Intervista con Jimmy Gnecco

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Me and Jimmy Gnecco.E’ una cosa un po’ particolare, che tenterò di riassumere in poche parole visto che sui miei pochi media il parlare di Jimmy Gnecco e degli Ours è diventata cosa forse un po’ ripetitiva. Diciamo che ascolto da una decina di anni ormai gli Ours a causa di un mio amico, ed ho attaccato poi la stessa cosa ad altri miei amici. Una tradizione che si tramanda, quasi. Inizialmente senza tanta convinzione, e poi negli anni sono diventati una sorta di colonna sonora perfetta ed esatta di quello che succedeva. Anche se la prima cosa che pensai, quando il mio amico Massimo mi disse il nome del cantante fu una cosa simile a checcazzodinomeè?

Per chi è interessato a un breve resume: Jimmy Gnecco nel 2010 è uscito con il suo primo lavoro solista, che raggruppa canzoni sia composte specificatamente per questo, The Heart, sia canzoni scritte precedentemente. Inoltre con gli Ours ha pubblicato tre album dal 2001 al 2008. Ha collaborato tra gli altri con Rick Rubin e Brian May. E’ reduce dal supporting degli A-Ha nel loro tour europeo invernale.

L’intervista qui sotto è stata fatta in occasione dello showcase per Radio Popolare a Milano. Ultima nella giornata dopo un fracco di colleghi, spero di aver chiesto qualcosa di brillante. Se volete potete sentire la versione audio, fatta coi non potenti mezzi di ottobre scorso, qua. C’è anche un bellissimo siparietto di Jimmy Gnecco che imita Paul Banks in Obstacle1.
Di seguito le trascrizioni prima in italiano poi in inglese.

Fran: Come stai?
Jimmy: Bene, grazie.
F: Milano ti piace?
J: Altroché, è bellissima.
F: Tu sei in tournée in Europa da…?
J: Da circa sei date a supporto degli A-Ha per ora.
F: E il tuo nuovo disco è sorprendente. Si ascolta molto bene, mi piace. Sembra come se sia uscito fuori spontaneamente quando l’hai composto. E’ come un disco live, visto come è diretto da ascoltarsi. E perché hai scelto come nome The Heart? E’ un nome molto personale, prevede del coinvolgimento chiamarlo “Il cuore”.
J: Beh, sì, sembra una sorta di nome preconfezionato ma ora ha appena più senso usarlo nel lavoro solista che in qualcosa con il mio gruppo, gli Ours. E mi sembrava come se fosse una cosa che non c’entrasse con le registrazioni passate, ma che potesse aver senso da sola. Nella poesia si usano spesso metafore per descrivere il proprio pensiero e invece in questo disco non mi sono nascosto o celato dietro qualcosa: ho scritto esattamente quello che stavo provando. Quindi è dedicata dal mio cuore. Nel modo più strettamente vicino al senso letterale.

F: Anche perché per te è stato un periodo difficile durante le registrazioni, e credo che abbia influenzato il disco, vero? (la morte di sua madre, n.d.r.)
J: Sì, lo è stato. Sicuramente ha influenzato pienamente la scrittura di un paio di canzoni scritte mentre stavo registrando, a causa di ciò stava succedendo in quel periodo. Ho voluto dare me stesso e quello che stavo vivendo in quelle canzoni nel modo migliore che ho potuto, parlando direttamente col cuore a tutti di quello che accadeva. D’altra parte ora mi sembra brutto dire che stessi scrivendo qualcosa su cui potessero rispecchiarsi altri ma…
F: Ma potrebbe essere stato terapeutico per te…
J: Sì, molto. Lo è stato sicuramente. E una buona cosa, è bello avere uno sbocco per esprimere quei sentimenti, scrivere canzoni, cantarle. Perché arrivare a spingere quei sentimenti fuori, senza seguirli è molto terapeutico.

