Intervista con Fran Healy

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Tra le band che hanno accompagnato la mia adolescenza ci sono sicuramente i Travis. Quando si è prospettata l’opportunità di poter intervistare il leader Fran Healy, ora in tour per promuovere il suo lavoro Wreckorder, mi è sembrato un autentico onore. Inutile spiegare quindi stavolta chi sia Healy e cosa rappresenta per la musica.

Ecco a voi il resoconto di mezz’ora di chiacchierata tra me e Fran. Abbiamo parlato sia dell’album, sia dei Travis, sia delle linee generali dello showbiz.

Ora sarà in Italia per 4 imperdibili appuntamenti:

Lunedì 21 Febbraio @ Milano – Tunnel
Mercoledì 23 Febbario @ Roma – Circolo degli Artisti
Giovedì 24 Febbraio @ Ravenna – Bronson
Venerdì 25 Febbraio @ Roncade (TV) – New Age

[per la parte Audio potete andare qui]

Fran: “Ciao, Francesca, come va?”

Me: “ciao, Fran. Ho un po’ di febbre purtroppo…”

Fran: “L’ho avuta sotto Natale, è bruttissima. Devi fare tutto stando a letto, devi avere qualcuno che ti aiuta. Spero che tu guarisca presto”

Me: “Ecco, come va la tua salute ora? La tua gola? Ho letto via twitter che ti stavi curando”

Fran: “Sì, va molto meglio. Son dovuto stare a letto tutta la settimana scorsa circondato da antibiotici e non era una cosa molto bella.”

Me: “Dai, mi spiace molto. Adesso però ti devo fare qualche domanda, va bene?”

Fran: “Assolutamente sì”

Me: “Ho ascoltato per la prima volta il tuo album solista circa a Novembre… e devo dirti che sono stata una grande fan dei Travis. Pensa che il mio nickname su internet è anche Fran, perché è la prima parte del mio nome… poi l’hai usato anche te, lo so è una stronzata (si ride). Il tuo album però è molto simile ai lavori precedenti dei Travis, non c’è soluzione di continuità. Non è stato come per altri che hanno pubblicato un album solista l’anno scorso che si sono avventurati in altro, come mai tu non hai fatto così?”
Fran: “Perché gli altri ragazzi che hanno fatto un album solista fanno parte di band ma non fanno totalmente tutto. Guarda Paul Smith, dei Maximo Park: lui scrive canzoni, la band le musiche. Io invece all’interno dei Travis faccio tutto: così puoi capire che la differenza tra un mio album solista e un album dei Travis risiede negli altri tre musicisti. Nel resto, tutte le altre canzoni targate Travis sono create da me, dal demo in poi. I Travis sono me. Potevo cambiare qualcosa, storpiare il mio accento in americano… italiano, potevo fare un album in accento scozzese per poter accontentare chi diceva “Oh, prova a essere diverso”. Ma mica volevo far questo, in primis volevo parlare a me stesso col mio disco. E collaborare con musicisti diversi…

Me: “Del resto hai lavorato così tanti anni con i tuoi Travis, che sono la tua famiglia. Ora come è stato lavorare da solo”

Fran: “Fantastico! Perché mi andava, una pausa, un cambiamento. Ho sempre detto in passate interviste che stare in una band era come sposarsi con un altra persona. E la mia conclusione era che come sposarsi non dovevo andare alla ricerca di altri rapporti. Poi ho capito che non è come sposarsi suonare con altri, anzi serve confrontarsi con altri per una questione di allargamento dei propri orizzonti. Certo, resto fedele alla band. Ma voglio anche suonare con altre persone, collaborare con altra gente. Invece è normale collaborare con altri musicisti, solo che ci ho messo quattordicianni per capirlo.”

Me: “per esempio nell’album ci sono due splendide collaborazioni, una con Neko Case, dei The New Pornographers, e l’altra con Paul Mc Cartney. Come è stato collaborare con una leggenda della musica come lui? Ho letto che tu lo hai contattato perché ti serviva qualcuno che suonasse il basso in una canzone, e tu non riuscivi a suonarlo dannandoti dicendo “cavolo, è solo uno strumento a quattro corde”. Sarà sì uno strumento a quattro corde e dovrebbe essere semplice a suonarsi ma quando lo suona Mc Cartney io trovo sia stupefacente, no?”

Fran: “Sì, sì, è abbastanza figo. Beh, io ebbi l’idea di contattarlo proprio perché avevo bisogno del basso in questa canzone. Quindi gli mandai una mail al suo ufficio stampa, ci conoscevamo, avevamo suonato qualche volta assieme in alcune cose private… Poi mi ha dato risposta positiva. Gli piacque la canzone e gli andava di farla. Ho dei bellissimi ricordi di lui con me in studio di registrazione, devo dirtelo.”

