and then of course techno and pop
music, seeing I was raised in Germany.

I still love to listen to some old school soul records by Otis Redding, Aretha
Franklin or Wilson Pickett. Check out Wilson’s song ‘I’m In Love’, it’s so pure
and to the point. He throws so much soul into it, I love it! Here and there I’d
put on some Arvo Pärt, Steve Reich or Keith Jarrett’s ‘Köln Concert’, which
always reminds me of the time when I still lived in Cologne. Nick Drake and
Leonard Cohen are also strong influences as in my opinion they’ve created
some of the most timeless pieces of music. I guess some things change over
the years and others will always stay the same but those pieces of music I’ll
always hold close to my heart.

3.

How is your life and past interest involved now in your work in the

label?

As everyone else, I’ve always been interested in many aspects of life. I don’t
really see any boundaries within the field of artistic expression. Architecture,
music, fine art, photography, film, dance etc. are all related in their concepts.
When I studied architecture, it was mainly the music that inspired me.
Since I’d been working with music on a daily basis, I would seek for a lot of
inspiration in film and dance, which naturally resulted in direct collaborations
with film directors and choreographers. It’s very fortunate that I am able to
incorporate all my interests in what I do and that it actually benefits from it.

4.

what is your work within the label?

There are many different aspects of running a label, depending on the project
and on what is needed. Initially I ran most aspects of the label myself but after
4 years, I now have a dedicated team and we also outsource certain projects.
I’ve recently taken on a new assistant so I can concentrate on my main role
as a label manager, new music discoverer, networker and art director.

5. How is Internet role in Erased Tapes? I suppose quite pivotal and
not only for promotion…

Let’s put it this way: I don’t think a label like this would exist if it wasn’t for the
internet. I discover most of my artists online and most people hear about our
artists online. Whilst a lot of people in this industry are still missing the healthy
climate of the 90s, for all I know it would have been a lot harder to reach
people with our music.

6.

So, how do you search your new acts for the label?

I don’t actively search for new artists, as there’s always enough work to be
done with the existing roster as it is. I believe in natural growth and change.
Here and there I might come across interesting new artists on tours or online,
often through my own artists’ recommendations, and if it doesn’t leave my
mind for days, then I investigate deeper.

7. In others interview I read that all artists on Erased Tapes seemed
to be connected through the timelessness of their music. I think, on the
other hand, that the strong connector between all Erased Tapes’ artist is
an unaware research of sinestesia… It could be true?

Yes, interesting that you say that. I always read music in shapes and
colours. I guess it has a lot to do with the fact that I’ve always been a very
visual being, painting from a young age to studying architecture. This is the
reason why the cover art I designed for our Erased Tapes Collection II label
compilation consists of yellow, red and blue shapes layered on top of each
other. It’s to show there’s a certain synergy in euphony, call it synesthesia that
unites our artists and simply transcends any type of traditional classification.

8.

It seems that “you” have combined the classical tradition of the

great German composers with the German “avant-garde” in electronic
music. But in the end is really a german things or is a random thing?

I certainly find the idea of combining traditional elements with modern
technologies very tempting, striving for the perfect balance in contrast and
harmony to create new colours. Not just in music, but in any form of art.

German music history, from the classic composers to the electronic pioneers
such as Stockhausen who’s actually from the same town as my grandmother,
certainly influenced all of us, consciously or subconsciously. But that doesn’t
make this label any more German than other labels out there, I don’t think.
If anything, Erased Tapes was born in the UK and takes just as much
inspiration from British composers like Elgar, in fact from things all around the
world.

9. How is working with your artists? Does your work sometimes affect
theirs?

I tend to only work with artists who spend equally as much time promoting
their music, networking, touring, composing, recording etc. It’s very productive
in a way that we get to know each others strengths, help where help is
needed, pick something up where the other one left it, combine all our powers
to make things happen and make things possible. Of course we affect each
other’s work in the sense that we inspire each other, exchange ideas and
create concepts together.

10. What are the most complicated things and the most nice one
happened in 4 years?

Complicated things aren’t necessarily bad ones. A lot of the good things that
have happened have actually been quite complicated to organise.

I don’t know where to start, there’s so many…

Going China last year certainly was one of the highlights. China is booming,
especially Shanghai. I guess one of the reasons why they can identify with
the music we represent is their long tradition in learning classical instruments
such as the violin or the piano from an early age. At the same time there is
this element of contemporary and pop music to form a very current contrast to
this tradition.

Our orchestral event with the RNCM at the Bridgewater Hall in Manchester
last summer was another highlight. It was wonderful to see my dear friend
André de Ridder conducting for Ólafur Arnalds for the very first time alongside
works by Jonny Greenwood and Stravinsky.

Then of course there was this great moment at the Autumn Falls Festival in
Brussels in November. I loved the fact that three Erased Tapes artists played
in three different rooms within the same building and then during Nils Frahm’s
improv piano set, Peter Broderick and Ólafur Arnalds joined in for what I call a

6-handed Erased Tapes octopus. It was magical.

Luckily I managed to capture this moment on film: http://vimeo.com/18305350

11. Would you describe all of your artist with an adjective, please?

12. What about music industry’s future? How do you deal with the
development?

I try not to focus too much on what’s going on around me in the music
industry, although I’m aware of it. I simply make use of all the best bits
from traditional means, combining them with modern technologies that help
develop my artists. The industry is forever changing but music is the constant
and I think it’s always been that way.

13. Complicated last one: what is the future of the music, for you?

It’s hard for me to describe it any better than in this interview I did with The
Sunday Times:

“Music has become so normalised into everything we do that many of the
songs we consume on the radio, on our TV or computer screens, have
somehow become sanitised. You listen to them, perhaps even get them
stuck in your head, but they lack visceral appeal and imagination. So I guess
people have started searching for a quiet place that allows them to reflect and
dream, something thought-provoking, rather than bombarding. The breaking
of conventions might be less obvious than the breaking of windows and two-
finger salutes, but nevertheless I hear a subtle notion of change, which I
sense is of this time.”

At the end of all music happiness will be erased.

More info: www.erasedtapes.com

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