F: Ascoltavo su youtube la presentazione del tuo disco, The Heart. quando eri un bambino avresti voluto fare il dottore. Io studio medicina, quindi è molto strano perché penso che ci si voglia essere un medico perché vogliamo aiutare qualcun altro. Ma se si studia medicina vedi che è molto difficile far questo, per via dei sentimenti, perché sei molto incentrato sulla biologia, ma non si può essere così vicino alla gente, ma con la musica, seguendo la musica si sposta hai spostato un livello emotivo diverso, e forse con la musica sei più coinvolto con i sentimenti della gente.
J: Esattamente. Sì, sono d’accordo. Perché non devo soffocare i miei sentimenti per fare il mio lavoro. Li vivo e, di conseguenza penso che aiuti le persone in qualche modo che… la musica è certamente una cosa molto potente, è per questo che la faccio. E ‘una di quelle cose che’ non si può davvero star a discutere sul perché è così potente… aiuta le persone così come aiuta me, e si ha la possibilità di aiutare le persone a sentirsi meglio, creando così… è una responsbilità che non si può prendere troppo sul serio o diventi pazzo e perdi una connessione col reale. Sai, se non si hanno punti fissi… si perde il contatto della realtà se ci si prende troppo sul serio, nel senso di… essere troppo pieno di te. Devi essere molto umile quando fai questo.
F: che è un bene, perché forse adesso il music business è un mondo molto strano e tanti hanno perso la dimensione in cui dovrebbero essere…
R: Sì, c’è un sacco di musica strana là fuori, non molta sostanza diversa da gente che spinge sestessa… questo è quello che molti siti sono diventati, social network e cose del genere. Tutti
vogliono essere una rockstar, tutti vogliono essere una celebrità.
F: Forse talent show sono un bel virus per queste persone, perché vedono che qualcosa così facile da raggiungere… Quindi, gli Ours non ha pubblicato album per esempio in Europa, giusto?
J: Sì, purtroppo. Non per mia scelta, ma le etichetta discografica aveva i diritti ha selto di non farlo uscire. Quando il primo disco degli Ours è uscito programmavamo un tour per gli Stati Uniti ed Europa e stavo venendo al lavoro e io ero su un aereo l’11 settembre 2001… quindi l’ho vissuta lì in Spagna, stavo volando ad una conferenza per parlare dell’uscita del disco in Europa e sappiamo come il mondo è cambiato quel giorno. Quindi poi non siamo tornati e non abbiamo pubblicato il disco qui in Europa, così alla fine è per questo che abbiamo firmato con questa nuova etichetta, perché ha promesso di far uscire il disco in tutto il mondo.
F: Quello è bene, perché alcuni dei fan che vengono da Roma mi han detto di chiederti “oh, mica è Jimmy frustrato da “(alza gli occhi al cielo, annuisce e ride) E ora sei con un’etichetta indie, Bright Antenna… e come è lavorare con un etichetta indipendente invece che con unaE major?
J: Beh, la cosa è adesso sono me e quel che sono al 100%. Non hanno molto altro in corso per cui sono un priorità.

F: Ti da fastidio la gente che pensa che le tue canzoni sono troppo scure, triste,
malinconiche? Cosa ne pensi? Cosa vuoi dire loro?

J: Non ho molto da dire. Mi piacerebbe poter spiegare perché, ma se non lo recepisci, tu non riesci a capirlo. E’una di quelle cose. A volte, sai… a volte è necessario scavare l’infezione prima di poterla disinfettare e bendare e questo è ciò che è stato il mio approccio, per cui non c’è molto
davvero da parlare di cose che la gente affronta e comunque prova sulla propria pelle. Qualcosa deve essere fatto. Come quando si vede in TV questi spot che da anni stanno mostrando i bambini e la povertà in Africa e in tutto il mondo ed è così triste vedere tutto ciò, ma ti fa venire voglia di fare qualcosa. Ed è così che la musica è per me. Si tratta di una combinazione di certi suoni che ti fanno sentire qualcosa, e poi apertamente ascolti. Poi ci sono un sacco di opinioni e vedute diverse e… alle persone piace quello che a loro non piace, il mondo è bello perché vario… Ognuno la vede come vuole.