Me: “Il tuo album mi sembra perfetto da ascoltare nelle mattinate di inverno, magari sul divano con la tazzona di te. Non lo vedo tanto indirizzato alle radio, lo trovo più un regalo che hai voluto fare ai fan… o almeno sembra che incosciamente col tuo album hai pensato prima alle persone che alle radio”

Fran: “Guarda, per le radio… con i Travis non siamo mai stati suonati nelle radio con il primo album. In Italia specialmente neppure con il secondo siamo riusciti a essere stati suonati alla radio. In Inghilterra ci siamo riusciti con una canzone ed è stato fantastico. Le persone ci hanno sempre conosciuto perché compravamo le nostre registrazioni e poi venivano a sentirci. Però è brutto, perché magari non ci sono stati riscontri per suonare meglio o farci conoscere di più. Col quarto disco in Italia siamo stati suonati, o forse il terzo. Ma perché eravamo diventati famosissimi. E hanno saltato tutto il nostro percorso artistico, magari suonando solo Sing o tralasciando tutto il successo di vendite dei lavori precedenti. Ma è una cosa strana: non riesci mica a sentire le canzoni di Neko Case on air, pur essendo bellissime. Magari ci sono delle playlist più orientate sui trend e il fashion. Quindi se veniamo suonati siamo fortunati e basta. Questo album non è differente da tutti gli altri album dei Travis. Ci sono singoli come tutti gli altri: Buttercaps è un singolo, Moonshine è un singolo, Sing me… tutti singoli per la radio, che potrebbe programmarli, ma alcuni scelgono di no, è difficile ormai programmare i singoli. Io scrivo canzoni dal mio cuore, non seguo la moda e non scrivo canzoni per quello. Io vorrei scrivere canzoni che tra cinque anni sono ancora buone e danno le stesse emozioni, basate sulla melodia e i sentimenti… questo conta per me

Me: “Ed è anche la cosa più importante secondo me”

Fran: “e ritornando alla tua domanda, mi sento così fortunato per i passaggi in radio. Non sono schizzinoso. Come però mi è dispiaciuto non poter venire spesso o più presto in Italia. Non hai idea quante volte ho chiesto al mio agente di poter venire da voi in Italia a suonare, e mi diceva che non c’era nessun offerta per me per poter suonare in Italia…”

Me: “beh, ma suonare in Italia sappi che è diventato abbastanza difficile. Noi siamo una webradio: non abbiamo vincoli pubblicitari né pressioni su che artisti scegliere, mentre gli altri network hanno di questi problemi. E anche la maggior parte dei posti dove suonare guarda magari di più al guadagno…”

Fran: “Pensa che invece l’Italia è stato il primo paese a cui ho pensato di voler suonare circa a ottobre durante la promozione. Mandai un’email al mio agente e dissi “voglio suonare in Italia, non mi interessa checcazzo succede, ma voglio fare delle date, quattro date. In Acustico. Non è neanche nulla di costoso perché saremo io e la mia chitarra, trovami delle date” e lui mi rispose “sì, sì, lo faremo, lo faremo”.Sono così felice, così felice di venire in Italia… ero così dispiaciuto di non essere potuto venire da così tanto tempo”

Me: “Davvero, perché io aspettavo anche concerti dei Travis da tempo… oh, sto scadendo nel personale. (ridono) Comunque sappi che in questo tour suonerai in posti tutti molto carini, hai aspettato ma sei stato fortunato!”

Fran: “Ooh, meno male. Non vedo l’ora che arrivi il momento. Sai, io sono molto in contatto con tutta la fanbase dei Travis, e mi mandavano messaggi da mesi chiedendo “perché non vieni in Italia?” su Myspace e altrove. E ho inziato a stare lì proprio per avere riscontri dai fan, solo che voi italiani mi dicevate continuamente “Perché non vieni in Italia?” “perché non vieni in Italia” (si ride entrambi). Io voglio venire, anche se non ci fossero state queste centinaia e centinaia di email… e ora sto arrivando!”

Me: “E questo è molto bello. Ora devo farti un complimento sentitissimo: tu sei un blogger eccellente”

Fran: “oh, dai grazie. Tengo solo un diario, posso fare meglio…”

Me: “No, credimi. E’ fatto bene. E’ uno streaming reale della tua vita, non ci sono muri o finalità di promozione spietata. Si vede che è tutto molto naturale, è il vero proponimento del bloggare… lo dico perché sono blogger anche io”

Fran: “oh, allora grazie davvero, dammi il tuo indirizzo…”

Me: (momento di imbarazzo della mia vita) “ah, ehm, credo ti farò un reply su twitter appena finiamo, per te va bene?”