F: Quando io e il ragazzo della trasmissione radio di questa sera, Niccolò, abbiamo detto su un social network che stasera Jimmy Gnecco a Milano, e sarebbero dovuti venire ad ascoltarti, le ragazze ha detto che “che bel ragazzo!” e gli altri hanno invece detto che gli ricordavi Jeff Buckley, e tu hai detto di Jeff Buckley che “Jeff Buckley e io eravamo amici, perché siamo stati tagliati dalla stessa stoffa” Quale è stata l’ispirazione che ti ha dato questa amicizia nel tuo lavoro?
J: Ti assicuro che non è perché ho ascoltato lui mi è venuta voglia di cantare e ho iniziato la mia carriera. Già lo stavo facendo, nel modo in cui lo facevo quando ho avuto modo di conoscerlo.
F: Ci sono molti miti su questo rapporto.
J. Sì. Vediamo di risolverli un po’ una volta per tutte. Per quanto io ne abbia sempre parlato chiaramente sembra sempre esserci della speculazione. Io sono solo felice di aver avuto modo di conoscerlo poco prima che lui morisse e le nostre voci io non credo che siano del tutto. La sua è una voce più alta … la voce nel parlato è più alta e il tono di la voce nel canto è diverso. Siamo entrambi appassionati di musica, appassionati del canto, utilizziamo le nostre voci nella misura più ampia che si possa, in tutta l’estensione possibile, e abbiamo avuto opinioni simili sulla musica e il mondo e penso che siamo stati solo due delle persone in questo mondo.
Ci sono solo poche tipologie di persone in questo mondo … per quanto esistano invece molte persone in totale, però alcune sono accomunate in quello in cui credete, quello a cui si riferiscono, che cosa li rende felici, così spesso quell’insieme di cose ti rende come amici, e che davvero ciò che era il nostro rapporto. Come io possa cantare come lui. Ma se la gente dice che io do loro le sensazioni che lui dava loro, allora mi sento onorato da tale affermazione perché era grande, e quindi direi che siamo in ottima compagnia.

F: Hai parlato della tua voce. Tu urlavi moltissimo nei vecchi dischi, e invece ora in questo solista soltanto usi l’urlo nella title track. Cioè, tu non usi l’urlo per amore dell’urlare così, sterilmente. Ma dal punto di vista vocale mi sono chiesta, non è abbastanza strano quando canti, per la tua voce, anche dal momento che tu hai una grossa estensione vocale… non è uno sforzo in più?
J: Era perché me lo sentivo, tu avevi una gamma di emozioni e in una canzone … se sei in un film, se si fa un film e il tema del film è lasciarsi trasportare … sai che ti avvia alla deriva. E così musicalmente per me, ho sempre voluto provare a toccare tutta la gamma di emozioni… a volte
è veramente triste, a volte è felice, a volte è incoraggiante e alla fine urlare è l’interruzione drastica di quella espressione. E c’è qualcosa terapeutico così … che va sempre fuori. Sai che puoi
ragionevolmente metterlo in musica, urlando così. Ma invecchiando mi viene da farlo sempre meno, non è facile e non mi sento spesso in quel modo.

F: Stai parlando di film. So che hai fatto un corto con Michael Maxxis, che è un regista canadese anche dei tuoi video, e con David Carradine e non è uscito, forse a causa della morte di David?
J: Abbiamo fatto appena finito … David morì pochi mesi dopo che abbiamo finito le riprese, circa due settimane dopo. Ma abbiamo voluto assicurarsi che fosse tutto perfetto, in sua memoria, prendendo un po’ più di tempo, ma nulla è stato bloccato perché è morto. Volevamo solo essere sicuri fosse bello perché è l’ultima cosa che ha girato.
F: E le differenze tra recitazione e canto… quali sono le principali differenze per te?
J: Beh… le canzoni sono … è strano. Le canzoni che ho fatto nei dischi degli Ours e nel mio non è che mi metto dietro a un personaggio, ma per me è molto naturale. Non debbo sedermi e pensare a trovare un personaggio per questa canzone. Non è come gli Interpol -canta “she can read” di Obstacle1- ma non è un personaggio, è esattamente come mi sento. Quando ero più giovane e ho dovuto cantare canzoni di altre persone ho dovuto trovare quello che
F: come intendevano la canzone originale…
J: Sì, se uno dei ragazzi della band stava scrivendo una canzone che quindi non era la mia dovevo trovare un personaggio in modo di interpretarla. Così ho avuto qualche esperienza per farlo. Così, quando era il momento di fare il film che ho attinto da quello. Ho già fatto molto, ma si impara in fretta quando chiamano azione e tu sei lì sul set con David Carradine… hai un mostro sacro vicino e qualcosa ti esce lì al momento che ti sorprende…
F: Emozionante. Qual è stata la tua collaborazione preferita… perché tu sei stato in tour con artisti come i Blue October e per Marilyn Manson. Hai collaborato con Rick Rubin poi come produttore…
J: Beh, Manson è stato interessante perché per il suo pubblico ha molta rabbia e odio. Che è diversissimo dal pubblico che abbiamo di solito, noi cerchiamo di riempire la platea con amore e speranza. Così l’ abbiamo preso come una sfida, quando Manson ci ha chiesto di andare in tour con lui, perché era una combinazione davvero strana. Avevamo appena pubblicato l’album Mercy, con una canzone come “God only wants you” perciò nel disco c’erano sfumature religiose di fede e spiritualità. E noi eravamo in tour con questo ragazzo che bruciava una bibbia a serata. Per questo molti dei nostri fan ci hanno voltato le spalle, ma non è questo il punto… Sentivo che i suoi fan avessero bisogno di qualche speranza e amore, così ho preso in mano quel progetto… una sfida per portare un po ‘d’amore nella vita delle persone che non ne hanno affatto. Ho avuto per due mesi ogni sera4 mila persone che mi tiravano monetine. Io mandavo loro baci …
F: E come è il tuo rapporto con i fan? So che hai parecchi fan in Spagna per esempio. E un sacco di fan che seguono gli spettacoli degli Stati Uniti …
J: alcuni davvero devoti che ci hanno seguito per anni, molti di loro addirtittura da vent’anni. Abbiamo iniziato con gli Ours nel 1992, e prima stavo suonando in un altro gruppo, la mia band…
così c’è un sacco di persone che ce le portiamo appresso da molto tempo. Forse io sono di parte ma credo che siamo un gruppo veramente bello. Perché si vede che ci sentiamo molto bene quando suoniamo… non è quel genere di rabbia o aggressività ed è sempre stato il mio desiderio avere persone che lasciano i nostri spettacoli con più speranza che avevano più desiderio di essere una persona migliore e fare ciò che è meglio per sé e tutti gli altri intorno a loro. Sento che è quello che abbiamo, queste sono le persone che ho scelto così ho avuto un sacco di fede in loro.

F: Ultima domanda sulle canzoni in The Heart. E’vero che hai messo su Gravity nel disco all’ultimo secondo perché è una delle mie preferite perché boh, non dico che sia allegra, ma mi da una sorta di sensazione di tranquillità, di pace. Qualcosa difficile da descrivere. Come Gravity del resto ci sono un sacco di tuoi brani inediti che hai suonato con gli Ours… che dire di quelle canzoni? E di Gravity, anche.

R: per quanto riguarda Gravity l’ho scritta dieci anni fa e cercavo di metterla in un disco ma non trovavo mai il modo giusto. Non avevo la gioia che ho adesso. Mentre stavo registrando ho scoperto qualcosa dentro la canzone e scoltandola ho sentito improvvisamente come gioia e alla fine ho detto che è, questa è la sensazione che ho cercato di far uscire dalla canzone qualcosa di esaltante, edificante malinconia, ma personalmente. Complesso a farlo e non farlo sembrare banale ma io sono contento di come ho capito si nota da fuori e mi sono divertito a trovarlo. Sai, una canzone ti sente felice deve venire facile, per me. Ma quello era un inizio.

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F:How are you?
R: good thank you
F: do you like Milan?
R: Sure, it’s beautiful
F: You’re touring in europe from…?
R: About six dates in tour with A-Ha..
F: And your new record is amazing. Is very…easy listening, and I like it. Seems that comes naturally when you compose it… It’s like a live record because is very easy to listen… and why did you choose the name The Heart because is very personal involved… the heart.
R: yeah, you know it seems like a pre-packed name, but it just made the most sense on these songs in the past in Ours’ records and I’m feeling like that was something that’s trying to stay out right, poetry sometimes about it uses metaphores to describe one’s thinking and in this record I’ve been disguised or dressed up at all: i did exactly what I was feeling. So it’s dedicated from my heart so It just made the most sense.
F: Because it was also difficult period for you during the recording of the disk and so it will be an
influence on the disk?

R: yeah and it was and I definitely wrote a few more songs as I was recording it because of what
was going on during that time and I wanted to offer in the best way that I could, to anybody listening, what’s anybody going through it I want to talk from my heart to everybody. Now it’s hard to say that i was feeling but to recognize that other people…the other way.
F: so it could be a therapy for you…
R: Yes very much. They have been. It’s good, nice to have an outlet to express those feelings,
writing songs, singing them. Because I get to get those feelings out, not follow them out. Very therapeutic.