Fran: “assolutamente!”

Me: “ecco, ora… io credo che la tua ispirazione viene da tutte le piccole cose che ti capitano nella tua vita, vero?”

Fran: “Sì, tutto quanto. Viene da… tutto. Tutto. Tutto è preso dall’ispirazione e riproposto ancora per essere rivisto. I Beatles erano fantastici nel fare ciò ad esempio, nel trovare ispirazione anche nelle linee di un quotidiano, proprio perché l’ispirazione viene da ovunque”

Me: “Qualcosa di meno specifico sul tuo lavoro di adesso… E cosa pensi del music Biz in questi tempi? E’ molto relato a programmi come X factor e cose televisive e sembrano lasciare la musica in secondo piano. Tu come la vedi?”

Fran: “Mh, è difficile da dire, perché credo sia un periodo di trasnizione al momento in cui internet sta giocando un grande ruolo. La musica è un valore di per se stesso, e ora vedere su itunes buttati gli album ma con le persone che cercano solo meno solo le canzoni che conoscono e sentono su radio, MTV e investono solo sul singolo, e sanno di poter scegliere e le case discografiche non hanno capito che il problema per cui non vendono dischi è perché le persone sono solo orientate a scegliere e scaricare i singoli che hanno già sentito senza investire 10 euro su un album intero. E non dovrebbe accadere. Questo sta cambiando il business, nei cd anche. Hai presente il diagramma di Venn? La televisione è in un cerchio, la musica è nell’altro e X factor nell’intersezione. E questo fa felici i discografici che stanno vendendo tanti e tanti dischi, e da qui poi non possiamo dire che X factor è music business, X factor è television business, è solo un crossing over tra i due mondi, che si fa vendere. Il Musicbiz è in transizione, ma deve dire grazie alle entrate che ha grazie a show come X factor. Fanno musica molto facile da ascoltare, di pronta presa, quindi commercialissima. Magri si dovrebbe pensare cosa fare del downloading e di quando copiano i cd, ma sono cose a lato di tutto un problema più grosso. Però con questi soldi di base si può avere questa transizione.”

Me: “Cosa pensi dei new media focalizzati sulla musica? Pensi che siano in qualche modo disturbanti perché c’è troppa musica, troppa scelta o siano meglio i vecchi media….?”

Fran: “no no, quando ci sono ancora più band nella mia scelta dieci o cento sono sempre una cosa buona da mettere negli ascolti di itunes o nel mio computer. E’ lo stesso problema che avevamo nella collezione di dischi o di cd, solo che è cambiato il formato e il modo di scegliere per via dell’elettronica. Io sono molto attaccato all’internet, credo che avere l’opportunità ora di leggere le news sui propri Smartphone, ipad o laptop sulle diverse testate classiche aggiornatissime, che puoi scegliere da solo, facendoti una propria idea senza passare per la tv è bellissimo. I giornali stanno diventando obsoleti, e tutto sta cambiando con internet. Credo che sia una piattaforma molto eccitante. La tv e la pubblicità a me ad esempio con i loro ritmi annoiano molto. Comunque, più band ci sono e più probabilità abbiamo di trovare in mezzo la nuova Madonna o il nuovo David Bowie e credo che questo sia sanissimo”

Me: “ho l’ultima domanda per oggi, occhio, è davvero stupida eh”

Fran: “vai vai”

Me: “tu sei stato un precursore della pettinatura a Moicana, nessuno però la relazione. Adesso ci sono un sacco di persone che la portano, cosa ne pensi?”

Fran: “Haha, sai che è buffo che tu me lo chieda adesso che sto a zonzo per Londra, e ogni volta che son venuto qui chiedevo lo stesso taglio, e così per 14 anni. Non è che mi son chiesto bene se fossi fan della Moicana o altro. Però ecco, è il mio parrucchiere Pit che ha inventato il taglio di capelli a cui poi dobbiamo dare la paternità e a cui tutti ci si sono ispirati, da David Beckham in poi. Poi io ho smesso, e la portano tutti? forse perché sto definitivamente diventando vecchio!”

Me: “Forse David Beckham funziona di più sulle riviste fashion”

Fran: “Sì, definitivamente (ride)”

Me: “Grazie mille Fran, non vedo l’ora di vederti a Milano”

Fran: “Davvero, ci conto! Spero tu sia meglio. Vieni e salutami, ok?”

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