F: I was listening to youtube, the presentation of your record, The Heart and I was listen that to you when you were a child you would a medician. I study medicine so it’s very strange because I think that we would be a doctor because we want to help someone else. But if you study medicine you see that it’ very hard to made this, because of the feelings, because you’re very focused on biology but you cannot be so near to people, but with the music, you shifted the music and maybe to the music you’re more involved with the feelings of the people.
R: Exactly. Yeah, I agree. Because I don’t turn my feeling off in order to to do my job. You live them and as a result I think that helps people in ways that…music is just a very powerful thing that’s why I’m doing it. It’s one of those things you’ can’t really put your finger on why is so powerful…it helps people as it helped me and you have the ability to help people feel better by creating it so…it’s a responsbility…can’t take it too seriously or you’re get fool of yourself and you’ll lose a real connection. You know, if you don’t have…you lose touch of the reality if you take it too seriously in the sense of…speak too full of yourself. You have to be very humble when doing it.
F: that’s great because maybe now music business it’s a very strange world and so many of them’ve lost the dimension where they would be…
R: yeah, there’s a lot of strange music out there, not much substance other than people pushing
themselves…that’s what a lot of sites have become, social networks and things like that. Everybody
wants to be the rockstar, everybody wants to be a celebrity.
F: Maybe talent shows are quite a virus for these because people see that it something so easy to reach… So, you haven’t released Ours album for example in europe, that’s right?

R: Yeah, unfortunately. Not by my choice but the record labels that owns Ours record and never put them out. When the first record came out we were all set to tour the states and europe and I was coming over to work and I was on a plane on September 11th 2001… so I got over to Spain, I was flying to a conference to talk about releasing the first record in europe and you know the world changed that day. So we never got back on track, that’s releasing Ours records over here in europe, so finally that’s why we signed with this new label because they promised to release the record around the world.
F: That’s great because some of the fan that came from Rome ask me to tell me “oh , well isn’t Jimmy frustrated from” (he’s nod and laugh) and now you are with an indie label, Bright Antenna, they’re so sweet… and how is working with a indie label opposite to major labels?
R: Well the thing now is I just get to be me 100%. They don’t have much else going on so I’m a
priority.
F: You are annoyed of people that maybe talk to you that your songs are too dark, to sad, to melancholic? What do you think about? What do you want to say to them?
R: I don’t have much to say. I could explain why, but if you don’t get it, you’re not gonna get it.
It’s one of those things. Sometimes…you know…sometimes you have to dig out the infection
before you spread band aid over it and that’s what has been my approach, so there’s not much
really to talk about the things that people struggle with to that they go through in order to get them to feel that. Something needs to be done about it. And you see on tv these commercials for years they’re showing kids and poverty in Africa and in all around the world and it’s so sad to see that but it makes you wanna do something. And that’s how music is for me. It’s a combination of certain sounds that make you feel something then make you openly listening to it. hopefully there are a lot of different also different opinion or views… people like what
they don’t like, diverse taste that makes the world go round, not anyone way. So if you don’t relate to it that’s fine it’s going to go backward.
F: When me and the guy, Niccolò, of the radio show of tonight have posted on a social network that well will will be Jimmy Gnecco tonight in Milan, you should come, girls said “what a hot guy!” and other people said that you remind them of Jeff Buckley, and you said about Jeff Buckley that “Jeff Buckley and I became friend because because we were cut from the same cloth” and what about the inspiration of this friendship in your work?
R: We’re a sure there is it wasn’t that I heard him and then I sorted out this
thing, I was already doing it, in the way that I was doing it when I got to know him.
F: There are so many myths on this relationship.
R. Yeah. We’re trying to set this straight one other time. As much as talked about it and set it straight there always seems to be – but I was just glad I got to know him shortly before he died and our voices… I don’t believe they sound alike at all. Higher voice…the speaking voice is higher and the tone of the singing voice is different. We’re both passioned about music, passioned about singing, usingour voices to the fullest extent that we could, rangewise, so that I think that…and similar views we had on music and the world and I think now we were just two some more people in this world. There are only certain a few kinds of people in this world… as much as many people were differently, so many different kinds of people…what you believe in , what you relate to, what makes you excited, so often you run to that kind of people when you’re like buddies, and that really what it was. How can I sound like him at all. But if people say that I give them…feeling like he gave them, then I feel honoured by that because he was great, so we’re in kinda big company then.
F: You talked about your voice and voices. You were screaming a lot in older records, now you don’t use screaming in this record, only on one song, the title track: what about screaming as not for the sake of ‘screaming’. Vocally, I mean. Isn’it it quite strange when you’re singing for your voice, since you have a higher vocal range, so screaming is an afford for your voice…?
R: So it’s been how it felt, another range of emotions and a song… if you’re in a movie, if you make a movie and the movie’s theme wade entirely through… you know you’re gonna start drifting. And
so musically for me, I’ve always wanted tried to touch the entire range of emotions… sometimes
it’s really sad, sometimes it’s happy, sometimes it’s urging and so that screaming is just a drastic end of that expression. And there’s something about terapeuthically as well… getting it out. You know you can reasonably putting it into music, screaming like that. As i get older I’ve wanted to do it less and less, it’s not easy and I don’t often feel that way anymore.
F: You’re speaking about movie. I know that you’ve made a short film with Michael Maxxis, David Carradine and it hasn’t been released, because of the death of David…
R: We’ve actually just finished it… David died a few months after we finished shooting, about two
weeks after we finished shooting, David died. But we just wanted to make sure it was great so
because he died taking a little bit longer, but nothing was held up because he died. We just wanted
to make sure it’s great since it’s the last thing I’ve filmed.
F: And the differences between acting and playing…which are the main differences for you?
R: well…the songs are…it’s weird. The songs that I’ve made over the last… for all of Ours records
and my records it’s not a character at all for me is very natural. I don’t have to sit and think about finding a character for this song. It’s not like Interpol -sings Obstacle1- but it’s not a character it’s just like I feel. When I was younger and had to sing other people’s songs I had to find… what they

F: how they would like the original song
R: yeah, if one of the guys in the band was writing a song back, in order to relate to it because that
wasn’t my song so I had to find a character and perform it in that way. So I had some experience
doing that. So when it was time to do the film I just kinda pull from that. I’ve done that a lot,
but you learn quickly when they call action and you’re standing there on the set with David
Carradine… staring you down, you know he’s very good, so you either immediately show off to that
moment and come up with something or…
F: impressive. Which is your favourite collaboration because you opened for lots of groups like Blue October, I met them on August and I was excited just like today, and for Marilyn Manson. You collaborated with Rick Rubin on the other side like a producer… for a making a record…
R: Well Manson was interesting because for his audience he has lot of anger and hate there. That’s
not about Ours audience at all… we try to fill the audience with love and hope. So we took that as
a challenge, when Manson asked us to tour with him, this is a really strange combination. I had
just released the record called Mercy, with the song “God Only Wants You”, so there were religious
undertones in my record of faith and spirituality… And we were going on the road with this guy who burned Bibles every night… many of our fans turned their backs on us, but that’s not the point… I felt that his fans needed some hope and some love, so I took in on that project…a challenge to bring some love in people’s lives and they didn’t like that at all. I had for two months, 4 thousand people at night threw coins at me. I blew them kisses…
F: what about your relationship with your fans? I know that you have lots of fans in Spain, for example? And a lot of fans follow you in the US shows…
R: Yes, right some really devoted they’ve followed us for years, best twenty years, a lot of them. And how much you know, but I go back away I start with ours in 1992, and before that I was playing in another band, my own band so a lot of the people have been kind for a long time. Maybe I’m biased but think we’re a really nice band. Cause the shows feel good when we play… it’s not that kind of anger or aggression and it’s always been my desire to have people leaving our shows with more hope than they went in and more desire to be a better person and make what’s better for themselves and everyone else around them. I feel that’s what we keep off those are the people I chose so i had a lot of faith in them.
F: Last question about the songs on the Heart. Is it true that you put Gravity on the last second because it’s one of my favourite song in the record because…you don’t sound happy at all but gave me a sound of peaceful happiness…I don’t know it’s quite strange to say. Like Gravity there are a lots of your unreleased songs that you play with Ours…what about those songs? And Gravity too?

R: for Gravity I wrote it ten years ago and kept trying to get it on a record but it never felt right.
I didn’t have the joy I have now. I uncovered something in it, while I was recording it and all
suddenly it felt like joy and I finally said that’s it, that’s the feeling I’ve been trying to get out of the
song uplifting, melancholy but personally uplifting. Tricky to do that and not make it sound corny but I’m happy with how I figured that out and I enjoyed finding it. You know, a song that feels happy have to come easy for me. But that was a start.

F: Thank you so much.
R: You’re welcome!

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